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Risoluzione del Comitato consultivo CECA in merito alla necessità di ...

Risoluzione del Comitato consultivo CECA in merito alla necessità di mantenere le competenze dell'organo permanente per la sicurezza e l'igiene nelle miniere di carbone e nelle altre industrie estrattive.
Risoluzione del Comitato consultivo CECA

(adottata all’unanimità meno un’astensione nella 340a
sessione del 25 giugno 1998)1. Introduzione1.1. La proposta della
Commissione di fondere l’Organo permanente e il Comitato consultivo
per la sicurezza, l’igiene e la salvaguardia della salute sul posto di
lavoro, quale figura nel programma comunitario 1996-2000, non è
stata ancora attuata.1.2. Il Comitato consultivo CECA ha già
espresso parere contrario a questa proposta con una risoluzione
adottata all’unanimità durante la 328a sessione del 14 marzo
1996,1.3. L’istituzione dell’Organo permanente risale alla 36a e alla
42a sessione del Consiglio dei ministri, rispettivamente del ó
settembre 1956 e del 10 maggio 1957. Un mandato preciso e dettagliato,
che autorizza in questo quadro un diritto di iniziativa, è
stato conferito all’Organo con decisione del Consiglio adottata
durante la 44a sessione tenutasi il 9 luglio 1957. Il suo settore di
competenza, limitato originariamente alle miniere di carbone, è
stato esteso a tutte le industrie estrattive con decisione del
Consiglio del 27 giugno 1974.Comitato consultivo per la sicurezza,
l’igiene e la salvaguardia della salute sul posto di lavoro è
stato istituito con decisione del Consiglio del 27 giugno 1974 allo
scopo di assistere la Commissione nella preparazione e nello
svolgimento della sua attività nei settori citati. Mentre
l’Organo permanente dunque ha un mandato ben specifico, il compito del
Comitato consultivo per la sicurezza, l’igiene e la salvaguardia della
salute sul posto di lavoro è molto generico e limitato a
sostenere la Commissione nel preparare ed espletare le sue
attività.1.4. I cambiamenti di rilievo recentemente
verificatisi nella costruzione europea e l’integrazione nel trattato
di Amsterdam di un capitolo sociale impongono un riesame critico e
costruttivo delle esperienze di dialogo e degli organismi collocati
tra le parti sociali nell’Unione europea.1.5. L’Organo permanente
rappresenta una delle esperienze più riuscite e più
produttive sul piano della continuità e dell’efficacia della
sua attività mirante a migliorare le condizioni di sicurezza
nelle industrie estrattive mettendo a punto pratiche operative
tecnicamente valide.2. L’aspetto settoriale del dialogo sociale2.1. Un
esame critico degli organismi consultivi a livello europeo evidenzia
che la loro efficacia sembra essere tanto maggiore quanto più
la loro natura è spiccatamente settoriale. Potrebbe forse
trattarsi di una conseguenza logica del principio di
sussidiarietà.2.2. A differenza degli organismi consultivi
istituiti nell’ambito del trattato CECA, necessariamente di natura
settoriale, quelli istituiti in seguito sono stati organismi di
consultazione orizzontali, come ad esempio il Comitato consultivo per
la sicurezza, l’igiene e la salvaguardia della salute sul posto di
lavoro.2.3. In un momento in cui vengono discusse le caratteristiche
future del dialogo sociale giova ricordare che l’esperienza acquisita
in molti anni nel contesto comunitario rivela che un tale dialogo
presenta un’efficacia e una produttività, ottimali quando
riguarda un settore specifico di attività e si sviluppa nello
stesso ambito a differenti livelli e su temi diversi che vanno
dall’evoluzione di mercato, ricerca e innovazione alla formazione,
alla sicurezza e alla salvaguardia della salute dei lavoratori e agli
aspetti sociali legati alle ristrutturazioni.3. Necessità di
mantenere la competenza specifica delI’Organo permanente3.1. Sebbene
l’Organo permanente sia fondato sul trattato di Roma e di conseguenza
la sua esistenza non sia direttamente vincolata alla data di scadenza
del trattato CECA, molti elementi dimostrano la necessità di un
proseguimento della sua opera, non soltanto a breve ma anche a lungo
termine.3.2. Le prime statistiche armonizzate europee sugli incidenti
evidenziano che rispetto agli altri settori di produzione, anche se
sono stati realizzati enormi progressi, le condizioni di lavoro nelle
miniere di carbone e nelle industrie estrattive sono ancora molto
gravose e presentano rischi maggiori connessi ad un ambiente di lavoro
particolarmente ostile.3.3. Le condizioni di lavoro nelle miniere di
carbone e nelle industrie estrattive sono d’altro canto talmente
particolari da aver indotto molti paesi delI’Unione europea ad emanare
delle legislazioni specifiche.3.4. La trasmissione di questa
particolare esperienza di lavoro, da un lato, ai giovani che lavorano
in miniere in cui il personale esperto ha spesso lasciato il lavoro in
seguito a profonde ristrutturazioni, dall’altro, ai lavoratori dei
paesi candidati all’adesione rende indispensabile ricorrere a
strumenti di dialogo quale l’Organo permanente per integrare
progressivamente nel Mercato unico europeo il miglioramento delle
condizioni di lavoro basato sull’esperienza compiuta.4.
ConclusioniComitato consultivo della CECA4.1. RITIENE AUSPICABILE E
RACCOMANDA alla Commissione che, nonostante la data di scadenza del
trattato CECA che gli ha dato origine, I’Organo permanente continui ad
esistere autonomamente;4.2. INVITA di conseguenza la Commissione
europea ad impedire che l’Organo permanente scompaia in seguito alla
fusione con la Commissione consultiva per la sicurezza e l’igiene;4.3.
RACCOMANDA, nella prospettiva di una eventuale futura
razionalizzazione, di mantenere l’autonomia e la competenza specifica
dell’Organo permanente, seppure funzionalmente connesso al Comitato
consultivo per la sicurezza e l’igiene;4.4. RICORDA che una siffatta
struttura, basata sulla relazione funzionale di uno o più
gruppi specifici che abbiano dinamiche proprie con un organo
più generale, potrebbe fungere da esempio per realizzare
un’interconnessione efficace tra gli aspetti settoriali di altri
comparti industriali e gli aspetti orizzontali a livello di Unione.

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