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Chiarimenti interpretativi richiesti dalla Autorità garante della con...

Chiarimenti interpretativi richiesti dalla Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Circolare Ministeriale

Con la presente circolare, si adempie a quanto richiesto
dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato con la
deliberazione adottata a seguito di una segnalazione di presunte
distorsioni della concorrenza determinate dall’attività di
consulenza offerta da un consorzio costituito da A.S.L. e aziende
ospedaliere localizzate in Emilia- Romagna.La distorsione sarebbe
stata determinata dalla commissione tra funzioni di vigilanza e
prestazioni di servizi di consulenza nella stessa materia oggetto
della vigilanza. Infatti, anche se la consulenza viene prestata da un
consorzio, e non direttamente dalle A.S.L., comunque non viene
garantita la completa separazione tra l’attività di vigilanza e
quella di consulenza, poiché i consorzi sono organizzazioni
"create per lo svolgimento di attività tipiche dei
soggetti che li costituiscono (art. 2602 del codice civile), per cui
deve ritenersi che la struttura consortile, proprio per il fatto di
concentrare la somma degli interessi di tutte le A.S.L. costituenti,
cumuli in sé gli ambiti di incompatibilità propri di
ciascun aderente".Al fine di evitare il ripetersi di simili
distorsioni, l’Autorità garante ha richiesto anche a questo
Ministero di "impartire direttive volte ad interpretare le
disposizioni del decreto legislativo n. 626/1994 in modo coerente con
le esigenze di un corretto funzionamento del mercato".Al
riguardo, la norma di riferimento è l’art. 24 del citato
decreto legislativo, secondo cui: "1. Le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano, il Ministero dell’interno tramite le
strutture del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l’Istituto
superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro, anche mediante i
propri dipartimenti periferici, il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale per mezzo degli Ispettorati del lavoro, il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato per il
settore estrattivo, tramite gli uffici della direzione generale delle
miniere, l’Istituto di medicina sociale, l’Istituto nazionale per
l’assicurazione degli infortuni sul lavoro e gli enti di patronato,
svolgono attività di informazione, consulenza e assistenza in
materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in particolare nei
confronti delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese
delle rispettive associazioni dei datori di lavoro.2.
L’attività di consulenza non può essere prestata dai
soggetti che svolgono attività di controllo e
vigilanza".La lettura congiunta del primo e del secondo comma
evidenzia la differente regolamentazione delle attività di
informazione ed assistenza da un lato e di consulenza dall’altro.Le
prime due attività, infatti, rientrano nell’ambito delle
tradizionali competenze istituzionali pubbliche, prevalentemente non
onerose, finalizzate alla massima diffusione di conoscenze e quindi
alla massima crescita di cultura della prevenzione nei luoghi di
lavoro.Così connotate, tali attività non comportano
effetti di distorsione del mercato e della concorrenza.Diversamente,
l’attività di consulenza è onerosa e finalizzata allo
svolgimento di prestazioni strumentali, sanitarie o tecniche, quali ad
esempio le attività proprie della sorveglianza sanitaria o del
servizio di prevenzione e protezione svolte su incarico e per conto di
un datore di lavoro o di altri soggetti interessati.Proprio per tale
specifica connotazione della consulenza, l’art. 24, ultimo comma, ne
ha espressamente vietato l’espletamento da parte di coloro che
svolgono attività di controllo e di vigilanza; analogamente,
per ciò che concerne la sorveglianza sanitaria,
l’attività di "medico competente", non può
essere svolta da dipendenti pubblici che esplichino attività di
vigilanza (art. 17 del decreto legislativo n. 626/1994).Tale divieto,
con un’interpretazione estensiva del termine "soggetti" di
cui all’art. 24, deve intendersi rivolto oltreché alle persone
fisiche anche alle persone giuridiche e, quindi, agli enti o organismi
con competenze di vigilanza e controllo.Si ritiene pertanto, che la
distinzione netta tra le attività di informazione e assistenza
da un lato e quella di consulenza dall’altro e l’interpretazione
estensiva del termine "soggetti", sia nel senso di persone
fisiche che di persone giuridiche, rendono compatibili i principi
stabiliti nel citato art. 24 con le esigenze di un corretto
funzionamento del mercato.

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