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Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esige...

Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E
TECNOLOGICA DI CONCERTO CONI MINISTRI DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA
SOCIALE, DELLA SANITÀ E PER LA FUNZIONE PUBBLICA E GLI AFFARI
REGIONALIVista la legge 9 maggio 1989, n. 168;Visto l’articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come
sostituito dall’articolo 1 del decreto legislativo 19 marzo 1996, n.
242;Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;Ritenuto che le particolari esigenze connesse al servizio
espletato negli atenei debbono essere considerate ai fini di garantire
una più efficace e specifica tutela della salute e della
sicurezza dei lavoratori nelle università e negli istituti di
istruzione universitaria, anche in relazione alle particolari
caratteristiche degli atenei stessi;Considerato che dette particolari
esigenze possono essere individuate:a) nella garanzia della
libertà di ricerca e di didattica, sancita dall’articolo 33
della Costituzione, ribadita anche dall’articolo 6 della legge del 9
maggio 1989, n. 168;b) nella peculiarità delle
università in quanto realtà nelle quali si svolgono
attività di ricerca, di didattica, di assistenza e di servizio,
per natura ed organizzazione diverse da altre attività di
produzione di beni o di servizi;c) nella necessità di
garantire, con uniformità di procedura, l’applicazione ed il
rispetto della legislazione in materia di prevenzione, protezione,
sicurezza ed igiene del lavoro nell’ambito delle università e
degli istituti di istruzione universitaria, nel rispetto delle loro
specificità;d) nella necessità di regolare le
attività svolte nell’ambito delle università dal
personale docente, ricercatore, tecnico, amministrativo, dagli
studenti e dai soggetti esterni alle università che operano per
conto e nell’ambito delle stesse;Considerato, altresì, che le
particolari esigenze delle istituzioni universitarie possono essere
ulteriormente precisate come segue:a) l’università è
costituita da un’aggregazione di strutture eterogenee – che risultano
essere autonome con riferimento ad alcuni settori di attività,
ma interdipendenti con riferimento ad altri – presso le quali svolgono
la loro attività personale docente, ricercatore e personale
tecnico ed amministrativo, ognuno sulla base delle specifiche
attribuzioni e competenze;b) l’attività di ricerca e quella
sperimentale, proiettandosi verso nuove tecnologie, spesso comportano
la progettazione e l’utilizzo di prototipi di macchine, di apparecchi
ed attrezzature di lavoro, di impianti o di altri mezzi tecnici ovvero
di agenti chimici, fisici e biologici, anche all’uopo prodotti in via
innovativa, con conseguente possibilità di rischi nuovi o non
compiutamente conosciuti, per i quali è comunque necessaria
un’apposita valutazione, nei limiti delle attuali conoscenze;c) il
personale, sia organicamente strutturato che non, spesso agisce anche
in autonomia, sia organizzativo-gestionale che di risorse, tanto
presso la propria struttura, quanto presso altre strutture;d)
l’attività del personale universitario si svolge secondo tempi,
modalità ed organizzazione tali da rendere necessario
individuare indici statistico-infortunistici diversi da quelli
previsti dalla normativa vigente, in particolare per quanto riguarda
gli studenti ed il personale docente e ricercatore;e) le istituzioni
universitarie talora utilizzano un patrimonio edilizio ed immobiliare
di particolare pregio culturale sottoposto a vincoli di tutela, e che
è caratterizzato da una molteplicità di origini e di
destinazioni;f) le istituzioni universitarie svolgono nelle proprie
strutture attività didattiche, culturali e scientifiche, aperte
anche a persone esterne alle università, non riconducibili fra
le attività scolastiche o di pubblico spettacolo;g) le
strutture universitarie (quali laboratori, aule, centri di servizi,
biblioteche, uffici, stabulari, officine, reparti sanitari) presentano
molteplici tipologie di rischio fortemente differenziate tanto per
qualità che per intensità;h) le frequenti collaborazioni
tra università ed enti di ricerca, di servizio, assistenziali e
produttivi, pubblici e privati, nello svolgimento delle quali il
personale delle università e quello degli enti coinvolti
concorre direttamente al raggiungimento dei fini comuni, le quali
impongono la previa definizione dei ruoli onde evitare sovrapposizioni
di funzioni;i) alcune università sono articolate in più
sedi o poli;l) l’articolazione organizzativa delle attività
universitarie è definita dai singoli statuti e, pertanto,
assume peculiari connotazioni di specificità per ciascuna
sede;m) la difficoltà di poter individuare un unico datore di
lavoro, in ragione della molteplicità delle attività
istituzionalmente svolte, relative alla didattica, alla ricerca,
all’assistenza, ai servizi ed all’amministrazione, della riconosciuta
autonomia delle singole strutture e dei ricercatori, nonché
della molteplicità delle "unità produttive" di
riferimento;Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla
sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 9 marzo
1998;Ritenuto opportuno non aderire alla osservazione del Consiglio di
Stato di espungere dal preambolo l’articolata elencazione delle
particolari esigenze delle attività universitarie,
contrassegnate dalle lettere da a) ad m), in quanto tali riferimenti
hanno la finalità di evidenziare la peculiarità delle
istituzioni universitarie e rendere più comprensibile il
dispositivo dei provvedimento;Ritenuto, altresì, di non
accogliere l’invito del Consiglio di Stato ad eliminare l’articolo 1,
essendo il medesimo finalizzato a ricomprendere nell’area di
applicazione del regolamento tutte le particolari attività
delle istituzioni universitarie che ne costituiscono il
fondamento;Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei
Ministri a norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n.
400/1988 (nota n. 935/III.6/98 del 4 maggio 1998);ADOTTA il seguente
regolamento:Art. 1Campo di applicazione e particolari esigenze1. Le
norme di cui al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e sue
modificazioni ed integrazioni, si applicano a tutte le attività
di didattica, di ricerca, di assistenza, di servizio, svolte
direttamente e/o indirettamente dalle università e dagli
istituti di istruzione universitaria sia presso le proprie sedi che
presso sedi esterne.Art. 2Soggetti e categorie di riferimento1. Il
datore di lavoro, con apposito provvedimento dell’università,
viene individuato nel rettore o nel soggetto di vertice di ogni
singola struttura o raggruppamento di strutture omogenee,
qualificabile come unità produttiva ai sensi del presente
articolo, dotata di poteri di spesa e di gestione. Per tutte le altre
strutture prive di tali poteri e per quelle di uso comune, il datore
di lavoro è il rettore.2. Si intendono per unità
produttive le strutture amministrative, le presidenze di
facoltà, i dipartimenti, gli istituti, i centri di servizio o
di assistenza, le aziende universitarie istituite ai sensi
dell’articolo 4, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, nonché ogni altra struttura singola o aggregazione di
strutture omogenee, dotate di poteri di spesa e di gestione, istituite
dalle università ed individuate negli atti generali di
ateneo.3. Sono considerati laboratori i luoghi o gli ambienti in cui
si svolgono attività didattica, di ricerca o di servizio che
comportano l’uso di macchine, di apparecchi ed attrezzature di lavoro,
di impianti, di prototipi o di altri mezzi tecnici, ovvero di agenti
chimici, fisici o biologici. Sono considerati laboratori,
altresì, i luoghi o gli ambienti ove si svolgono
attività al di fuori dell’area edificata della sede – quali, ad
esempio, campagne archeologiche, geologiche, marittime . I laboratori
si distinguono in laboratori di didattica, di ricerca, di servizio,
sulla base delle attività svolte e, per ognuno di essi,
considerata l’entità del rischio, vengono individuate
specifiche misure di prevenzione e protezione, tanto per il loro
normale funzionamento che in caso di emergenza, e misure di
sorveglianza sanitaria.4. Oltre al personale docente, ricercatore,
tecnico e amministrativo dipendente dell’università, si intende
per lavoratore anche quello non organicamente strutturato e quello
degli enti convenzionati, sia pubblici che privati, che svolge
l’attività presso le strutture dell’università, salva
diversa determinazione convenzionalmente concordata, nonché gli
studenti dei corsi universitari, i dottorandi, gli specializzandi, i
tirocinanti, i borsisti ed i soggetti ad essi equiparati, quando
frequentino laboratori didattici, di ricerca o di servizio e, in
ragione dell’attività specificamente svolta, siano esposti a
rischi individuati nel documento di valutazione.5. Per responsabile
della attività didattica o di ricerca in laboratorio si intende
il soggetto che, individualmente o come coordinatore di gruppo, svolge
attività didattiche o di ricerca in laboratorio.Art. 3Obblighi
ed attribuzioni del rettore1. Al rettore, in quanto datore di lavoro,
ai sensi del secondo periodo del comma 1 dell’articolo 2, e quale
presidente del consiglio di amministrazione dell’ateneo, compete:a)
assicurare il coordinamento delle attività dei servizi di
prevenzione e protezione e l’effettuazione della r…

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