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Relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle...

Relativa all'attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi, la preven- zione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari [...]
Direttiva del Consiglio CE

Direttiva 19 giugno 1995 n. 95/21/CERelativa al controllo delle
navi da parte dello Stato di approdo(*)IL CONSIGLIO DELL’UNIONE
EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
in particolare l’articolo 84, paragrafo 2, vista la proposta della
Commissione visto il parere del Comitato economico e sociale
deliberando in conformità dell’articolo 189 C del trattato
(Parere del Parlamento europeo del 27 ottobre 1994 posizione comune
del Consiglio del 14 marzo 1995 e decisione del Parlamento europeo
del 18 maggio 1995 considerando che la Comunità è
seriamente preoccupata per il numero di sinistri marittimi e
l’inquinamento dei mari e delle coste degli Stati
membri;considerando che la Comunità si preoccupa anche delle
condizioni di vita e di lavoro a bordo delle navi;considerando che il
Consiglio, nella riunione del 25 gennaio 1993, ha adottato conclusioni
con cui ha invitato la Comunità e gli Stati membri a
garantire un’applicazione e un’attuazione piu’ efficaci delle
opportune norme internazionali in materia di sicurezza
marittima e di tutela ambientale e ad attuare le nuove misure quando
saranno adottate;considerando che, nella risoluzione dell’8 giugno
1993 per una politica comune della sicurezza dei mari , il
Consiglio ha invitato la Commissione a presentargli al piu’
presto suggerimenti in merito ad azioni specifiche e proposte
formali sui criteri di ispezione delle navi, ivi compresa
l’armonizzazione delle norme sui fermi e la possibilità di
pubblicare risultati delle ispezioni e di negare l’accesso ai
porti comunitari;considerando che e’ possibile migliorare
efficacemente la sicurezza, la prevenzione dell’inquinamento e le
condizioni di vita e di lavoro a bordo riducendo drasticamente la
presenza nelle acque comunitarie di navi al di sotto delle
norme, applicando rigidamente le convenzioni, i codici e i
regolamenti internazionali;considerando che spetta principalmente
agli Stati di bandiera controllare che le navi rispettino le
norme adottate a livello internazionale in materia di sicurezza,
prevenzione dell’inquinamento e condizioni di vita e di lavoro a
bordo; che, tuttavia, in un numero sempre maggiore di Stati di
bandiera l’attuazione e l’applicazione delle norme internazionali
risultano molto carenti; che e’ pertanto necessario che il
controllo della conformita’ alle norme internazionali in
materia di sicurezza, prevenzione dell’inquinamento e condizioni di
vita e di lavoro a bordo venga garantito anche dagli Stati di
approdo;considerando che un approccio armonizzato all’effettiva
applicazione delle norme internazionali da parte degli Stati membri
nei confronti delle navi che transitano in acque sotto la loro
giurisdizione e che utilizzano i loro porti permettera’ di evitare
distorsioni della concorrenza;considerando che la creazione di un
contesto giuridico comunitario in materia di armonizzazione delle
procedure relative alle ispezioni e’ fondamentale per garantire
l’applicazione omogenea dei principi di sicurezza del trasporto
marittimo e prevenzione dell’inquinamento, elementi centrali nella
politica comunitaria dei trasporti e dell’ambiente;considerando
che l’inquinamento delle acque marine e’ , per sua natura, un
fenomeno transfrontaliero; che, in base al principio della
sussidiarietà , lo sviluppo di mezzi per una azione
preventiva in questo campo trova un ambito piu’ propizio a
livello comunitario, visto che gli Stati membri non sono in grado
di adottare misure adeguate ed efficaci isolatamente;considerando
che l’adozione di una direttiva del Consiglio e’ la corso
dell’applicazione del protocollo di intesa di Parigi (MOU) sul
controllo da parte dello Stato di approdo (PSC), firmato a Parigi il
26 gennaio 1982;considerando che l’ispezione da parte degli Stati
membri di almeno il 25 % delle singole navi straniere approdate nei
loro porti in un determinato anno significa, in pratica, che
un’ampia percentuale delle navi che operano nelle acque della
Comunita’ in un determinato momento e’ stato sottoposto a
ispezione;considerando che occorre proseguire gli sforzi per
sviluppare un migliore sistema di selezione degli
obiettivi;considerando che le regole e le procedure di ispezione da
parte degli Stati di approdo, ivi compresi i criteri per il fermo
di una nave, devono essere armonizzati al fine di garantire un livello
costante di efficienza in tutti i porti e, al contempo, ridurre
drasticamente l’uso selettivo di alcuni porti di destinazione per
evitare quelli sottoposti a controllo adeguato; considerando che i
dati relativi agli incidenti, ai fermi e alle carenze pubblicati
nella comunicazione della Commissione dal titolo "Una politica
comune sulla sicurezza dei mari" e nella relazione annuale
del MOU rivelano che alcune categorie di navi devono essere
sottoposte a un controllo approfondito;considerando che occorre
correggere la mancata osservanza delle disposizioni delle
convenzioni; che le navi che non provvedono in tal senso devono
essere fermate, se tali carenze rappresentano un evidente
pericolo per la sicurezza, la salute o l’ambiente e fintanto che non
vi si sarà posto riparo;considerando che e’ opportuno prevedere
un diritto di ricorso contro le decisioni di fermo prese dalle
autorita’ competenti allo scopo di evitare decisioni non ponderate
che comportino fermi e ritardi ingiustificati;considerando che
le strutture disponibili nel porto di ispezione possono essere
tali da costringere l’autorità competente ad autorizzare
la nave a raggiungere un idoneo cantiere di riparazione, sempre che
vengano rispettate le condizioni per un tale viaggio; che le navi
non in regola continuano a rappresentare una minaccia per la
sicurezza, la salute o l’ambiente e a godere dei vantaggi commerciali
derivanti dal fatto di non essere conformi alle principali
disposizioni delle convenzioni e che occorre pertanto negare loro
l’accesso ai porti comunitari;considerando che, per circostanze
imprevedibili, una nave cui è stato negato l’accesso ai
porti comunitari deve poter essere autorizzata a entrare; che, in
tali circostanze, si debba consentire l’accesso solo ad un porto
specifico, purché vengano adottate tutte le precauzioni
necessarie a garantirne un accesso sicuro;considerando che, data la
complessita’ dei requisiti delle convenzioni in materia di
costruzione, dotazioni ed equipaggio delle navi, le gravi conseguenze
derivanti dalle decisioni prese dagli ispettori e la necessita’
che questi ultimi adottino decisioni assolutamente imparziali,
le ispezioni devono essere effettuate soltanto da ispettori,
dotati di grandi conoscenze ed esperienza, che siano dipendenti
pubblici o altre persone debitamente autorizzate;considerando che i
piloti e le autorita’ portuali possono fornire utili informazioni
sulle carenze delle navi e degli equipaggi; considerando che e’
necessaria la cooperazione tra le autorita’ competenti degli
Stati membri e altre autorita’ od organizzazioni per garantire un
controllo effettivo delle navi alle quali e’ stato consentito di
continuare la navigazione pur essendo state rilevate carenze,
nonche’ la cooperazione per lo scambio di informazioni sulle navi
approdate;considerando che il sistema informativo denominato
SIRENAC è, costituito nell’ambito del MOU, fornisce
molte informazioni supplementari necessarie per l’applicazione della
presente direttiva;considerando che la pubblicazione di informazioni
sulle navi che non ottemperano alle norme internazionali in materia di
sicurezza, salute e tutela dell’ambiente marino può essere un
efficace deterrente per scoraggiare i caricatori ad utilizzare queste
navi e un incentivo per i proprietari ad intraprendere spontaneamente
le azioni correttive;considerando che tutte le spese delle
ispezioni che danno luogo al fermo sono imputabili al proprietario o
all’armatore;considerando che, per l’applicazione della presente
direttiva, è opportuno ricorrere al comitato istituito
dall’articolo 12 della direttiva 93/75/CEE del Consiglio, del 13
settembre 1993, relativa alle condizioni minime necessarie per
le navi dirette a porti marittimi della Comunita’ o che ne escono
e che trasportano merci pericolose o inquinanti, affinche’
assista la Commissione ad adeguare gli obblighi di ispezione
degli Stati membri alla luce dell’esperienza acquisita e tenendo
conto degli sviluppi all’interno del MOU e, se occorre, ad adeguare
gli allegati alla luce degli emendamenti delle convenzioni,
protocolli, codici, risoluzioni degli organismi internazionali
pertinenti e del MOU,HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:————(*) Titolo modificato ai sensi dell’articolo
1 della Direttiva 2001/106 del 19/12/2001 Articolo 1ObiettivoLa
presente direttiva ha l’obiettivo di contribuire a ridurre
drasticamente il trasporto marittimo al di sotto delle norme nelle
acque soggette alla giurisdizione degli Stati membri:- migliorando
l’osservanza della legislazione internazionale e comunitaria
pertinente in materia di sicurezza marittima, tutela
dell’ambiente marino e condizioni di vita e di lavoro a bordo delle
navi battenti tutte le bandiere;- definendo criteri comuni per il
controllo delle navi da parte degli Stati di approdo e armonizzando le
procedure di ispezione e fermo, tenendo in debito conto gli impegni
assunti dalle autorita’ marittime degli Stati membri firmatari del
Protocollo d’intesa di Parigi su…

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