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Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e modifiche...

Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e modifiche al sistema penale e tributario.
Legge

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente
legge:Art. 1(Delega)1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto
legislativo per la trasformazione da illecito penale in illecito
amministrativo e per la riforma della disciplina sanzionatoria nelle
materie indicate negli articoli 3, 4, 5, 6, 7 e 8, e per attribuire al
giudice di pace, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi
previsti dall’articolo 2, la competenza in materia di opposizione
all’ordinanza-ingiunzione, di cui agli articoli 22, 23 e 24 della
legge 24 novembre 1981, n. 689.Art. 2(Competenza del giudice di
pace)1. L’attribuzione al giudice di pace della competenza di cui
all’articolo 1 è esclusa per le opposizioni nelle materie, da elencare
tassativamente nel decreto legislativo, che comportano una particolare
difficoltà di accertamento o coinvolgono rilevanti interessi
collettivi nonché per quelle per le quali sono previste sanzioni di
notevole entità.Art. 3(Disciplina degli alimenti)1. La riforma della
disciplina sanzionatoria in materia di produzione, commercializzazione
e igiene degli alimenti e delle bevande, nonché di tutela della
denominazione di origine dei medesimi è ispirata ai seguenti princìpi
e criteri direttivi:a) trasformare in violazioni amministrative i
reati previsti da leggi speciali, prevedendo una sanzione
amministrativa pecuniaria non superiore a lire duecento milioni,
graduata in rapporto alla gravità degli illeciti, e prevedendo
altresì, a titolo di sanzioni accessorie, in caso di reiterazione
specifica delle violazioni, la chiusura temporanea dello stabilimento
o dell’esercizio, la sospensione per un periodo fino a tre mesi o la
revoca della relativa licenza in relazione alla gravità dei fatti;b)
mantenere le sanzioni penali per le violazioni di cui agli articoli 5,
6 e 12, limitatamente, quanto a quest’ultima ipotesi, all’introduzione
nel territorio della Repubblica di sostanze destinate al commercio,
della legge 30 aprile 1962, n. 283, prevedendo l’alternatività delle
pene dell’arresto e dell’ammenda, graduate in rapporto alla gravità
degli illeciti, anche in deroga al principio di specialità di cui
all’articolo 9 della legge 24 novembre 1981, n. 689;c) prevedere la
chiusura dello stabilimento o dell’esercizio nonché la revoca della
relativa licenza, in relazione ai singoli illeciti amministrativi
ovvero alle violazioni di cui alla lettera b), oltre che nel caso di
reiterazione anche non specifica di queste ultime, per i fatti di
maggiore gravità dai quali derivi pericolo per la salute;d) prevedere
specifiche circostanze aggravanti per le fattispecie di cui agli
articoli 515, 516 e 517 del codice penale, con riferimento alle
condotte che siano altresì lesive dell’interesse protetto dal
riconoscimento della denominazione di origine o dall’individuazione
delle relative caratteristiche;e) fatto salvo quanto stabilito dal
primo comma dell’articolo 15 della legge 30 aprile 1962, n. 283,
prevedere la chiusura obbligatoria dello stabilimento e dell’esercizio
nei casi di insussistenza dei requisiti igienico-sanitari previsti per
il rilascio della autorizzazione all’esercizio stesso, fermo restando
quanto disposto dalla lettera c) del presente comma e salva la
possibilità di revoca immediata qualora la situazione sia
compiutamente regolarizzata;f) prevedere la trasformazione in sanzioni
amministrative accessorie delle pene accessorie già previste per i
reati depenalizzati, introducendo, con riferimento alla gravità della
violazione, nuove sanzioni accessorie idonee a prevenire violazioni
della normativa nelle materie indicate nel presente articolo.Art.
4(Disciplina della navigazione)1. La riforma del sistema sanzionatorio
in materia di disciplina della navigazione è ispirata ai seguenti
principi e criteri direttivi:a) trasformare in illeciti amministrativi
le contravvenzioni contenute nel codice della navigazione, escluse
quelle previste dagli articoli 1161 (abusiva occupazione di spazio
demaniale e inosservanza di limiti alla proprietà privata), 1176
(inosservanza del divieto di mediazione) e 1177 (aggravanti) nonché
dal Capo VI del Titolo III del Libro I della Parte III
(contravvenzioni concernenti le disposizioni sulla sicurezza della
navigazione), prevedendo una sanzione amministrativa pecuniaria non
superiore a lire sessanta milioni, graduata in rapporto alla gravità
degli illeciti;b) prevedere la trasformazione in sanzioni
amministrative accessorie delle pene accessorie già previste per le
contravvenzioni trasformate in illeciti amministrativi ai sensi della
lettera a).Art. 5(Circolazione stradale ed autotrasporto)1. La riforma
del sistema sanzionatorio penale in materia di disciplina della
circolazione stradale e dell’autotrasporto di cose è ispirata ai
seguenti princìpi e criteri direttivi:a) trasformare in violazioni
amministrative, prevedendo una sanzione amministrativa pecuniaria non
inferiore a lire un milione e cinquecentomila e non superiore a lire
diciotto milioni, graduata in relazione alla gravità dell’illecito, i
reati di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ad
eccezione degli articoli 100, comma 14, 186, 187 e 189;b) trasformare
in violazioni amministrative, prevedendo una sanzione amministrativa
pecuniaria non inferiore a lire due milioni e non superiore a lire
venti milioni, graduata in relazione alla gravità dell’illecito, i
reati di cui all’articolo 1, primo comma, del decreto legislativo 22
gennaio 1948, n. 66, ad eccezione dell’abbandono o del deposito di
congegni o altri oggetti in strada ferrata;c) trasformare in
violazioni amministrative, prevedendo una sanzione amministrativa
pecuniaria non inferiore a lire tre milioni e non superiore a lire
trenta milioni, graduata in relazione alla gravità e all’eventuale
reiterazione dell’illecito, i reati previsti dagli articoli 26 e 46
della legge 6 giugno 1974, n. 298;d) prevedere per le violazioni di
cui alle lettere a) e c) del presente comma e per quella prevista
dall’articolo 126, comma 7, del citato decreto legislativo n. 285 del
1992, a titolo di sanzione amministrativa accessoria, il sequestro del
mezzo per un periodo non superiore a tre mesi, nonché, in caso di
reiterazione delle condotte, la confisca del mezzo;e) prevedere
l’inserimento nell’anagrafe di cui all’articolo 226 del citato decreto
legislativo n. 285 del 1992 delle notizie inerenti alle violazioni
previste dal medesimo decreto legislativo e dalla legge 6 giugno 1974,
n. 298, e che comportano l’applicazione di sanzioni accessorie.Art.
6(Leggi finanziarie, tributarie e concernenti i mercati finanziari e
mobiliari)1. La riforma della disciplina sanzionatoria per le
violazioni di leggi finanziarie e tributarie è ispirata ai seguenti
princìpi e criteri direttivi:a) sostituire con sanzioni amministrative
proporzionate all’entità dei tributi evasi, alla reiterazione delle
condotte ed alla gravità delle violazioni le sanzioni penali previste
dagli articoli 282, 283, 284, 285, 286, 287, 288, 289, 290, 291, 292,
294, 295, primo comma, e 296 del testo unico delle disposizioni
legislative in materia doganale, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, limitatamente ai casi in cui
l’ammontare dei diritti di confine non superi lire sette milioni; i
poteri di sequestro e di confisca delle cose indicate nell’articolo
301 del medesimo testo unico sono attribuiti all’autorità
amministrativa;b) sostituire con sanzioni amministrative proporzionate
all’entità dei tributi evasi ed alla gravità delle violazioni le
sanzioni penali previste dall’articolo 2, comma 26, del decreto-legge
19 dicembre 1984, n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge
17 febbraio 1985, n. 17;c) prevedere eventuali sanzioni accessorie
alle predette sanzioni amministrative;d) prevedere l’abolizione del
principio di ultrattività delle norme penali tributarie.2. Il comma 1
non si applica alle violazioni in materia di contrabbando di tabacchi
lavorati esteri.3. La riforma del sistema sanzionatorio nelle materie
concernenti gli intermediari, i mercati finanziari e mobiliari, le
società e gli enti emittenti strumenti finanziari sui mercati
regolamentati e gli aspetti comunque connessi è ispirata ai seguenti
princìpi e criteri direttivi;a) trasformare in illeciti amministrativi
i reati puniti con la sola multa ovvero con le pene, sole, alternative
o congiunte, dell’arresto e dell’ammenda, fatta eccezione per le
condotte volte ad ostacolare l’attività delle autorità di vigilanza o
consistenti nella produzione di documentazione non veritiera ovvero
che offendono in maniera rilevante il bene tutelato;b) prevedere, per
le violazioni depenalizzate, sanzioni amministrative pecuniarie fino
ad un ammontare massimo di lire trecento milioni, nonché eventuali
sanzioni amministrative accessorie idonee a prevenire nuove
violazioni;c) prevedere, nell’ambito delle violazioni amministrative,
sanzioni omogenee per condotte di pari offensività, a tal fine
eventualmente adeguando anche quelle già stabilite da norme vigenti;d)
prevedere che l’applicazione delle sanzioni amministrative abbia
luogo, su proposta delle autorità di vigilanza secondo le rispettive
competenze, con decreto motivato del Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica soggetto a reclamo davanti alla corte
d’appello del luogo in cui ha sede la società o l’ente cui appartiene
l’autore della violazione ovvero, nei casi in cui tale criterio non
sia applicabile, del luogo in cui la violazione è stata commessa.Art.
7(Trasformazione di reati in illeciti amministrativi)1. La riforma
della disciplina sanzionatoria nelle materie di cui al presente
articolo è ispirata ai seguenti princìpi e criteri direttivi:a)
trasformare in illeciti …

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