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Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenz...

Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenza dell'Italia alle Comunità europee (Legge comunitaria 1995-1997)
Legge

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;IL PRESDIENTE DELLA REPUBBLICAPROMULGAla seguente
legge:
TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI SUI PROCEDIMENTI PER L’ADEMPIMENTO
DEGLI OBBLIGHI COMUNITARI Art. 1
(Delega al Governo per l’attuazione di direttive comunitarie)
1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di un anno dalla
data di entrata in vigore della presente legge, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle direttive
comprese nell’elenco di cui all’allegato A; la scadenza è prorogata di
sei mesi se, per effetto di direttive notificate nel corso dell’anno
di delega, la disciplina risultante da direttive comprese nell’elenco
è modificata senza che siano introdotte nuove norme di principio.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’articolo 14
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del
Consiglio dei ministri o del Ministro competente per il coordinamento
delle politiche comunitarie e dei Ministri con competenza
istituzionale nella materia, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e con gli altri Ministri interessati in
relazione all’oggetto della direttiva, se non proponenti.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B, a seguito di
deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi,
entro il termine di cui al comma 1, alla Camera dei deputati e al
Senato della Repubblica perché su di essi sia espresso, entro quaranta
giorni dalla data di trasmissione, il parere delle Commissioni
competenti per materia; decorso tale termine, i decreti sono emanati
anche in mancanza di detto parere. Qualora il termine previsto per il
parere delle Commissioni scada nei trenta giorni che precedono la
scadenza dei termini previsti al comma 1 o successivamente, questi
ultimi sono prorogati di novanta giorni.
4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi da essa fissati,
il Governo può emanare, con la procedura indicata nei commi 2 e 3,
disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati
ai sensi del comma 1 del presente articolo e ai sensi dell’articolo
17.
5. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di cui al comma
1, e con le modalità di cui ai commi 2 e 3, disposizioni integrative e
correttive del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e
successive modificazioni, nel rispetto dei princìpi e criteri
direttivi e con l’osservanza della procedura indicati nell’articolo 25
della legge 19 febbraio 1992, n. 142.
6. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di cui al comma
1, disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 14
agosto 1996, n. 494, di recepimento della direttiva 92/57/CEE
del Consiglio, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e con
l’osservanza delle procedure indicate dalla legge 22 febbraio 1994, n.
146, e dalla legge 6 febbraio 1996, n. 52. Nell’esercizio
della delega il Governo dispone l’applicazione delle norme di cui
all’articolo 10 del citato decreto legislativo n. 494 del 1996 a
laureati con adeguata competenza tecnica o documentabile esperienza
curriculare e professionale nel settore della sicurezza.
7. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di cui al comma
1 e con le modalità di cui ai commi 2 e 3, le disposizioni integrative
e correttive necessarie ad adeguare la disciplina recata dal decreto
legislativo 26 novembre 1992, n. 470, alle direttive del Consiglio
90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, nel rispetto dei princìpi e
criteri direttivi di cui all’articolo 6, comma 1, lettere a), b), c) e
d), della legge 19 febbraio 1992, n. 142.
8. Il Governo è delegato ad emanare, secondo i criteri e i princìpi
direttivi di cui all’articolo 2, entro il termine di cui al comma 1 e
con le modalità di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, le
disposizioni integrative e correttive necessarie ad adeguare la
disciplina recata dal decreto legislativo 10 settembre 1991, n. 303,
alla direttiva 86/653/CEE del Consiglio, relativa al coordinamento dei
diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali
indipendenti.
9. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con le modalità di cui ai commi 2 e 3, informandosi ai criteri
e ai princìpi generali di cui all’articolo 2, è data attuazione:
a) alla direttiva 93/118/CE del Consiglio, che modifica la direttiva
85/73/CEE del Consiglio, relativa al finanziamento delle ispezioni e
dei controlli sanitari delle carni fresche e delle carni di volatili
da cortile, informandosi anche ai criteri specifici previsti
all’articolo 35 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, e tenendo
conto delle direttive del Consiglio 94/64/CE, 95/24/CE, 96/17/CE e
96/43/CE, di modifica della citata direttiva 85/73/CEE;
b) alla direttiva 93/119/CE del Consiglio, relativa alla protezione
degli animali durante la macellazione o l’abbattimento, informandosi
anche ai criteri specifici previsti all’articolo 37 della legge 6
febbraio 1996, n. 52;
c) alla direttiva 95/29/CE del Consiglio sulla protezione degli
animali durante il trasporto e alla direttiva 97/2/CE del Consiglio
sulle norme minime per la protezione dei vitelli, tenendo conto della
decisione della Commissione 97/182/CE. Art. 2
(Criteri e princìpi direttivi generali della delega legislativa)
1. Salvi gli specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti negli
articoli seguenti ed in aggiunta a quelli contenuti nelle direttive da
attuare, i decreti legislativi di cui all’articolo 1 saranno informati
ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali:
a) le amministrazioni direttamente interessate provvederanno
all’attuazione dei decreti legislativi con le ordinarie strutture
amministrative;
b) per evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli
settori interessati dalla normativa da attuare, saranno introdotte le
occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse;
c) salva l’applicazione delle norme penali vigenti, ove necessario per
assicurare l’osservanza delle disposizioni contenute nei decreti
legislativi, saranno previste sanzioni amministrative e penali per le
infrazioni alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,
nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a lire duecento milioni
e dell’arresto fino a tre anni, saranno previste, in via alternativa o
congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni ledano o espongano a
pericolo interessi generali dell’ordinamento interno del tipo di
quelli tutelati dagli articoli 34 e 35 della legge 24 novembre
1981, n. 689. In tali casi saranno previste: la pena dell’ammenda
alternativa all’arresto per le infrazioni che espongano a pericolo o
danneggino l’interesse protetto; la pena dell’arresto congiunta a
quella dell’ammenda per le infrazioni che rechino un danno di
particolare gravità. La sanzione amministrativa del pagamento di una
somma non inferiore a lire cinquantamila e non superiore a lire
duecento milioni sarà prevista per le infrazioni che ledano o
espongano a pericolo interessi diversi da quelli sopra indicati.
Nell’ambito dei limiti minimi e massimi previsti, le sanzioni sopra
indicate saranno determinate nella loro entità tenendo conto della
diversa potenzialità lesiva dell’interesse protetto che ciascuna
infrazione presenta in astratto, di specifiche qualità personali del
colpevole, comprese quelle che impongono particolari doveri di
prevenzione, controllo o vigilanza, nonché del vantaggio patrimoniale
che l’infrazione può recare al colpevole o alla persona o ente nel cui
interesse egli agisce. In ogni caso, in deroga ai limiti sopra
indicati, per le infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi
saranno previste sanzioni penali o amministrative identiche a quelle
eventualmente già comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che
siano omogenee e di pari offensività rispetto alle infrazioni
medesime;
d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non
riguardino l’attività ordinaria delle amministrazioni statali o
regionali potranno essere previste nei soli limiti occorrenti per
l’adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive; alla
relativa copertura, in quanto non sia possibile far fronte con i fondi
già assegnati alle competenti amministrazioni, si provvederà a norma
degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183,
osservando altresì il disposto dell’articolo 11-ter, comma 2, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’articolo 7 della legge 23
agosto 1988, n. 362, e successive modificazioni;
e) all’attuazione di direttive che modificano precedenti direttive già
attuate con legge o decreto legislativo si provvederà, se la
modificazione non comporta ampliamento della materia regolata,
apportando le corrispondenti modifiche alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f) abolizione dei diritti speciali o esclusivi, con regime
autorizzatorio a favore di terzi, in tutti i casi in cui il loro
mantenimento ostacoli la prestazione, in regime di concorrenza, di
servizi che formano oggetto di disciplina delle direttive per la cui
attuazione è stata conferita la delega legislativa, o di servizi a
questi connessi;
g) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che, nelle materie
trattate dalle direttive da attuare, la disciplina disposta sia
pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive medesime, tenuto
anche conto delle eventuali modificazioni comunque intervenute fino al
momento dell’esercizio della delega;
h) nelle materie di competenza delle regioni a statuto ordinario e
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano saranno
osservati l’articolo 9 dell…

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