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Regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autor...

Regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati [...]
Decreto del Presidente della Repubblica

Il Presidente della RepubblicaVisto l’articolo 87 della
Costituzione;Visto l’articolo 20 della legge 17 marzo 1997, n. 59,
allegato 1, numeri 26, 42, 43, e 50;Vista la legge 5 novembre 1971, n.
1086, e successive modificazioni;Vista la legge 17 agosto 1942, n.
1150, e successive modificazioni;Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, e successive modificazioni;Vista la
legge 28 gennaio 1977, n. 10, e successive modificazioni;Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616;Vista
la legge 12 agosto 1977, n. 675;Visto il decreto-legge 27 giugno 1985,
n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n.
431;Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349;Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175;Vista la legge 9
gennaio 1991, n. 10;Visto il decreo-legge 20 maggio 1993, n. 149,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.
237;Visto il decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 489;Visto il
decreto-legge 20 giugno 1994, n. 396, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 1994, n. 481;Vista la legge 26 ottobre 1995, n.
447;Vista la legge 23 dicembre 1996, n. 662;Visto il decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112;Vista la legge 24 aprile 1998, n.
128;Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400;Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 3 luglio 1998;Sentita la Conferenza
unificata, ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281;Acquisito il parere delle competenti
commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 14
settembre 1998;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 16 ottobre 1998;Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione
pubblica e gli affari regionali, di concerto con i Ministri
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, dell’ambiente, dei
lavori pubblici, per i beni culturali e ambientali e della
sanità;emanail seguente regolamento:1-bisRientrano tra gli
impianti di cui al comma 1 quelli relativi a tutte le attività
di produzione di beni e servizi, ivi incluse le attività
agricole, commerciali e artigiane, le attività turistiche ed
alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari
finanziari, i servizi di telecomunicazioni.(*)Capo I Principi
organizzativi e procedimentaliArt. 1Ambito di applicazione1. Il
presente regolamento ha per oggetto la localizzazione degli impianti
produttivi di beni e servizi, la loro realizzazione, ristrutturazione,
ampliamento, cessazione, riattivazione e riconversione
dell’attività produttiva, nonché l’esecuzione di opere
interne ai fabbricati adibiti ad uso di impresa. Resta salvo quanto
previsto dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.2. Le regioni,
ai sensi dell’articolo 23, commi 2 e 3 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, stabiliscono forme di coordinamento e raccordo per
la diffusione delle informazioni da parte dello sportello unico degli
enti locali.3. E’ fatto salvo quanto disposto dall’articolo 27 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, secondo la previsione di
cui all’articolo 4, in ordine al procedimento di valutazione di
impatto ambientale. Le competenze e le procedure relative al controllo
dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze
pericolose e alla prevenzione e riduzione dell’inquinamento sono
disciplinate ai sensi degli articoli 18 e 21 della legge 24 aprile
1998, n. 128, e, nelle more della loro attuazione, dalla normativa
vigente.Art. 2Individuazione delle aree da destinare agli insediamenti
produttivi1. La individuazione delle aree da destinare
all’insediamento di impianti produttivi, in conformità alle
tipologie generali e ai criteri determinati dalle regioni, anche ai
sensi dell’articolo 26, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
è effettuata dai comuni, salvaguardando le eventuali
prescrizioni dei piani territoriali sovracomunali. Qualora tale
individuazione sia in contrasto con le previsioni degli strumenti
urbanistici comunali vigenti, la variante è approvata, in base
alle procedure individuate con legge regionale, ai sensi dell’articolo
25, comma 1, lettera a), della legge 28 febbraio 1985, n. 47. Il
provvedimento, che il comune è tenuto a trasmettere
immediatamente alla regione e alla provincia, ai fini della adozione
dei provvedimenti di rispettiva competenza, è subordinato alla
preventiva intesa con le altre amministrazioni eventualmente
competenti. Tale intesa va assunta in sede di conferenza di servizi,
convocata dal sindaco del comune interessato, ai sensi e per gli
effetti dell’articolo 14 della legge 8 agosto 1990, n. 241, come
modificata dall’articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127.2. In
sede di individuazione delle aree da destinare all’insediamento di
impianti produttivi di cui al comma 1, il consiglio comunale
può subordinare l’effettuazione degli interventi alla redazione
di un piano per gli insediamenti produttivi ai sensi dell’articolo 27
della legge 22 ottobre 1971, n. 865.3. Resta ferma, ove non sia
richiesto il piano di cui al comma 2, la necessità
dell’esistenza delle opere di urbanizzazione o di apposita convenzione
con le amministrazioni competenti al fine di procedere alla
realizzazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione
delle opere. In tal caso, la realizzazione degli impianti è
subordinata alla puntuale osservanza dei tempi e delle modalità
indicati nella convenzione.Art. 3Sportello unico1. I comuni
esercitano, anche in forma associata, ai sensi dell’articolo 24, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, le funzioni ad essi
attribuite dall’articolo 23, del medesimo decreto legislativo,
assicurando che ad un’unica struttura sia affidato l’intero
procedimento. Per lo svolgimento dei compiti di cui al presente
articolo, la struttura si dota di uno sportello unico per le
attività produttive, al quale gli interessati si rivolgono per
tutti gli adempimenti previsti dai procedimenti di cui al presente
regolamento.Qualora i comuni aderiscano ad un patto territoriale
ovvero abbiano sottoscritto un patto d’area la struttura incaricata
dell’esercizio delle funzioni ad essi attribuite può coincidere
con il soggetto responsabile del patto territoriale o con il
responsabile unico del contratto d’area (*)2. Lo sportello unico
assicura, previa predisposizione di un archivio informatico contenente
i necessari elementi informativi, a chiunque vi abbia interesse,
l’accesso gratuito, anche in via telematica, alle informazioni sugli
adempimenti necessari per le procedure previste dal presente
regolamento, all’elenco delle domande di autorizzazione presentate,
allo stato del loro iter procedurale, nonché a tutte le
informazioni utili disponibili a livello regionale comprese quelle
concernenti le attività promozionali. Per la istituzione e la
gestione dello sportello unico i comuni possono stipulare le
convenzioni di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112.3. La struttura, su richiesta degli interessati, si
pronuncia sulla conformità, allo stato degli atti, in possesso
della struttura, dei progetti preliminari dai medesimi sottoposti al
suo parere con i vigenti strumenti di pianificazione paesistica,
territoriale e urbanistica, senza che ciò pregiudichi la
definizione dell’eventuale successivo procedimento autorizzatorio. La
struttura si pronuncia entro novanta giorni.4. Entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente regolamento i comuni
realizzano la struttura e nominano il responsabile del procedimento.
Il funzionario preposto alla struttura è responsabile
dell’intero procedimento.————(*) Così modificato dal
D.M. 10-12-2000 n. 440Capo II Procedimento semplificatoArt.
4Procedimento mediante conferenza di servizi1. Per gli impianti e i
depositi di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112, nonchè nei casi di cui all’articolo 1, comma 3, ovvero
quando il richiedente non intenda avvalersi del procedimento mediante
autocertificazioni di cui all’articolo 6, il procedimento è
unico e ha inizio con la presentazione di un’unica domanda alla
struttura, la quale adotta direttamente, ovvero chiede alle
amministrazioni di settore o a quelle di cui intende avvalersi ai
sensi dell’articolo 24, comma 4, del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112, gli atti istruttori ed i pareri tecnici, comunque
denominati dalle normative vigenti. Le amministrazioni sono tenute a
far pervenire tali atti e pareri entro un termine non superiore a
novanta giorni decorrenti dal ricevimento della documentazione. Il
provvedimento conclusivo del procedimento è, ad ogni effetto,
titolo unico per la realizzazione dell’intervento richiesto.(*)1-bis.
Nel caso di progetti di opere da sottoporre a valutazione di impatto
ambientale il termine è di centoventi giorni, fatta salva la
facoltà di chiederne, ai sensi della normativa vigente, una
proroga, comunque non superiore a sessanta giorni.(**)1-ter. Tuttavia,
qualora l’amministrazione competente per la valutazione di impatto
ambientale rilevi l’incompletezza della documentazione trasmessa,
può richiederne, per una sola volta, l’integrazione alla
struttura, entro trenta giorni. In tale caso il termine di cui al
comma 1-bis e al comma 7 riprende a decorrere dalla presentazione
della documentazione completa.(**)2. Se, entro i termini di…

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