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Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio,...

Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205
Decreto Legislativo

Il Presidente della Repubblica
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205, che delega
il Governo ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della
legge di delegazione, un decreto legislativo per la depenalizzazione
dei reati minori e per la riforma della disciplina sanzionatoria nelle
materie indicate negli articoli 3, 4, 5, 6, 7 e 8 della medesima
legge, nonché per attribuire al giudice di pace la competenza in
materia di opposizione all’ordinanza-ingiunzione, di cui agli articoli
22, 23 e 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689;
Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 12 novembre 1999;
Udito il parere delle competenti Commissioni permanenti della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica, previsto dall’articolo 17
della legge di delegazione;
Vista la deliberazione definitiva del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 29 dicembre 1999;
Sulla proposta del Ministro della giustizia;Emana il seguente
decreto legislativo:
TITOLO I Riforma del sistema sanzionatorio in materia di
alimentiCAPO I Trasformazione dei reati in illeciti amministrativi
Art. 1
Depenalizzazione1. Sono trasformate in illeciti amministrativi,
soggetti alle sanzioni stabilite dagli articoli 2 e 3, le violazioni
previste come reato dalle leggi comprese nell’elenco allegato al
presente decreto legislativo e da ogni altra disposizione in materia
di produzione, commercio e igiene degli alimenti e delle bevande,
nonché di tutela della denominazione di origine dei medesimi, fatta
eccezione per i reati previsti dal codice penale e dagli articoli
5, 6 e 12 della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive
modificazioni ed integrazioni.Art. 2
Sanzioni amministrative pecuniarie1. Le violazioni indicate
dall’articolo 1 sono soggette alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma di denaro, il cui ammontare, salvo quanto
previsto dal comma 2, è così determinato:
a) se la violazione è punita con la sola pena della multa o
dell’ammenda, la somma dovuta è pari all’ammontare della pena
pecuniaria stabilita per violazione stessa, e comunque non inferiore a
lire cinquecentomila;
b) se la violazione è punita con la pena della reclusione o
dell’arresto alternativa a quella della multa o dell’ammenda, è dovuta
una somma da lire quindici milioni a novanta milioni quando la pena
detentiva è inferiore nel massimo ad un anno, e da lire venti milioni
a centoventi milioni negli altri casi;
c) se la violazione è punita con la pena della reclusione o
dell’arresto sola o congiunta con la pena della multa o dell’ammenda,
è dovuta una somma da lire venti milioni a centoventi milioni quando
la pena detentiva è inferiore nel massimo ad un anno, e da lire trenta
milioni a centottanta milioni negli altri casi.
2. Se per la violazione è prevista una pena pecuniaria proporzionale,
con o senza la fissazione di limiti minimi e massimi, la somma dovuta
è pari:
a) all’ammontare della multa o dell’ammenda, ove prevista in via
esclusiva;
b) all’ammontare della multa o dell’ammenda, aumentato di un terzo,
ove prevista in via alternativa alla reclusione o all’arresto;
c) al doppio dell’ammontare della multa o dell’ammenda, ove prevista
congiuntamente alla reclusione o all’arresto.Art. 3
Sanzioni amministrative accessorie1. Le pene accessorie
previste per le violazioni indicate dall’articolo 1 sono trasformate
in sanzioni amministrative accessorie e continuano ad applicarsi nei
casi e nei modi stabiliti dalle disposizioni che le prevedono. Se
l’applicabilità delle pene accessorie è prevista per i casi di
recidiva, le sanzioni amministrative accessorie si applicano nei casi
di reiterazione delle violazioni nei sensi stabiliti dall’articolo
8-bis della legge 24 novembre 1981, n. 689, introdotto dall’articolo
94 del presente decreto legislativo.
2. Salvo quanto disposto dal comma 1, l’autorità amministrativa con
l’ordinanza-ingiunzione o il giudice con la sentenza di condanna nel
caso previsto dall’articolo 24 della legge 24 novembre 1981, n.
689 può applicare per le violazioni indicate dall’articolo 1,
tenuto conto della natura e della gravità dei fatti, le seguenti
sanzioni amministrative accessorie:
a) nel caso di reiterazione specifica delle violazioni, la chiusura
dello stabilimento o dell’esercizio da un minimo di cinque giorni ad
un massimo di tre mesi, ovvero la sospensione fino ad un massimo di
tre mesi o la revoca della licenza, dell’autorizzazione o dell’analogo
provvedimento amministrativo che consente l’esercizio dell’attività;
b) per i fatti di particolare gravità dai quali sia derivato pericolo
per la salute, la chiusura definitiva dello stabilimento o
dell’esercizio e la revoca della licenza, dell’autorizzazione o
dell’analogo provvedimento amministrativo che consente l’esercizio
dell’attività.
3. Nei casi in cui possono essere applicate sanzioni amministrative
accessorie a norma dei commi 1 e 2 non è ammesso il pagamento in
misura ridotta ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981,
n. 689.Art. 4
Autorità competente1. Salvo quanto previsto dal comma 2, le
sanzioni amministrative per le violazioni depenalizzate a norma
dell’articolo 1 sono applicate dalle autorità amministrative
competenti ad irrogare le altre sanzioni amministrative già previste
dalle leggi che contemplano le violazioni stesse.
2. Per le violazioni previste dalle leggi 4 novembre 1951, n. 1316, 7
dicembre 1951, n. 1559, 23 dicembre 1956, n. 1526, 24 luglio 1962, n.
1104, 9 ottobre 1980, n. 659, 4 novembre 1981, n. 628, 2 agosto 1982,
n. 527 e 12 gennaio 1990, n. 11, le sanzioni amministrative sono
applicate, secondo le rispettive attribuzioni, dal Ministero delle
politiche agricole e forestali, dal Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, dalle regioni e dalle province
autonome.
CAPO II Modifiche della disciplina sanzionatoria
Art. 5
Circostanza aggravante di delitti previsti dal codice penale1.
Dopo l’articolo 517 del codice penale è inserito il seguente:
“Art. 517-bis. (Circostanza aggravante) – Le pene stabilite dagli
articoli 515, 516 e 517 sono aumentate se i fatti da essi previsti
hanno ad oggetto alimenti o bevande la cui denominazione di origine o
geografica o le cui specificità sono protette dalle norme vigenti.
Negli stessi casi, il giudice, nel pronunciare condanna, può disporre,
se il fatto è di particolare gravità o in caso di recidiva specifica,
la chiusura dello stabilimento o dell’esercizio in cui il fatto è
stato commesso da un minimo di cinque giorni ad un massimo di tre
mesi, ovvero la revoca della licenza, dell’autorizzazione o
dell’analogo provvedimento amministrativo che consente lo svolgimento
dell’attività commerciale nello stabilimento o nell’esercizio
stesso.“Art. 6
Modifiche alla legge 30 aprile 1962, n. 2831. La legge 30
aprile 1962, n. 283, e successive modifiche e integrazioni, è così
modificata:
a) il terzo comma dell’articolo 6 è sostituito dal seguente:
“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, i contravventori alle
disposizioni del presente articolo e dell’articolo 5 sono puniti con
l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da lire seicentomila a lire
sessanta milioni. Per la violazione delle disposizioni di cui alle
lettere d) e h) dell’articolo 5 si applica la pena dell’arresto da tre
mesi ad un anno o dell’ammenda da lire cinque milioni a lire novanta
milioni.“;
b) il secondo comma dell’articolo 12 è sostituito dal seguente:
“I contravventori sono puniti con le pene previste dall’articolo 6 se
le sostanze sono destinate al commercio. Negli altri casi si applica
la sanzione
amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire sei milioni.“;
c) dopo l’articolo 12 è aggiunto il seguente:
“Art. 12-bis. – Nel pronunciare condanna per taluno dei reati previsti
dagli articoli 5, 6 e 12, il giudice, se il fatto è di particolare
gravità e da esso è derivato pericolo per la salute, può disporre la
chiusura definitiva dello stabilimento o dell’esercizio e la revoca
della licenza, dell’autorizzazione o dell’analogo provvedimento
amministrativo che consente l’esercizio dell’attività.
Le medesime pene accessorie possono essere applicate se il fatto è
commesso da persona già condannata, con sentenza irrevocabile, per
reato commesso
con violazione delle norme in materia di produzione, commercio e
igiene degli alimenti e delle bevande.
Le pene accessorie previste dal presente articolo si applicano anche
quando i fatti previsti dagli articoli 5, 6 e 12 costituiscono un più
grave reato ai sensi di altre disposizioni di
legge.“.Art. 7
Affissione e pubblicazione del provvedimento che applica
sanzioni amministrative1. Quando è applicata una sanzione
amministrativa pecuniaria non inferiore a quindici milioni di lire per
una violazione in materia di produzione, commercio e igiene degli
alimenti e delle bevande, o di tutela della denominazione di origine
dei medesimi, l’autorità amministrativa con l’ordinanza-ingiunzione o
il giudice con la sentenza di condanna nel caso previsto dall’articolo
24 della legge 24 novembre 1981, n. 689 può disporre, tenuto conto
della natura e della gravità del fatto, l’affissione o la
pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione a spese del
soggetto cui la sanzione è applicata.
2. L’affissione ha ad oggetto un estratto del provvedimento contenente
la sintetica indicazione dell’illecito commesso, del suo autore e
della sanzione applicata. L’autorità amministrativa o il giudice
stabilisce i luoghi, le modalità e la durata, comunque non superiore a
quattro mesi, dell’affissione, in modo tale da assicurare un’agevole
conoscibilità del provvedimento da parte del pubblico.
3. L’autorità che ha emesso l’ordinanza-ingiunzione cura l’esecuzione
dell’affissione, avvalendosi ove occorra degli organi di polizia…

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