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Elettrodotti e campi magnetici : rischi per la salute umana
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Elettrodotti e campi magnetici : rischi per la salute umana
Interrogazione Parlamentare

INTERROGAZIONE SCRITTA E-4190/97
di Ernesto Caccavale (UPE) alla Commissione
(21 gennaio 1998)
(98/C 196/136) Oggetto : Elettrodotti e campi magnetici :
rischi per la salute umana Associazioni ambientaliste di rilievo
europeo quali CODACONS e LEGAMBIENTE contestano a viva voce le
dichiarazione dell’ENEL, monopolista della distribuzione di energia in
Italia, a proposito della costruzione di una grande centrale elettrica
di trasformazione a Striano (NA).
In effetti i campi elettromagnetici degli impianti ad alta tensione,
secondo i pareri dei più noti oncologi, inducono gravi effetti sulla
salute pubblica, essendo cancerogeni.
Si chiede alla Commissione :
Esistono studi a livello europeo che illustrano tale stretta
correlazione tra l’esposizione ai campi elettromagnetici e l’aumento
dei rischi dei linfonodi, delle leucemie e dei tumori del sistema
nervoso ?
E’ vero che l’ENEL ha chiesto alla Commissione europea informazioni su
eventuali direttive o provvedimenti comunitari relativi alla
costruzione di centrali di trasformazione dell’alta tensione e di
elettrodotti fuori terra, che tengano in giusta considerazione i
presunti effetti cancerogeni provocati dai campi elettromagnetici
generati ?
Può la Commissione testimoniare l’effettivo rispetto, da parte
dell’ENEL, di tutte le norme comunitarie sulla tutela della salute dei
cittadini ?
Intende la Commissione chiedere allo Stato italiano ulteriori
spiegazioni ed eventualmente attivare tutte le procedure previste dai
Trattati per inibire qualsivoglia iniziativa che possa recare danno
alla salute umana ?Risposta del Sig. Flynn a nome della
Commissione
(11 marzo 1998)
I campi elettromagnetici statici a frequenza estremamente bassa (ELF)
hanno origine dalla produzione, dalla trasmissione e
dall’utilizzazione dell’energia elettrica. Scosse elettriche e ustioni
causate da correnti elettriche, a seguito di un’interazione con
conduttori attivi sono state al centro delle preoccupazioni sin
dall’inizio dell’utilizzazione dell’energia elettrica. Oggi il
pubblico è più preoccupato dalle conseguenze a lunga scadenza
(“differite”) e dalle conseguenze non percettibili dell’esposizione ai
campi magnetici associati all’uso dell’elettricità. Alcuni studi
epidemiologici hanno evidenziato conseguenze sui sistemi biologici
esposti a campi statici e campi elettromagnetici a frequenza
estremamente bassa e questo a un livello molto inferiore di quanto si
possa spiegare sulla base dei meccanismi di cui si dispone. Tuttavia,
la questione scientifica cruciale consiste nello stabilire se le
conseguenze biologiche evidenziate possano avere conseguenze nocive
per la salute. Fino ad ora non si conoscono meccanismi le cui
conseguenze potrebbero essere imputate all’esposizione a campi
elettromagnetici d’intensità troppo bassa per indurre nell’organismo
umano correnti che non siano inferiori alle correnti endogene.
Gli studi biologici non sono stati in grado di definire i meccanismi
attraverso i quali i campi elettromagnetici a frequenza estremamente
bassa potrebbero avere effetti cancerogeni. D’altra parte, studi
epidemiologici sulle possibili conseguenze sanitarie legate a
un’esposizione, dovuta a motivi di residenza, ai campi
elettromagnetici degli impianti ad alta tensione, si sono interessati
di un’ampia gamma di conseguenze, quali le malattie neurodegenerative,
le conseguenze sulla riproduzione, l’insorgenza di leucemie, tumori
del seno o tumori cerebrali. La ricerca risale al 1979, data nella
quale è stato pubblicato il primo studio svedese e successivamente
sono stati effettuati circa 12 studi epidemiologici concentrati
soprattutto sui tumori dell’infanzia. A seguito di una rassegna degli
studi in questione si è giunti alla conclusione che la questione di
un’associazione fra la residenza in un edificio nei pressi di linee ad
alta tensione e i rischi dell’insorgenza di leucemie infantili rimane
aperta. Tuttavia non è stata associata a un aumento dell’incidenza
della leucemia infantile o di altre forme tumorali l’intensità media
dei campi elettromagnetici rilevati nelle case dei bambini e non sono
stati evidenziati fattori che potrebbero giustificare un’associazione
fra la circostanza di abitare vicino a linee dell’alta tensione e
l’insorgenza di forme di leucemia infantile.
Attualmente la Comunità finanzia la ricerca epidemiologica sui campi
magnetici e sui tumori nell’ambito del programma Biomed 2 e i primi
risultati sono previsti per l’estate 1999. Le attività di ricerca
europea sugli effetti biologici dell’esposizione ai campi
elettromagnetici a frequenza estremamente bassa è coordinata nel
contesto di un’azione COST e sarà proseguita nell’ambito del quinto
programma-quadro.
La commissione non è a conoscenza della richiesta di informazione da
parte dell’ENEL citata dall’Onorevole Parlamentare e non è in grado di
confermare l’effettivo rispetto da parte dell’ENEL di tutte le norme
comunitarie. La Commissione raccoglie informazioni trasmesse dalle
autorità nazionali e da querelanti. Sulla base delle informazioni di
cui la Commissione dispone fino ad oggi non è possibile trarre
conclusioni in merito alla questione dell’osservanza da parte
dell’ENEL delle norme comunitarie relative all’ambiente. La Direttiva
del Consiglio 85/337/CEE del 27 giugno 1985 concernente la valutazione
dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, la
cosiddetta Direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale (VIA),
indica all’Allegato II, punto 3 b, fra le attività “il trasporto di
energia elettrica mediante linee aeree”. Conformemente alla Direttiva
VIA questo tipo di installazioni devono effettuare una valutazione
dell’impatto ambientale nel caso in cui questo sia significativo, il
che dev’essere definito negli Stati membri nel caso dei progetti di
cui all’Allegato II. Se lo Stato membro ha stabilito (fissando soglie
o criteri in base a un esame caso per caso) che questo tipo di
installazioni deve comportare una valutazione dell’impatto ambientale,
le conseguenze su vari tipi di ambiente, nonché sugli esseri umani
devono essere identificate, descritte e valutate. Ovviamente, in
questo contesto, l’impatto sanitario può svolgere un ruolo importante
nella valutazione in generale.
Nella Direttiva del Consiglio 97/11/CE del 3 marzo 1997, che modifica
la Direttiva 85/337/CEE, approvata nel 1997 e che dev’essere recepita
negli Stati membri entro il marzo 1999, la costruzione di linee aeree
con un voltaggio di 220 KV o un voltaggio superiore e una lunghezza di
oltre 15 km è passata dall’Allegato II della Direttiva VIA
all’Allegato I. Ciò significa che per i progetti di questo tipo a
partire dal marzo 1999 sarà obbligatorio procedere a una valutazione
dell’impatto ambientale.
Date le informazioni attualmente disponibili, la Commissione ritiene
che non vi sia un fondamento giuridico per intraprendere un’azione,
poiché non le è stato notificato il mancato rispetto della
legislazione comunitaria in vigore.

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