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Prodotti cosmetici e ambiente di lavoro
Interrogazione Parlamentare...

Prodotti cosmetici e ambiente di lavoro
Interrogazione Parlamentare

INTERROGAZIONE SCRITTA E-3249/97di Freddy Blak (PSE) alla
Commissione(20 ottobre 1997)(98/C 174/64)Oggetto: Prodotti cosmetici e
ambiente di lavoroIl sindacato dei parrucchieri ha indicato che questi
ultimi subiscono danni alla salute in conseguenza di un massiccio
impiego di prodotti cosmetici.Può la Commissione indicare se ha
già provveduto, o intende provvedere, all’esame del
problema?Ritiene, inoltre, la Commissione che la direttiva del
Consiglio relativa al ravvicinamento delle disposizioni nazionali in
materia di prodotti cosmetici vengano adeguatamente informati e
protetti contro problemi di salute?Risposta data dal Sig. Bangemann in
nome della Commissione(2 dicembre 1997)Le persone che utilizzano
prodotti cosmetici per motivi professionali sono coperte dalle norme
comunitarie relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro, quali le
direttive del Consiglio 80/1107/CEE, 89/391/CEE e 90/394/CEE, che
stabiliscono le condizioni minime da applicare nei luoghi di lavoro.La
sicurezza dei prodotti cosmetici immessi sul mercato nella
Comunità è garantita dalle disposizioni della direttiva
76/768/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici,
altrimenti nota come la "direttiva cosmetici". L’articolo 2
di tale direttiva prevede che i "prodotti cosmetici
commercializzati all’interno della Comunità non devono causare
danni alla salute umana se applicati in condizioni d’uso normali o
ragionevolmente prevedibili…". Pertanto, se è
probabile che il prodotto sia utilizzato nell’ambito di cure
cosmetiche professionali, il fabbricante o il suo mandatario sono
tenuti per legge a garantire che il prodotto sia sicuro in questo
ambito.Prodotti come le tinture per capelli sono ora valutati dal
Comitato scientifico di cosmetologia. Questo gruppo di esperti, che
consiglia la Commissione in merito alla sicurezza dei prodotti
cosmetici, prende in esame tutti gli usi prevedibili dei prodotti,
compreso quello professionale, e può imporre l’apposizione di
etichette specifiche contenenti avvertenze di tipo precauzionale o le
istruzioni per l’uso.L’articolo 6, paragrafo 1, lettera g) della
direttiva cosmetici prevede che sull’etichettatura di un cosmetico
siano indicati tutti gli ingredienti del prodotto. Ciò permette
ai consumatori di assicurarsi che il prodotto non contenga ingredienti
cui sono allergici o particolarmente sensibili.Inoltre, la direttiva
93/35/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, recante sesta modifica
della direttiva 76/768/CEE concernente il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti cosmetici ha
introdotto il requisito del fascicolo informativo sul prodotto, che
deve essere conservato all’indirizzo specificato sull’etichetta e
sull’imballaggio del prodotto stesso. Queste informazioni devono
essere tenute a disposizione delle autorità competenti degli
Stati membri a fini di controllo. L’articolo 7 bis, paragrafo 1,
lettera f) prevede che il fabbricante o l’importatore di un prodotto
cosmetico tengano a disposizione delle autorità "i dati
esistenti per quanto riguarda gli effetti indesiderabili per la salute
umana provocati dal prodotto cosmetico in seguito alla sua
utilizzazione". Questa disposizione consente di sorvegliare gli
effetti nocivi dei prodotti immessi sul mercato, permettendo un
controllo continuo della loro sicurezza.La Commissione ritiene
pertanto che la sicurezza dei prodotti cosmetici utilizzati a fini
professionali sia stata presa in considerazione e che i requisiti
della direttiva sui cosmetici garantiscano agli utilizzatori dei
prodotti informazioni sufficienti per proteggere la loro salute.

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