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Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli...

Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.
Decreto Legislativo

Il Presidente della RepubblicaVisti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128;Vista la direttiva
96/82/CE del Consiglio, del 9 dicembre 1996, sul controllo dei
pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze
pericolose;Visto il decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio
1998, n. 175, e successive modifiche;Vista la legge 19 maggio 1997, n.
137;Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri
adottata nella riunione del 16 aprile 1999;Sentita la Conferenza
permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano;Acquisito il parere delle competenti
Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata
nella riunione del 23 luglio 1999;Sulla proposta del Ministro per le
politiche comunitarie e del Ministro dell’ambiente, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, della sanità,
dell’interno, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e per
gli affari regionali;emanail seguente decreto legislativo:CAPO I
Principi generaliArt. 1(Finalità)1. Il presente decreto
detta disposizioni finalizzate a prevenire incidenti rilevanti
connessi a determinate sostanze pericolose e a limitarne le
conseguenze per l’uomo e per l’ambiente.2. Le regioni a statuto
speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad
adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute
nel presente decreto secondo le previsioni dei rispettivi statuti e
delle relative norme di attuazione.3. Le disposizioni del presente
decreto recanti obblighi o adempimenti a carico del gestore nei
confronti delle regioni o degli organi regionali si intendono riferite
per le province autonome di Trento e di Bolzano, alla provincia
autonoma territorialmente competente; quelle che rinviano a organi
tecnici regionali o interregionali si intendono riferite agli enti,
agli organismi e alle strutture provinciali competenti secondo il
rispettivo ordinamento.Art. 2(Ambito di applicazione)1. Il presente
decreto si applica agli stabilimenti in cui sono presenti sostanze
pericolose in quantità uguali o superiori a quelle indicate
nell’allegato I.2. Ai fini del presente decreto si intende per
"presenza di sostanze pericolose" la presenza di queste,
reale o prevista, nello stabilimento, ovvero quelle che si reputa
possano essere generate, in caso di perdita di controllo di un
processo industriale, in quantità uguale o superiore a quelle
indicate nell’allegato I.3. Agli stabilimenti industriali non
rientranti tra quelli indicati al comma 1, si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 5.4. Salvo che non sia diversamente
stabilito rimangono ferme le disposizioni di cui ai seguenti
decreti:a) decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo
1989 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 1989,
limitatamente agli articoli 1, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10;b) decreto del
Ministro dell’ambiente del 20 maggio 1991, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 126 del 31 maggio 1991, limitatamente agli articoli 1, 3
e 4;c) decreto dei Ministri dell’ambiente e della sanità 23
dicembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20
gennaio 1994;d) i criteri di cui all’allegato del decreto del Ministro
dell’ambiente 13 maggio 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
154 del 3 luglio 1996;e) decreto del Ministro dell’ambiente 15 maggio
1996, pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n.
155 del 4 luglio 1996;f) decreto del Ministro dell’ambiente 15 maggio
1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9 luglio 1996;g)
decreto del Ministro dell’ambiente 5 novembre 1997, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio
1998;h) decreto del Ministro dell’ambiente 5 novembre 1997, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 1998;i) decreto del
Ministro dell’ambiente 16 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 74 del 30 marzo 1998;l) decreto del Ministro
dell’ambiente 20 ottobre 1998, pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 262 del 9 novembre 1998.5. Le disposizioni
di cui al presente decreto non pregiudicano l’applicazione delle
disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo
di lavoro.Art. 3(Definizioni)1. Ai fini del presente decreto si
intende per:a) "stabilimento", tutta l’area sottoposta al
controllo di un gestore, nella quale sono presenti sostanze pericolose
all’interno di uno o più impianti, comprese le infrastrutture o
le attività comuni o connesse;b) "impianto",
un’unità tecnica all’interno di uno stabilimento, in cui sono
prodotte, utilizzate, manipolate o depositate sostanze pericolose.
Comprende tutte le apparecchiature, le strutture, le condotte, i
macchinari, gli utensili, le diramazioni ferroviarie particolari, le
banchine, i pontili che servono l’impianto, i moli, i magazzini e le
strutture analoghe, galleggianti o meno, necessari per il
funzionamento dell’impianto;c) "deposito", la presenza di
una certa quantità di sostanze pericolose a scopo di
immagazzinamento, deposito per custodia in condizioni di sicurezza o
stoccaggio;d) "gestore", la persona fisica o giuridica che
gestisce o detiene lo stabilimento o l’impianto;e) "sostanze
pericolose", le sostanze, miscele o preparati elencati
nell’allegato I, parte I, o rispondenti ai criteri fissati
nell’allegato I, parte 2, che sono presenti come materie prime,
prodotti, sottoprodotti, residui o prodotti intermedi, ivi compresi
quelli che possono ragionevolmente ritenersi generati in caso di
incidente;f) "incidente rilevante", un evento quale
un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità,
dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano durante
l’attività di uno stabilimento di cui all’articolo 2, comma 1,
e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la
salute umana o per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello
stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze
pericolose;g) "pericolo", la proprietà intrinseca di
una sostanza pericolosa o della situazione fisica esistente in uno
stabilimento di provocare danni per la salute umana o per
l’ambiente;h) "rischio", la probabilità che un
determinato evento si verifichi in un dato periodo o in circostanze
specifiche.Art. 4(Esclusioni)1. Sono esclusi dall’applicazione del
presente decreto:a) gli stabilimenti, gli impianti o i depositi
militari;b) i pericoli connessi alle radiazioni ionizzanti;c) il
trasporto di sostanze pericolose e il deposito temporaneo intermedio
su strada, per idrovia interna e marittima o per via aerea;d) il
trasporto di sostanze pericolose in condotta, comprese le stazioni di
pompaggio, al di fuori degli stabilimenti di cui all’articolo 2, comma
1;e) l’attività delle industrie estrattive di cui al decreto
legislativo 25 novembre 1996, n. 624, consistente nella prospezione ed
estrazione di minerali in miniere e cave o mediante perforazione;f) le
discariche di rifiuti;g) il trasporto di sostanze pericolose per
ferrovia, nonché le soste tecniche temporanee intermedie,
dall’accettazione alla riconsegna delle merci e le operazioni di
composizione e scomposizione dei treni condotte negli scali di
smistamento ferroviario, ad eccezione degli scali merci terminali di
ferrovia di cui al comma 2;h) gli scali merci terminali di ferrovia
individuati secondo le tipologie di cui all’allegato I del decreto del
Ministro dell’ambiente 20 ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 261 del 7 novembre 1998, che svolgono in modo non
occasionale le attività ivi menzionate, per i quali restano
validi gli obblighi, gli adempimenti e i termini di adeguamento di cui
agli articoli 2, 3, 4 del citato decreto 20 ottobre 1998.2. Gli scali
merci terminali di ferrovie rientrano nella disciplina del presente
decreto:a) quando svolgono attività di carico, scarico o
travaso di sostanze pericolose presenti in quantità uguale o
superiore a quelle indicate nell’allegato I nei o dai carri ferroviari
sotto forma sfusa o in recipienti o in colli fino a un volume massimo
di 450 litri e a una massa massima di 400 chilogrammi;b) quando
effettuano, in aree appositamente attrezzate, una specifica
attività di deposito, diversa da quella propria delle fasi di
trasporto, dall’accettazione alla riconsegna delle sostanze pericolose
presenti in quantità uguale o superiore a quelle indicate
nell’allegato I.3. Nei porti industriai e petroliferi si applica la
normativa del presente decreto con gli adattamenti richiesti dalla
peculiarità delle attività portuali, definiti in un
regolamento interministeriale da adottarsi di concerto tra il Ministro
dell’ambiente, quello dei trasporti e della navigazione e quello della
sanità entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto. Il regolamento dovrà garantire livelli di
sicurezza equivalenti a quelli stabiliti, in particolare specificando
le modalità del rapporto di sicurezza, del piano di emergenza e
dei sistemi di controllo. Fino alla data di entrata in vigore del
regolamento continuano ad applicarsi, per i porti industriali e
petroliferi, le normative vigenti in materia di rischi industriali e
di sicurezza.CAPO II Adempimenti del gestore degli stabilimenti a
rischio di incidenti rilevantiArt. 5(Obblighi generali del
gestore)1. Il gestore è tenuto a prendere tutte le misure
idonee a prevenire gli incidenti rilevanti e a limitarne …

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