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Individuazione delle modificazioni di impianti e di depositi, di proce...

Individuazione delle modificazioni di impianti e di depositi, di processi industriali, della natura o dei quantitativi di sostanze pericolose che potrebbero costituire aggravio del preesistente livello di rischio.
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE di concertoI MINISTRI DELLA SANITÀ,
DELL’INTERNO E DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO Visto
il comma 1 dell’art. 10 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n.
334, che prevede la definizione dei criteri per l’individuazione delle
modifiche di impianti e di depositi, di processi industriali, della
natura o dei quantitativi di sostanze pericolose che potrebbero
costituire aggravio del preesistente livello di rischio;Visto la
lettera b) del comma 2 dell’art. 10 del decreto legislativo 17 agosto
1999, n. 334, che, per le modifiche di attività esistenti che
comportano aggravio del preesistente livello di rischio prevede che il
gestore trasmetta alle autorità competenti tutte le informazioni utili
prima di procedere alle modifiche, secondo le procedure previste
dall’art. 9 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, per i
nuovi stabilimenti;Considerato, in particolare, che ai sensi del
predetto articolo le norme generali di sicurezza nonché i criteri per
l’individuazione delle modifiche alle attività industriali di impianti
e di depositi, di processi industriali, della natura o dei
quantitativi di sostanze pericolose che potrebbero costituire aggravio
del preesistente livello di rischio sono stabiliti dal Ministero
dell’ambiente di concerto con i Ministeri dell’interno, della sanità e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato;Visto il comma 1
dell’art. 15 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, che
disciplina l’esercizio delle funzioni di indirizzo delle attività
connesse all’applicazione del decreto stesso;Viste le determinazioni
concordate in sede di conferenza dei servizi indetta, ai sensi
dell’art. 15, comma 6, del decreto legislativo n. 334/1999, in data 1°
marzo 2000;Decreta:Art. 11. Restando fermi gli obblighi di cui al
decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, le modifiche di impianti e
di depositi, di processi industriali, della natura o dei quantitativi
di sostanze pericolose che potrebbero costituire aggravio del
preesistente livello di rischio negli stabilimenti assoggettati agli
obblighi di cui agli articoli 6 e 8 del decreto legislativo 17 agosto
1999, n. 334, sono individuate nell’allegato al presente decreto.Art.
21. Il gestore che intende introdurre modifiche non ricomprese tra
quelle di cui all’art. 1 deve presentare all’autorità di cui al comma
1 dell’art. 21 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e al
comando provinciale dei Vigili del fuoco competenti per territorio una
dichiarazione resa ai sensi e per gli effetti della legge 4 gennaio
1968, n. 15, e sue successive modifiche ed integrazioni, attestante
che la modifica e’ progettata ed eseguita a regola d’arte e che non
costituisce aggravio del preesistente livello di rischio.2. La
dichiarazione di cui al comma 1 deve in particolare indicare:a) se la
modifica comporta l’incremento inferiore al 10% nell’intero impianto o
deposito, ovvero inferiore al 20% nella singola apparecchiatura o
serbatoio già individuata come possibile fonte di incidente rilevante
di:quantità della singola sostanza specificata, di cui all’allegato I,
parte 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334;quantità di
sostanza o preparato pericoloso ovvero somma delle quantità di
sostanze o preparati pericolosi appartenenti a medesima categoria,
indicata in allegato I, parti 1 o 2 del decreto legislativo 17 agosto
1999, n. 334;b) se la modifica comporta il cambio di destinazione di
serbatoi di liquidi “estremamente infiammabili” o “facilmente
infiammabili” in impianti o depositi con sostanze o preparati
rientranti nella stessa categoria di pericolosità o in categoria
inferiore;c) se la modifica comporta il cambio di destinazione di un
serbatoio di stoccaggio di sostanze pericolose o preparati pericolosi
nell’ambito della stessa classe o di classe di pericolosità
inferiore;d) se la modifica comporta l’incremento superiore al 10% ed
inferiore al 25% sull’intero impianto o deposito di:quantità della
singola sostanza specificata, di cui all’allegato I, parte 1, del
decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334;quantità di sostanza o
preparato pericoloso ovvero somma delle quantità di sostanze o
preparati pericolosi appartenenti a medesima categoria, indicata in
allegato I, parti 1 o 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n.
334.3. Il gestore e’ tenuto a conservare ed a rendere disponibile ad
ogni richiesta dell’autorità competente la documentazione comprovante
il non aggravio di rischio conseguente alle modifiche di cui al comma
2, lettera d).4. Le disposizioni del presente articolo non si
applicano qualora le modifiche di cui al comma 1 comportino il
superamento delle soglie previste dall’allegato I al decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334. In tali casi il gestore deve
sottostare agli obblighi di cui allo stesso decreto.Art. 31. Le
disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 non si applicano agli
interventi di ripristino e sostituzione di recipienti e
apparecchiature (serbatoi, colonne, vessel, reattori, forni, etc.),
macchine o altri componenti, con altri di capacità non superiore e
aventi le medesime caratteristiche di processo, strutturali e
funzionali, ivi comprese le tubazioni di collegamento, la
strumentazione, i sistemi di controllo e di sicurezza, l’accessibilità
dell’area.Art. 41. Il gestore degli stabilimenti di cui agli articoli
6 e 8 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, deve comunque
tenere conto delle modifiche delle attività in occasione
dell’aggiornamento biennale del documento che definisce la politica di
prevenzione degli incidenti rilevanti di cui al comma 4 dell’art. 7
del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334.2. Il gestore degli
stabilimenti di cui all’art. 8 del decreto legislativo 17 agosto 1999,
n. 334, deve comunque tenere conto delle modifiche delle attività in
occasione dell’aggiornamento quinquennale del rapporto di sicurezza ai
sensi della lettera a) del comma 7 dell’art. 8 del medesimo decreto.3.
Il gestore, contestualmente alla realizzazione delle modifiche, di cui
all’art. 2, al proprio stabilimento, deve comunque aggiornare la
scheda di informazione di cui all’allegato V del decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 334.Art. 51. Il gestore che intende introdurre
modifiche ricomprese tra quelle di cui all’art. 1, prima di dare
inizio alle variazioni, deve adempiere ai disposti del comma 2
dell’art. 10 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, nonché
sottostare a quanto stabilito dall’art. 14 del medesimo decreto.2. Il
gestore degli stabilimenti di cui all’art. 8 del decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 334 che intende introdurre modifiche ricomprese tra
quelle di cui all’art. 1, prima di dare inizio alle variazioni, deve
ottenere il nulla osta di fattibilità ed il parere tecnico conclusivo
secondo le procedure stabilite dall’art. 9 del medesimo
decreto.AllegatoMODIFICAZIONI ALLE ATTIVITÀ ESISTENTI CHE POTREBBERO
COSTITUIRE AGGRAVIO DEL PREESISTENTE LIVELLO DI RISCHIOLa modifica
comporta, rispetto al più recente rapporto di sicurezza o alla più
recente scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i
cittadini ed i lavoratori presentata:1) incremento superiore al 25%,
inteso sull’intero impianto o deposito, ovvero superiore al 20% sulla
singola apparecchiatura o serbatoio già individuata come possibile
fonte di incidente di:quantità della singola sostanza specificata, di
cui all’allegato 1, parte 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999,
n. 334;quantità di sostanza o preparato pericoloso ovvero somma delle
quantità di sostanze o preparati pericolosi appartenenti a medesima
categoria, indicata in allegato I, parti 1 e 2 del decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 334;2) introduzione di una sostanza pericolosa o
categoria di sostanze o preparati pericolosi al di sopra delle soglie
previste nell’allegato I al decreto legislativo 17 agosto 1999, n.
334;3) introduzione di nuove tipologie o modalità di accadimento, di
incidenti ipotizzabili che risultano più gravose per verosimiglianza
(classe di probabilità di accadimento) e/o per distanze di danno
associate con conseguente ripercussione sulle azioni di emergenza
esterna e/o sull’informazione alla popolazione;4) smantellamento o
riduzione della funzionalità o della capacità di stoccaggio di
apparecchiature e/o sistemi ausiliari o di sicurezza critici.

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