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Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon ...

Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA
TUTELA DEL TERRITORIO
di concerto con
IL MINISTRO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE Vista la legge 28
dicembre 1993, n. 549, così come modificatadalla legge 16 giugno
1997, n. 179, recante misure a tutela dell’ozono stratosferico;
Visti in particolare l’art. 3, comma 3, primo capoverso della citata
legge, che prevede che i tempi e le modalità per la cessazione
dell’utilizzazione delle sostanze di cui alla tabella A e B della
citata legge siano stabiliti con decreto del Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle
attivitàà produttive, l’art. 6, comma 1, che fa divieto di disperdere
nell’ambiente le sostanze lesive e fa obbligo a tutti i detentori di
conferire, tra l’altro, le sostanze lesive ai centri di raccolta
autorizzati, nonchè l’art. 6, comma 5, della citata legge che prevede
che il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio di
concerto con il Ministero delle attività produttive, del commercio e
dell’artigianato promuova la conclusione di accordi di programma con
le imprese che producono, utilizzano, immettono al consumo e
recuperano le sostanze lesive;
Visto il decreto ministeriale 26 marzo 1996 del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio “Attuazione del
decreto-legge 10 febbraio 1996, n. 56, sulle sostanze dannose per la
fascia di ozono stratosferico”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
82 del 6 aprile 1996;
Visto il decreto ministeriale 10 marzo 1999 del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio “Proroga dei termini per
la dismissione dei gas halon”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
100 del 30 aprile 1999;
Viste le decisioni X/7 e X/16 adottate al Cairo il 24 novembre 1998
dalla decima conferenza delle Parti del Protocollo di Montreal,
secondo cui, entro il 2000, i Paesi firmatari devono stabilire una
strategia nazionale per la dismissione dell’halon e devono considerare
in modo integrato i programmi per la protezione della fascia di ozono
stratosferico e per la prevenzione dei cambiamenti climatici;
Vista la decisione XI/16 adottata a Pechino il 3 dicembre 1999 dalla
undicesima conferenza delle Parti del Protocollo di Montreal, secondo
la quale i Paesi industrializzati firmatari devono presentare, entro
il 2001, una strategia nazionale per il recupero, il riciclaggio e la
distruzione dei clorofluorocarburi da prodotti ed apparecchiature;
Visto il regolamento (CE) n. 2037/2000 sulle sostanze che riducono lo
strato di ozono;
Considerata la necessità di provvedere urgentemente a disciplinare il
recupero e la distruzione dei clorofluorocarburi utilizzati nelle
apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria;
Considerato che l’Italia intende favorire la cessazione dell’impiego
degli halon, in conformità con le citate decisioni;
Considerato che l’Italia intende perseguire gli obiettivi per la
protezione dell’ozonosfera e del clima globale in modo coordinato, ai
sensi dell’art. 130T del Trattato di Roma;
Considerato che, peraltro costituisce principio generale del diritto
comunitario e del diritto nazionale quello di proporzionalità
dell’azione amministrativa, principio espressamente ribadito dall’art.
21 del citato regolamento (CE) n. 2037/2000;
Considerato pertanto che appare necessario prescrivere il divieto di
uso degli idroclorofluorocarburi nel settore antincendio a partire
dalla data di scadenza fissata dall’art. 3, comma 3, della legge 28
dicembre 1993, n. 549, come modificata dalla legge 16 giugno
1997, n. 179, sulla base del citato principio di
proporzionalità;  Decreta:Articolo 1 Ai fini del presente
decreto si intende
per:
a) “halon”, le sostanze controllate lesive dell’ozono stratosferico
elencate nella tabella A, gruppo II allegata alla legge del 28
dicembre 1993, n. 549, nonchè quelle contenute nell’allegato I,
gruppo III del regolamento (CE) n. 2037/2000;
b) “clorofluorocarburi”, le sostanze controllate lesive dell’ozono
stratosferico elencate nella tabella A, gruppo I allegata alla
legge 28 dicembre 1993, n. 549, nonchè quelle contenute
nell’allegato I, gruppo I e II del regolamento (CE) n. 2037/2000;
c) “idroclorofluorocarburi”, le sostanze controllate lesive dell’ozono
stratosferico elencate nella tabella B, gruppo I allegata alla
legge 28 dicembre 1993, n. 549, nonchè quelle contenute
nell’allegato I, gruppo VIII del regolamento (CE) n. 2037/2000;
d) “potenziale di riduzione dello strato di ozono – ODP”, il valore
specificato nella terza colonna dell’allegato I del regolamento (CE)
n. 2037/2000, esprimente l’effetto potenziale di ciascuna sostanza
controllata sullo strato di ozono stratosferico;
e) “indice di effetto serra – GWP orizzonte 100 anni”, il valore
specificato nella quinta colonna della tabella 10.8 del Scientific
Assessment of Ozone Depletion: 1998, esprimente l’effetto di ciascuna
sostanza controllata sul riscaldamento globale dell’atmosfera;
f) “indice di permanenza in atmosfera – ALT”, il valore specificato
nella terza colonna della tabella 10.8 del Scientific Assessment of
Ozone Depletion: 1998, esprimente il tempo di vita in atmosfera di
ciascuna sostanza controllata;
g) “uso”, l’impiego di halon, clorofluorocarburi e
idroclorofluorocarburi nella manutenzione, in particolare nella
ricarica, di apparecchiature e impianti antincendio, di refrigerazione
e condizionamento d’aria;
h) “recupero”, la raccolta e lo stoccaggio di sostanze controllate
effettuati nel corso delle operazioni di manutenzione o prima dello
smantellamento degli impianti;
i) “riciclo”, la riutilizzazione di sostanze controllate recuperate
previa effettuazione di un processo di pulitura di base quale la
filtrazione e l’essiccazione;
j) “rigenerazione”, il trattamento e la valorizzazione delle sostanze
controllate recuperate attraverso operazioni quali filtrazione,
essiccazione, distillazione e trattamento chimico, allo scopo di
riportare la sostanza a determinate caratteristiche di funzionalità;
k) “distruzione”, trasformazione permanente o decomposizione di tutta
o una porzione significante di sostanza controllata mediante
tecnologie approvate dalle Parti del Protocollo di Montreal sulle
sostanze dannose per la fascia di ozono;
l) “Ministeri competenti”, il Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e il Ministero delle attività produttive. CAPO I Halon

Articolo 2 l. L’uso di halon vergine, recuperato,
riciclato o rigenerato, è vietato.
2. Entro dodici mesi dall’entrata in vigore del presente decreto gli
halon contenuti nei sistemi di protezione antincendio e negli
estintori devono essere recuperati ai fini e con le modalità previste
dall’art. 4.
3. Il divieto di cui al comma 1 del presente articolo non si applica
limitatamente all’uso di halon riciclato o rigenerato, ai sistemi di
protezione antincendio e agli estintori destinati alla:
a) protezione dei vani motore, dell’avionica, dei compartimenti di
carico e delle cabine degli aerei civili e militari;
b) protezione dei vani motore e delle sale di controllo delle
imbarcazioni militari;
c) soppressione delle esplosioni e inertizzazione di mezzi militari;
d) protezione delle piattaforme petrolifere.Articolo 31. Chiunque
all’entrata in
vigore del presente decreto utilizzi halon per gli usi elencati
all’art. 2, comma 3, deve darne comunicazione ai Ministeri competenti
entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto,
indicando l’ubicazione e la tipologia dell’uso, la natura e la
quantità della sostanza. Gli stessi soggetti comunicano annualmente ai
Ministeri competenti i quantitativi di halon riciclato o rigenerato
utilizzati nell’anno precedente per la ricarica o la
manutenzione.Articolo 41. Gli
halon devono essere recuperati, riciclati, rigenerati o destinati a
distruzione dai “centri autorizzati di raccolta dell’halon”, già
autorizzati ai sensi dell’art. 6 del decreto ministeriale del 26 marzo
1996 “Attuazione del decreto-legge 10 febbraio 1996, n. 56, sulle
sostanze dannose per la fascia di ozono stratosferico”, ovvero da
altri istituiti ai sensi del seguente comma 3.
2. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto, i
“centri di raccolta dell’halon” già autorizzati, di cui al precedente
comma 1, devono trasmettere ai Ministeri dell’ambiente e della tutela
del territorio e delle attività produttive, la documentazione relativa
a:
a) procedure utilizzate per il recupero, la rigenerazione, il
riciclaggio e la distruzione degli halon;
b) possesso di certificazione ISO9000 o ISO14001 ovvero altra
certificazione delle procedure e delle lavorazioni rilasciate da un
Ente riconosciuto;
c) attestati di frequenza ai corsi di formazione del personale
rilasciati dai consorzi di appartenenza.
3. I “centri autorizzati di raccolta dell’halon” sono istituiti sulla
base di accordi di programma stipulati tra il Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio di concerto con il Ministero delle
attività produttive, ed i soggetti di cui all’art. 6, comma 5, della
legge 28
dicembre 1993, n. 549, così come modificata dalla legge 16
giugno 1997, n. 179, nonchè i produttori e gli importatori di
sostanze sostitutive, singolarmente o in associazione tra di loro.
4. I “centri autorizzati di raccolta dell’halon” provvedono al
recupero, riciclo, rigenerazione e distruzione degli halon, in
conformità alle vigenti normative.
5. Entro novanta giorni dalla istituzione dei “centri autorizzati di
raccolta dell’halon”, i firmatari degli accordi di programma ne danno
comunicazione ai Ministeri competenti e contestualmente inviano la
documentazione relativa a:
a) le procedure per il recupero, rigenerazione, riciclaggio e la
distruzione degli halon;
b) le procedure per la prevenzione o riduzione della dispersione in
atmosfera dell’halon durante le attività di cui alla lettera a);
c) i criteri dell’addestramento e il tipo di personale ad…

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