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Attività ispettiva
Circolare Ministeriale...

Attività ispettiva
Circolare Ministeriale

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale – Direzione
Generale degli AA.GG. e del PersonaleDivisione VII – Coordinamento
Attività IspettivaOGGETTO: Attività ispettiva1.
PremessaL’Amministrazione del lavoro, direttamente coinvolta nei
processi di trasformazione sociale richiede un efficace, coerente e
progressivo adeguamento della struttura organizzativa, unitamente ad
un incisivo intervento per riqualificare e formare adeguatamente le
risorse umane che operano nel settore. In tale prospettiva la funzione
sociale dell’ispezione del lavoro viene ad assumere un ruolo
centrale anche in un moderno sistema flessibile del mercato del lavoro
che richiede, comunque, il rispetto delle regole esistenti,
nonché corretti equilibri di mercato a favore degli operatori
economici.Da quanto sopra esposto ne consegue che occorre puntare
sulla valorizzazione e riqualificazione dell’ispezione del
lavoro anche attraverso una migliore e più efficiente
riorganizzazione degli uffici addetti istituzionalmente a tale
funzione.Tutto ciò anche in considerazione del fatto che la
particolare incidenza degli infortuni sul lavoro e le gravi
connotazioni che riguardano la diffusa presenza sul territorio
nazionale di forme di lavoro irregolare impongono un impegno
eccezionale soprattutto da parte della dirigenza nell’opera di
indirizzo e coordinamento delle attività e per il
coinvolgimento del personale addetto per la realizzazione degli
obiettivi di produttività fissati.Un particolare rilievo assume
l’aspetto dell’addestramento “sul campo” che
deve essere assicurato dai dirigenti, soprattutto nei confronti dei
nuovi funzionari assegnati agli uffici; inoltre sarà assicurata
la continua attività di aggiornamento nei confronti di tutto il
personale.2. Linee guida di comportamentoAl riguardo preme evidenziare
che dall’esame dei verbali e della documentazione relativi
all’andamento organizzativo e funzionale degli Uffici periferici
si è avuto modo di rilevare che non sempre sono state osservate
linee di comportamento tese a perseguire il massimo di efficienza e di
efficacia nell’attività istituzionale, con particolare
riferimento all’attività ispettiva.Al fine, pertanto, di
eliminare le differenze di risultato tra le varie strutture, si reputa
opportuno richiamare l’attenzione delle SS.LL. su alcuni
particolari aspetti che si sono evidenziati nel corso di apposite
riunioni a cui hanno partecipato i dirigenti delle Direzioni regionali
del lavoro. Pur nella consapevolezza, pertanto, che la maggior parte
di codesti Uffici ha già da tempo adottato le suddette linee,
è intenzione di questa Amministrazione ribadire determinati
comportamenti e modalità da adottare nel corso
dell’attività istituzionale anche al fine di conseguire
risultati più incisivi in materia di ispezione del
lavoro.Risulta indispensabile soffermarsi innanzitutto sul particolare
e delicato compito della ricezione e registrazione delle richieste di
intervento; compito questo a cui deve essere adibito esclusivamente
personale ispettivo di comprovata esperienza e professionalità,
ciò al fine di agevolare i successivi accertamenti sui fatti
oggetto della denuncia. In particolare è necessario che la
denuncia sia circostanziata con la dettagliata indicazione degli
elementi a sostegno della denuncia stessa (indicazione di eventuali
testi, documentazione cartacea, ecc.).Si richiama altresì
l’attenzione delle SS.LL. sulla necessità di considerare
richieste di intervento solo le denunce acquisite d’ufficio,
nonché quelle che pervengono da Enti, organizzazioni sindacali,
dei lavoratori ecc. e non dovranno, invece, essere ritenute tali tutte
le denunce anonime salvo che in indirizzo sia riportata anche
l’Autorità Giudiziaria e per espressa intesa con la
stessa sia stato diversamente stabilito. Le registrazioni delle
denunce devono avvenire senza ritardi di sorta rispetto al momento in
cui esse pervengono agli uffici. Dall’analisi dei dati relativi
all’attività di codesti uffici, rilevati periodicamente
da questa Amministrazione, è emerso, in non pochi casi, una
notevole giacenza delle richieste di intervento; tale giacenza
è da considerarsi un fatto anomalo e suscettibile di gravi
responsabilità, soprattutto allorché le stesse si
riferiscono a pratiche non effettuate ovvero giacenti senza la
predisposizione di atti istruttori Né è da trascurare
che tale inoperosità possa determinare un’ingiustificata
decorrenza dei termini di prescrizione.E’ opportuno, pertanto,
che le SS.LL. nella programmazione dell’attività di
vigilanza tengano conto di tali priorità coinvolgendo gli
Istituti previdenziali per le richieste di intervento che siano
esclusivamente riferite alla materia contributiva.Altro momento
particolarmente significativo risulta essere quello che attiene alla
programmazione dell’attività ispettiva: essa infatti deve
avvenire con la partecipazione attiva del Dirigente dell’Ufficio
che avrà cura di verificare l’osservanza delle direttive
impartite nel caso in cui la programmazione del lavoro sia delegata ai
capi area e ai capi settori.Verrà all’uopo utilizzato
l’apposito modello “V28” che va inteso come formale
ordine di servizio; esso come tale dovrà essere scrupolosamente
osservato dal personale ispettivo, salvo le eventuali particolari
circostanze che saranno individuate dallo stesso Dirigente.Nello
stesso tempo emerge l’esigenza organizzativa e funzionale da
parte del Dirigente di predisporre o far predisporre preventivamente
la programmazione dell’attività esterna comunque svolta
da tutto il personale ispettivo, compreso quello con incarico
direttivo.Si evidenzia, inoltre, che nel programmare
l’attività ispettiva sarà data priorità
alle direttive emanate dall’On.le Ministro, in tema di sicurezza
del lavoro, con nota n. 72103/G/86/263 del 30 luglio 1999,
nonché agli interventi ispettivi richiesti, di volta in volta,
a livello centrale, anche mediante il ricorso alla Task-force
ministeriale.Sarà cura del Dirigente, ovvero del funzionario
delegato alla programmazione, effettuare la verifica di risultato
attraverso il riscontro tra programmi ispettivi ed il lavoro
effettivamente svolto. L’esigenza ineludibile, poi, di
aggiornare l’ispezione del lavoro alle mutate esigenze sociali
postula la necessità di una completezza di interventi in tutti
i settori di attività lavorativa e di una verifica
sull’osservanza di tutti gli istituti legislativi. A tale scopo
si reputa opportuno che il Dirigente predisponga, in particolare per
il personale ispettivo, periodiche riunioni di aggiornamento sulla
legislazione vigente e sulla tecnica ispettiva, ed assicuri la massima
diffusione delle informazioni contenute in circolari, direttive,
risposte a quesiti, ecc. ciò anche al fine non solo di
un’uniformità delle metodologie ispettive, ma anche per
la verifica della attuazione delle direttive ministeriali,
nonché per una più efficace applicazione delle norme di
comportamento da seguire nell’espletamento
dell’attività istituzionale.Al fine, poi, di potenziare
l’attività ispettiva non può naturalmente essere
consentito che il personale rivestente la qualifica ispettiva possa
continuare ad essere adibito a mansioni amministrative ovvero a
mansioni non direttamente connesse all’ispezione del lavoro.Si
richiama, pertanto, l’attenzione dei Dirigenti sulla
necessità che il personale munito di qualifica ispettiva venga
adibito alla suddetta attività; tuttavia il personale che
ritenga di non potere effettuare l’attività esterna, ove
sussistano obiettive e motivate ragioni che dovranno essere
opportunamente valutate dalle SS.LL., dovrà produrre apposita
istanza a questo Ministero (Direzione Generale AA.GG. e del Personale
– Divisione V) ai sensi dell’art. 15 del DPR n. 520 del
19.3.1955, per rinunciare alla qualifica ispettiva e per la
conseguente assegnazione del profilo amministrativo della posizione
economica corrispondente a quella in cui risulta inquadrato.Nel caso
di rinuncia alla qualifica ispettiva sarà restituita la
relativa carta di riconoscimento.Le predette istanze dovranno essere
presentate entro sessanta giorni dalla data della presente
circolare.Quanto sopra esposto dovrà valere sia per le
unità ispettive in servizio presso gli Uffici periferici che
per quelle distaccate presso questo Dicastero. In ogni caso,
sarà assicurata al personale in questione la possibilità
di partecipare ai percorsi di riqualificazione professionale con le
modalità e con i tempi stabiliti dal contratto collettivo
integrativo di lavoro in corso di definizione.Non appare superfluo,
inoltre, sottolineare che solo il personale munito di qualifica
ispettiva può svolgere attività esterna e non anche
personale amministrativo, ciò anche in considerazione della
mancanza del potere di accesso in capo a quest’ultimo,
nonché dell’impossibilità di autorizzare ad esso
l’uso del mezzo proprio e di garantire allo stesso adeguata
copertura assicurativa tramite polizza Kasco. Il Dirigente, valutate
le singole professionalità, avrà cura di organizzare
l’Ufficio nella sua articolazione delle varie aree per una
migliore produttivit…

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