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Legge-quadro in materia di incendi boschivi.
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Legge-quadro in materia di incendi boschivi.
Legge

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAPromulga la seguente
legge:Capo I PREVISIONE, PREVENZIONE E LOTTA ATTIVAArt.
1Finalità e principi1. Le disposizioni della presente legge
sono finalizzate alla conservazione e alla difesa dagli incendi del
patrimonio boschivo nazionale quale bene insostituibile per la
qualità della vita e costituiscono principi fondamentali
dell’ordinamento ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione.2. Per
il perseguimento delle finalità di cui al comma 1 gli enti
competenti svolgono in modo coordinato attività di previsione,
di prevenzione e di lotta attiva contro gli incendi boschivi con mezzi
da terra e aerei, nel rispetto delle competenze previste dal decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonchè attività di
formazione, informazione ed educazione ambientale.3. Le regioni a
statuto ordinario provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti
sulla base delle disposizioni di principio della presente legge entro
e non oltre un anno dalla data di entrata in vigore della stessa. Le
regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di
Bolzano provvedono alle finalità di cui alla presente legge
secondo quanto previsto dai rispettivi statuti speciali e dalle
relative norme di attuazione. Gli interventi delle strutture statali
previsti dalla presente legge sono estesi anche ai territori delle
regioni a statuto speciale e delle province autonome interessate su
richiesta delle medesime e previe opportune intese.Art. 2Definizione1.
Per incendio boschivo si intende un fuoco con suscettività a
espandersi su aree boscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali
strutture e infrastrutture antropizzate poste all’interno delle
predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli
limitrofi a dette aree. Art. 3Piano regionale di previsione,
prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi1. Le regioni
approvano il piano regionale per la programmazione delle
attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli
incendi boschivi, sulla base di linee guida e di direttive deliberate,
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delegato
per il coordinamento della protezione civile, che si avvale, per
quanto di rispettiva competenza, dell’Agenzia di protezione civile, di
seguito denominata "Agenzia", ovvero, fino alla effettiva
operatività della stessa, del Dipartimento della protezione
civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, di seguito
denominato "Dipartimento", del Corpo forestale dello Stato e
del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sentita la Conferenza
unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, di seguito denominata "Conferenza
unificata".2. Le regioni approvano il piano di cui al comma 1
entro centocinquanta giorni dalla deliberazione delle linee guida e
delle direttive di cui al medesimo comma 1.3. Il piano, sottoposto a
revisione annuale, individua:a) le cause determinanti ed i fattori
predisponenti l’incendio;b) le aree percorse dal fuoco nell’anno
precedente, rappresentate con apposita cartografia;c) le aree a
rischio di incendio boschivo rappresentate con apposita cartografia
tematica aggiornata, con l’indicazione delle tipologie di vegetazione
prevalenti;d) i periodi a rischio di incendio boschivo, con
l’indicazione dei dati anemologici e dell’esposizione ai venti;e) gli
indici di pericolosità fissati su base quantitativa e
sinottica;f) le azioni determinanti anche solo potenzialmente
l’innesco di incendio nelle aree e nei periodi a rischio di incendio
boschivo di cui alle lettere c) e d);g) gli interventi per la
previsione e la prevenzione degli incendi boschivi anche attraverso
sistemi di monitoraggio satellitare;h) la consistenza e la
localizzazione dei mezzi, degli strumenti e delle risorse umane
nonchè le procedure per la lotta attiva contro gli incendi
boschivi;i) la consistenza e la localizzazione delle vie di accesso e
dei tracciati spartifuoco nonchè di adeguate fonti di
approvvigionamento idrico;l) le operazioni silvicolturali di pulizia e
manutenzione del bosco, con facoltà di previsione di interventi
sostitutivi del proprietario inadempiente in particolare nelle aree a
più elevato rischio;m) le esigenze formative e la relativa
programmazione;n) le attività informative;o) la previsione
economico-finanziaria delle attività previste nel piano
stesso.4. In caso di inadempienza delle regioni, il Ministro delegato
per il coordinamento della protezione civile, avvalendosi, per quanto
di rispettiva competenza, dell’Agenzia, ovvero, fino alla effettiva
operatività della stessa, del Dipartimento, del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco e del Corpo forestale dello Stato, sentita la
Conferenza unificata, predispone, anche a livello interprovinciale, le
attività di emergenza per lo spegnimento degli incendi
boschivi, tenendo conto delle strutture operative delle province, dei
comuni e delle comunità montane.5. Nelle more dell’approvazione
dei piani di cui al comma 1 restano efficaci, a tutti gli effetti, i
piani antincendi boschivi già approvati dalle regioni. Art.
4Previsione e prevenzione del rischio di incendi boschivi1.
L’attività di previsione consiste nell’individuazione, ai sensi
dell’articolo 3, comma 3, lettere c), d) ed e), delle aree e dei
periodi a rischio di incendio boschivo nonchè degli indici di
pericolosità. Rientra nell’attività di previsione
l’approntamento dei dispositivi funzionali a realizzare la lotta
attiva di cui all’articolo 7.2. L’attività di prevenzione
consiste nel porre in essere azioni mirate a ridurre le cause e il
potenziale innesco d’incendio nonchè interventi finalizzati
alla mitigazione dei danni conseguenti. A tale fine sono utilizzati
tutti i sistemi e i mezzi di controllo e vigilanza delle aree a
rischio di cui al comma 1 ed in generale le tecnologie per il
monitoraggio del territorio, conformemente alle direttive di cui
all’articolo 3, comma 1, nonchè interventi colturali idonei
volti a migliorare l’assetto vegetazionale degli ambienti naturali e
forestali.3. Le regioni programmano le attività di previsione e
prevenzione ai sensi dell’articolo 3. Possono altresì,
nell’ambito dell’attività di prevenzione, concedere contributi
a privati proprietari di aree boscate, per operazioni di pulizia e di
manutenzione selvicolturale, prioritariamente finalizzate alla
prevenzione degli incendi boschivi.4. Le regioni provvedono
altresì alla predisposizione di apposite planimetrie relative
alle aree a rischio di cui al comma 1 e, nell’esercizio delle proprie
competenze in materia urbanistica e di pianificazione territoriale,
tengono conto del grado di rischio di incendio boschivo del
territorio.5. Le province, le comunità montane ed i comuni
attuano le attività di previsione e di prevenzione secondo le
attribuzioni stabilite dalle regioni. Art. 5Attività
formative1. Ai fini della crescita e della promozione di un’effettiva
educazione ambientale in attività di protezione civile, lo
Stato e le regioni promuovono, d’intesa, l’integrazione dei programmi
didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado.2. Le
regioni curano, anche in forma associata, l’organizzazione di corsi di
carattere tecnico-pratico rivolti alla preparazione di soggetti per le
attività di previsione, prevenzione degli incendi boschivi e
lotta attiva ai medesimi.3. Per l’organizzazione dei corsi di cui al
comma 2, le regioni possono avvalersi anche del Corpo forestale dello
Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Art.
6Attività informative1. Le amministrazioni statali, regionali e
gli enti locali promuovono, ai sensi della legge 7 giugno 2000, n.
150, l’informazione alla popolazione in merito alle cause determinanti
l’innesco di incendio e alle norme comportamentali da rispettare in
situazioni di pericolo. La divulgazione del messaggio informativo si
avvale di ogni forma di comunicazione e degli uffici relazioni con il
pubblico, istituiti ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29. Art. 7Lotta attiva contro gli incendi
boschivi1. Gli interventi di lotta attiva contro gli incendi boschivi
comprendono le attività di ricognizione, sorveglianza,
avvistamento, allarme e spegnimento con mezzi da terra e aerei.2. Ai
fini di cui al comma 1, l’Agenzia, ovvero, fino alla effettiva
operatività della stessa, il Dipartimento, garantisce e
coordina sul territorio nazionale, avvalendosi del Centro operativo
aereo unificato (COAU), le attività aeree di spegnimento con la
flotta aerea antincendio dello Stato, assicurandone l’efficacia
operativa e provvedendo al potenziamento e all’ammodernamento di essa.
Il personale addetto alla sala operativa del COAU è integrato
da un rappresentante del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.3. Le
regioni programmano la lotta attiva ai sensi dell’articolo 3, commi 1
e 3, lettera h), e assicurano il coordinamento delle proprie strutture
antincendio con quelle statali istituendo e gestendo con una
operatività di tipo continuativo nei periodi a rischio di
incendio boschivo le sale operative unificate permanenti (SOUP),
avvalendosi, oltre che delle proprie strutture e dei propri mezzi
aerei di supporto all’attività delle squadre a terra:a) di
risorse, mezzi e personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e
del Corpo forestale dello Stato in base ad accordi di programma;b) di
personale appartenente ad organizzazioni di v…

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