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Attuazione della direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giova...

Attuazione della direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro.
Decreto Legislativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;Vista la direttiva 94/33/CE del Consiglio, del 22 giugno
1994, relativa alla protezione dei giovani sul lavoro;Vista la legge
24 aprile 1998, n. 128, recante “Disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità
europee” (legge comunitaria 1995-1997) ed in particolare l’articolo 50
che fissa i criteri di delega al Governo per il recepimento della
direttiva 94/33/CE;Vista la legge 17 ottobre 1967, n. 977, recante
“Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti” e successive
modifiche e integrazioni;Visto il decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modifiche ed integrazioni, recante
“Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE,
89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE
riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori sul luogo di lavoro;Visto il decreto legislativo 25
novembre 1996, n. 645, recante “Recepimento della direttiva 92/85/CEE
concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro
delle lavoratrici gestanti, puerpere e in periodo di
allattamento”;Vista la legge 20 gennaio 1999, n. 9, recante
“Disposizioni urgenti per l’elevamento dell’obbligo di
istruzione”;Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 21 maggio 1999;Sentita la
conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome;Acquisiti i pareri delle competenti commissioni
permanenti della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata
nella riunione del 29 luglio 1999;Sulla proposta del Ministro per le
politiche comunitarie e del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con i Ministri della sanità, della pubblica
istruzione, per i beni e le attività culturali, dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, degli affari esteri, di grazia e
giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
per la solidarietà sociale, per la funzione pubblica e per le pari
opportunità;EMANAil seguente decreto legislativo:Art. 11. Il presente
decreto reca modifiche e integrazioni alla legge 17 ottobre 1967, n.
977, al fine di adeguarla ai principi e alle prescrizioni della
direttiva 94/33/CE del Consiglio, del 22 giugno 1994.2. Per quanto non
diversamente stabilito dal presente decreto si applicano le
disposizioni del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modifiche.Art. 21. Nel titolo e nelle disposizioni recate
dalla legge 17 ottobre 1967, n. 977, la parola “fanciullo” è
sostituita dalla seguente: “bambino”.2. In tutto il testo della legge
n. 977 del 1967 le parole “Ispettorato provinciale del lavoro” sono
sostituite dalle seguenti: “Direzione provinciale del lavoro.”.Art.
31. L’articolo 1 della legge 17 ottobre 1967, n. 977, è sostituito dal
seguente:”Art. 1. – 1. La presente legge si applica ai minori dei
diciotto anni, di seguito indicati “minori”, che hanno un contratto o
un rapporto di lavoro, anche speciale, disciplinato dalle norme
vigenti.2. Ai fini della presente legge si intende per:a) bambino: il
minore che non ha ancora compiuto 15 anni di età o che è ancora
soggetto all’obbligo scolastico;b) adolescente: il minore di età
compresa tra i 15 e i 18 anni di età e che non è più soggetto
all’obbligo scolastico;c) orario di lavoro: qualsiasi periodo in cui
il minore è al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e
nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni;d) periodo di
riposo: qualsiasi periodo che non rientra nell’orario di lavoro.”.Art.
41. L’articolo 2 della legge 17 ottobre 1967, n. 977, è sostituito dal
seguente:”Art. 2. – 1. Le norme della presente legge non si applicano
agli adolescenti addetti a lavori occasionali o di breve durata
concernenti:a) servizi domestici prestati in ambito familiare;b)
prestazioni di lavoro non nocivo, né pregiudizievole, né pericoloso,
nelle imprese a conduzione familiare;2. Alle lavoratrici minori
gestanti, puerpere o in allattamento si applicano le disposizioni del
decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 645, ove assicurino un
trattamento più favorevole di quello previsto dalla presente legge.3.
Per gli adolescenti occupati a bordo delle navi sono fatte salve le
specifiche disposizioni legislative o regolamentari in materia di
sorveglianza sanitaria, lavoro notturno e riposo settimanale.”.Art.
51. L’articolo 3 della legge 17 ottobre 1967, n. 977, è sostituito dal
seguente:”Art. 3. – 1. L’età minima per l’ammissione al lavoro è
fissata al momento in cui il minore ha concluso il periodo di
istruzione obbligatoria e comunque non può essere inferiore ai 15 anni
compiuti.”.Art. 61. L’articolo 4 della legge 17 ottobre 1967, n. 977,
è sostituito dal seguente:”Art. 4. – 1. E’ vietato adibire al lavoro i
bambini, salvo quanto disposto dal comma 2.2. La direzione provinciale
del lavoro può autorizzare, previo assenso scritto dei titolari della
potestà genitoriale, l’impiego dei minori in attività lavorative di
carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore
dello spettacolo, purché si tratti di attività che non pregiudicano la
sicurezza, l’integrità psicofisica e lo sviluppo del minore, la
frequenza scolastica o la partecipazione a programmi di orientamento o
di formazione professionale.3. Al rilascio dell’autorizzazione si
applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica
20 aprile 1994, n. 365.”.Art. 7 (*)1. L’articolo 6 della legge 17
ottobre 1967, n. 977, è sostituito dal seguente: “Art. 6. – 1. E’
vietato adibire gli adolescenti alle lavorazioni, ai processi e ai
lavori indicati nell’allegato 1.2. In deroga al divieto del comma 1,
le lavorazioni, i processi e i lavori indicati nell’allegato 1 possono
essere svolti dagli adolescenti per indispensabili motivi didattici o
di formazione professionale e soltanto per il tempo strettamente
necessario alla formazione stessa svolta in aula o in laboratorio
adibiti ad attività formativa, oppure svolte in ambienti di lavoro di
diretta pertinenza del datore di lavoro dell’apprendista purché siano
svolti sotto la sorveglianza di formatori competenti anche in materia
di prevenzione e di protezione e nel rispetto di tutte le condizioni
di sicurezza e di salute previste dalla vigente legislazione. 3. Fatta
eccezione per gli istituti di istruzione e di formazione
professionale, l’attività di cui al comma 2 deve essere
preventivamente autorizzata dalla direzione provinciale del lavoro,
previo parere dell’azienda unità sanitaria locale competente per
territorio, in ordine al rispetto da parte del datore di lavoro
richiedente della normativa in materia di igiene e di sicurezza sul
lavoro. 4. Per i lavori comportanti esposizione a radiazioni
ionizzanti si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 230. 5. In caso di esposizione media giornaliera
degli adolescenti al rumore superiore a 80 decibel LEP-d il datore di
lavoro, fermo restando l’obbligo di ridurre al minimo i rischi
derivanti dall’esposizione al rumore mediante misure tecniche,
organizzative e procedurali, concretamente attuabili, privilegiando
gli interventi alla fonte, fornisce i mezzi individuali di protezione
dell’udito e una adeguata formazione all’uso degli stessi. In tale
caso, i lavoratori devono utilizzare i mezzi individuali di
protezione. 6. L’allegato 1 è adeguato al progresso tecnico e
all’evoluzione della normativa comunitaria con decreto del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
della sanità.”————(*) Articolo sostituito dal D.Lgs. n. 262
del 18 agosto 2000Art. 81. L’articolo 7 della legge 17 ottobre
1967, n. 977, è sostituito dal seguente:”Art. 7. – 1. Il datore di
lavoro, prima di adibire i minori al lavoro e a ogni modifica
rilevante delle condizioni di lavoro, effettua la valutazione dei
rischi prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, con particolare riguardo a:a) sviluppo non ancora
completo, mancanza di esperienza e di consapevolezza nei riguardi dei
rischi lavorativi, esistenti o possibili, in relazione all’età;b)
attrezzature e sistemazione del luogo e del posto di lavoro;c) natura,
grado e durata di esposizione agli agenti chimici, biologici e
fisici;d) movimentazione manuale dei carichi;e) sistemazione, scelta,
utilizzazione e manipolazione delle attrezzature di lavoro,
specificatamente di agenti, macchine, apparecchi e strumenti;f)
pianificazione dei processi di lavoro e dello svolgimento del lavoro e
della loro interazione sull’organizzazione generale del lavoro;g)
situazione della formazione e dell’informazione dei minori.2. Nei
riguardi dei minori, le informazioni di cui all’articolo 21 del
decreto legislativo n. 626 del 1994 sono fornite anche ai titolari
della potestà genitoriale.”.Art. 9 (*)1. L’articolo 8 della legge 17
ottobre 1967, n. 977, è sostituito dal seguente: “Art. 8. – 1. I
bambini nei casi di cui all’articolo 4, comma 2, e gli adolescenti,
possono essere ammessi al lavoro purché siano riconosciuti idonei
all’attività lavorativa cui saranno adibiti a seguito di visita
medica.2. L’idoneità dei minori indicati al comma 1 all’attività
lavorativa cui sono addetti deve essere accertata mediante visite
periodiche da effettuare ad intervalli non superiori ad un anno. 3. Le
visite mediche di cui al presente articolo sono effettuate, a cura e
spese del datore di lavoro, presso un medico del Servizio sanitario
nazionale. 4. ’esito delle visite mediche di cui ai commi 1 e 2 deve
essere comprovato da apposito certificato. 5. Qualora il medico
ritenga che un adolescente non sia idoneo a tutti o ad alcuni dei
lavori di cui all’articolo 6, comma 2, deve specificare nel
certi…

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