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Linee guida per l'attuazione del sistema di gestione della sicurezza. ...

Linee guida per l'attuazione del sistema di gestione della sicurezza.
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE di concerto con I MINISTRI
DELL’INTERNO, DELLA SANITA’, DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E
DELL’ARTIGIANATOVisto il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334,
con il quale è stata recepita la direttiva 96/82/CE del Consiglio del
9 dicembre 1996, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti
connessi con determinate sostanze pericolose;Visto in particolare
l’art. 7, comma 3, del citato decreto legislativo 17 agosto 1999, n.
334, che prevede l’emanazione di linee guida per l’attuazione del
sistema di gestione della sicurezza secondo le indicazioni
dell’allegato III;Viste le determinazioni concordate in sede di
Conferenza dei servizi indetta, ai sensi dell’art. 15, comma 6, del
citato decreto legislativo n. 334/1999, in data 1° marzo
2000;Acquisita, ai sensi dell’art. 7, comma 3, del citato decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334, l’intesa con la Conferenza
unificata prevista dall’art. 8 della legge 28 agosto 1997, n.
281;Decreta:Titolo I Politica di prevenzione degli incidenti
rilevanti Art. 1Campo di applicazione 1. Il presente decreto si
applica agli stabilimenti di cui all’art.7 del decreto legislativo n.
334 del 17 agosto 1999. Art. 2Documento sulla politica di prevenzione
1. Il gestore degli stabilimenti di cui all’art. 1, deve redigere il
documento sulla politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, di
cui all’art. 7 del decreto legislativo n. 334 del 17 agosto 1999, di
seguito indicato come “Documento”, indicando, gli obiettivi che
intende perseguire nel campo della prevenzione e del controllo degli
incidenti rilevanti, per la salvaguardia dei lavoratori, della
popolazione e dell’ambiente, e che costituiscono, nel loro insieme, la
politica del gestore in materia.2. Il gestore deve indicare nel
documento i principi generali su cui intende basare la politica di cui
al comma 1, indicando, tra l’altro, eventuali adesioni volontarie a
normative tecniche, regolamenti, accordi e iniziative, non richiesti
da norme cogenti.3. Il gestore deve riportare nel documento il proprio
impegno a realizzare, adottare e mantenere un sistema di gestione
della sicurezza, in attuazione a quanto richiesto dall’art. 7 del
decreto legislativo n. 334, del 17 agosto 1999, e in attuazione della
politica definita come ai commi 1 e 2.4. Il gestore deve riportare nel
documento l’articolazione del sistema di gestione della sicurezza che
intende adottare, con l’indicazione dei principi e dei criteri a cui
intende riferirsi nella sua attuazione ed allegare il programma di
attuazione dello stesso ed i relativi tempi. Nella suddetta
articolazione deve essere altresì indicata l’elencazione dettagliata e
la relativa descrizione delle singole voci che costituiscono il
sistema di gestione della sicurezza e, qualora il gestore faccia
riferimento a norme o guide tecniche nazionali o internazionali,
queste devono essere allegate integralmente o per le parti
effettivamente prese in considerazione. Titolo II Requisiti
generali e struttura del sistema di gestione della sicurezza Art.
3 Requisiti generali 1. Il sistema di gestione della sicurezza deve
essere attuato dai gestori degli stabilimenti di cui all’art. 1 al
fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi generali e dei
principi di intervento definiti nella politica di prevenzione degli
incidenti rilevanti, come definita nel documento di cui all’art. 2, ed
in particolare:a) definire e documentare la politica, gli obiettivi e
gli impegni da essa stabiliti per la sicurezza;b) assicurare che tale
politica venga compresa, attuata e sostenuta a tutti i livelli
aziendali;c) verificare il conseguimento degli obiettivi e fissare le
relative azioni correttive.2. Il gestore, nella definizione,
nell’attuazione, nella gestione, nella verifica e nelle modifiche del
sistema di gestione della sicurezza, informa e consulta il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, secondo le modalità
già previste dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modifiche. Art. 4Struttura 1. Il sistema di gestione della
sicurezza deve integrare la parte del sistema di gestione generale che
comprende struttura organizzativa, responsabilità, prassi, procedure e
risorse. In riferimento ad altre parti del sistema di gestione
generale, anche attinenti obiettivi diversi, tra cui la qualità, la
sicurezza e l’igiene sui luoghi di lavoro, la protezione ambientale,
il Sistema di gestione della sicurezza può richiamare gli elementi in
comune, ma deve contenere esplicitamente tutti gli elementi relativi
agli aspetti che riguardano specificamente la determinazione e
l’attuazione della politica di prevenzione degli incidenti
rilevanti.2. Il sistema di gestione della sicurezza deve essere
strutturato in modo da definire, per le varie fasi di vita
dell’impianto e con riferimento agli elementi definiti all’art. 5,
come minimo, quanto segue:a) politica e conduzione aziendale per la
sicurezza;b) organizzazione tecnica, amministrativa e delle risorse
umane;c) pianificazione delle attività interessate, ivi comprese
l’assegnazione delle risorse e la documentazione;d) misura delle
prestazioni conseguite in materia di sicurezza a fronte di criteri
specificati;e) verifica e riesame delle prestazioni, ivi incluse le
verifiche ispettive (safety audit).3. La struttura generale del
sistema di gestione della sicurezza, cosi’ come definito al comma 2,
deve rispondere allo stato dell’arte in materia. In particolare, i
requisiti stabiliti dalla norma UNI 10617 ovvero, per gli aspetti
attinenti alla prevenzione degli incidenti rilevanti, dalle norme
della serie ISO 9000 o da quelle della serie ISO 14000 o dal
regolamento (CEE) 1836/93, si intendono corrispondere al detto stato
dell’arte. Titolo III Contenuti tecnici del sistema di gestione
della sicurezza Art. 5Elementi fondamentali Il Sistema di gestione
della sicurezza, strutturato così come richiesto negli articoli 3 e 4,
deve farsi carico delle seguenti gestioni, secondo quanto specificato
negli articoli da 6 a 12:a) organizzazione e personale;b)
identificazione e valutazione dei pericoli rilevanti;c) controllo
operativo;d) modifiche e progettazione;e) pianificazione di
emergenza;f) controllo delle prestazioni;g) controllo e revisione.
Art. 6 Organizzazione e personale 1. Il sistema di gestione della
sicurezza, anche attraverso l’allocazione delle risorse necessarie,
deve farsi carico della gestione, dell’organizzazione e del personale,
al fine di garantire un livello di sicurezza compatibile con la realtà
in cui opera lo stabilimento, così come, in particolare, definito nel
documento e richiesto sia dalle norme legislative e dalle regole
tecniche, sia dalle valutazioni e determinazioni espresse dalle
autorità competenti. Esso deve, inoltre, stabilire gli standard e le
norme tecniche a livello aziendale aggiuntivi, necessari a consentire
la completa razionalizzazione in materia di prevenzione e di controllo
delle prestazioni.2. Il sistema di gestione della sicurezza deve
riflettere l’impegno globale all’interno dell’azienda, dall’alta
direzione fino agli operatori, e la cultura di sicurezza
dell’organizzazione, così come definiti nel documento, e come appare
dall’allocazione di risorse e dall’assegnazione di responsabilità.3.
Il sistema di gestione della sicurezza deve individuare le posizioni
chiave ad ogni livello dell’organizzazione, definendo univocamente ed
esplicitamente ruoli, compiti, responsabilità, autorità e
disponibilità di risorse. Esso deve, inoltre, definire le interfacce
tra le posizioni chiave, tra queste e l’alta direzione e tutto il
personale coinvolto in attività rilevanti ai fini della sicurezza,
anche attraverso il rappresentante dei lavoratori.4. Il sistema di
gestione della sicurezza, anche in riferimento al decreto del
Ministero dell’ambiente del 16 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 74 del 30 marzo 1998, deve definire i requisiti minimi di
formazione, informazione e addestramento per tutto il personale
coinvolto in attività rilevanti ai fini della sicurezza, proprio o di
terzi, fisso od occasionale, e garantire la disponibilità e l’impiego
del relativo equipaggiamento di protezione. Esso deve, inoltre,
definire le attività necessarie al raggiungimento e al mantenimento di
tali requisiti, anche in termini di qualificazione professionale e di
capacità operative; queste devono essere assicurate anche mediante
l’idoneità dell’interfaccia tra operatore e impianto. Art.
7Identificazione e valutazione dei pericoli rilevanti 1. Il sistema di
gestione della sicurezza deve prevedere le procedure per
l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi di
incidente rilevante e l’adozione delle misure per la riduzione del
rischio, assicurando la loro corretta applicazione e il mantenimento
nel tempo della loro efficacia.2. Le attività di identificazione e
valutazione, di cui al comma 1, devono essere condotte sia in termini
di probabilità, sia di gravità, e documentate nell’ambito di
un’analisi di sicurezza espletata secondo lo stato dell’arte, sia per
le condizioni normali di esercizio, sia per le condizioni anomale e
per ogni fase di vita dell’impianto. Per gli stabilimenti soggetti
all’art. 8 del decreto legislativo n. 334 del 17 agosto 1999, esse
devono essere condotte secondo quanto stabilito dai decreti di cui al
comma 4 dello stesso articolo. In ogni caso, le attività devono
rendere disponibili le informazioni necessarie per la verifica del
rispetto dei requisiti minimi di sicurezza in materia di
pianificazione territoriale, di cui all’art. 14, comma 1, del decreto
legislativo n. 334 del 17 agosto 1999. L’espletamento di tali attività
deve permettere la valutazione dell’idoneità delle misure di sicurezza
adottate, individuare le possibili aree di miglioramento, fornire i
termini di sorgente per la pianificazione di emergenza interna ed
esterna e co…

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