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Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n....

Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per l'individuazione delle capacità e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori, a norma dell'articolo 21 della legge 1° marzo 2002, n. 39.
Decreto Legislativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;Vista la legge 1° marzo 2002, n. 39, legge
comunitaria per l’anno 2001, ed in particolare l’articolo 21;Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 31 gennaio 2003;Acquisito il parere della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano;Acquisiti i pareri delle competenti
Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 19 giugno 2003;Sulla proposta del Ministro per le
politiche comunitarie e del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze,
degli affari esteri, della giustizia, della salute, delle
attività produttive, per la funzione pubblica e per gli affari
regionali; EMANAil seguente decreto legislativo:Art. 1Modifiche al
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 6261. Al comma 1, lettera
e), dell’articolo 2 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
e successive modificazioni, le parole: «attitudini e
capacità adeguate» sono sostituite dalle seguenti:
«delle capacità e dei requisiti professionali di cui
all’articolo 8-bis».2. Al comma 2 dell’articolo 8 del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, le
parole: «di attitudini e capacità adeguate» sono
sostituite dalle seguenti: «delle capacità e dei
requisiti professionali di cui all’articolo 8-bis».3. Al comma
8, dell’articolo 8 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
e successive modificazioni, le parole: «attitudini e
capacità adeguate» sono sostituite dalle seguenti:
«le capacità e i requisiti professionali di cui
all’articolo 8-bis».Art. 2Inserimento dell’art. 8-bis dopo
l’articolo 8 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 6261. Dopo
l’articolo 8 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni, è inserito il seguente: «Art.
8-bis (Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei
responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni
oesterni). – 1. Le capacità ed i requisiti professionali dei
responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione
interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi
presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività
lavorative.2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti
di cui al comma 1, è necessario essere in possesso di un titolo
di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore
ed essere inoltre in possesso di un attestato di frequenza, con
verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati
alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle
attività lavorative. In sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano sono individuati gli indirizzi ed i requisiti minimi dei
corsi.3. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati
dalle regioni e province autonome, dalle università,
dall’ISPESL, dall’INAIL, dall’Istituto italiano di medicina sociale,
dal Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della
difesa civile, dall’amministrazione della Difesa, dalla Scuola
superiore della pubblica amministrazione, dalle associazioni sindacali
dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici.
Altri soggetti formatori possono essere individuati in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano.4. Per lo svolgimento della
funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre
ai requisiti di cui al comma 2, è necessario possedere un
attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici
corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi,
anche di natura ergonomica e psico-sociale, di organizzazione e
gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di
comunicazione in azienda e direlazioni sindacali.5. I responsabili e
gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono tenuti a
frequentare corsi di aggiornamento secondo indirizzi definiti in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, con cadenza almeno
quinquennale.6. Coloro che sono in possesso di laurea triennale di
"Ingegneria della sicurezza e protezione" o di "Scienze
della sicurezza e protezione" o di "Tecnico della
prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro" sono esonerati
dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2.7. È
fatto salvo l’articolo 10.8. Gli organismi statali di formazione
pubblici, previsti al comma 3, organizzano i corsi di formazione
secondo tariffe, determinate sulla base del costo effettivo del
servizio, da stabilire, con le relative modalità di versamento,
con decreto del Ministro competente per materia, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto.9. Le
amministrazioni pubbliche di cui al presente decreto, organizzano i
corsi di formazione nei limiti delle risorse finanziarie proprie o con
le maggiori entrate derivanti dall’espletamento di dette
attività a carico dei partecipanti.10. La partecipazione del
personale delle pubbliche amministrazioni ai corsi di formazione di
cui al presente articolo è disposta nei limiti delle risorse
destinate dalla legislazione vigente alla formazione del personale
medesimo.».Art. 3Norma transitoria e clausola di cedevolezza1.
Possono svolgere l’attività di addetto o di responsabile del
servizio di prevenzione e protezione coloro che dimostrino di svolgere
l’attività medesima, professionalmente o alle dipendenze di un
datore di lavoro, da almeno sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto. Tali soggetti sono tenuti a conseguire un
attestato di frequenza al corsi di formazione di cui all’articolo 2,
primo capoverso, comma 2, entro un anno dalla data di entrata in
vigore del presente decreto.2. Fino all’istituzione dei corsi di
formazione di cui all’articolo 2, primo capoverso, comma 2, possono
svolgere l’attività di addetto o di responsabile del servizio
di prevenzione e protezione coloro che, in possesso di un titolo di
studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore,
abbiano frequentato corsi di formazione organizzati da enti e
organismi pubblici o da altri soggetti ritenuti idonei dalle regioni.
Tali corsi devono essere rispondenti ai contenuti minimi di formazione
di cui all’articolo 3 del decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale e del Ministro della sanità in data 16
gennaio 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio
1997.3. In relazione a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma
della Costituzione, le norme del presente decreto afferenti a materie
di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano, che non abbiano ancora provveduto ad adeguarsi,
con riferimento al requisiti e capacità dei responsabili e
degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione, alla sentenza
della Corte di giustizia della Comunità europea del 15 novembre
2001, nella causa n. 49/00, si applicano sino alla data di entrata in
vigore della normativa di adeguamento di ciascuna regione e provincia
autonoma, nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento
comunitario e dei principi fondamentali desumibili dal presente
decreto.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato,
sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.

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