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Modalità con le quali i fabbricanti per le attività industriali a ri...

Modalità con le quali i fabbricanti per le attività industriali a rischio di incidente rilevante devono procedere all'informazione, all'addestramento e all'equipaggiamento di coloro che lavorano in situ.
Decreto Ministeriale

Il Ministro dell’Ambiente
di concerto con il Ministro dell’Interno
e
il Ministro dell’Industria del Commercio
e dell’Artigianato
Visto il comma 1 dell’art. 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come modificato dall’art. 1,
comma 8, della legge 19 maggio 1997, n. 137;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
Visti gli articoli 5, 6, 7 e 8 del decreto del Presidente
del Consiglio 31 marzo 1989, pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 1989;
Ritenuto di dover provvedere ad indicare le modalità con le quali i
fabbricanti devono procedere all’informazione, all’addestramento e
all’equipaggiamento di coloro che lavorano in situ nelle attività
industriali soggette al decreto del Presidente della Repubblica 17
maggio 1988, n. 175;
Considerato che, ai sensi del comma 7 dell’art. 1 della legge 19
maggio 1997, n. 137, le modalità con le quali i fabbricanti
devono procedere all’informazione, all’addestramento e
all’equipaggiamento di coloro che lavorano in situ sono stabilite dal
Ministero dell’ambiente in conformità alle proposte della Conferenza
di servizi di cui all’art. 9 del decreto legge 6 settembre 1996, n.
461;
Viste le proposte della Conferenza di servizi, di cui al citato art. 9
del decreto legge 6 settembre 1996, n. 461, in data 18 dicembre
1997; Decreta: Art. 1
Generalità
1. Le disposizioni di cui al presente decreto stabiliscono le modalità
minime con cui il fabbricante deve procedere all’informazione,
all’addestramento e all’equipaggiamento di coloro che lavorano in
situ, ai sensi dell’art. 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche e
integrazioni, sui rischi di incidenti rilevanti connessi con
determinate attività industriali.
2. I contenuti del presente decreto sono finalizzati alle attività
ricadenti nell’ambito di applicazione del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche e
integrazioni, e sono pertanto integrativi ed aggiuntivi di quanto
previsto dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modifiche e integrazioni, finalizzato al miglioramento
della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.
3. Le modalità di informazione, addestramento ed equipaggiamento di
coloro che lavorano nelle attività industriali a rischio di incidente
rilevante devono essere individuate dal fabbricante nell’ambito della
propria organizzazione e poste in atto mediante apposite procedure
scritte, previa consultazione con i rappresentanti dei lavoratori per
la sicurezza. Tali procedure devono, in particolare, prevedere la
designazione di personale adeguatamente informato, qualificato e
preparato, nonché l’approntamento e la gestione di mezzi idonei alla
protezione del personale in caso di incidente rilevante.Art. 2
Definizioni
Ai sensi del presente decreto si intende per: a) lavoratore in
situ:
il personale dirigente, i quadri, gli impiegati tecnici e
amministrativi e gli operai che operano nello stabilimento;
il personale preposto all’esercizio degli impianti o depositi e/o agli
interventi di emergenza;
il personale interno, alle dipendenze di terzi o autonomo, preposto,
anche occasionalmente, alla manutenzione degli impianti o depositi, ai
servizi generali o che accede allo stabilimento per qualsiasi altro
motivo di lavoro;
il personale interno, alle dipendenze di terzi o lavoratore autonomo,
preposto ad operazioni comunque connesse con l’esercizio degli
impianti o depositi; b) istruttore: personale interno, alle
dipendenze di terzi o lavoratore autonomo, qualificato
all’addestramento dei lavoratori in situ, selezionato dal fabbricante;
c) visitatore occasionale: persona diversa da quelle di cui alle
lettere a) e b), che accede allo stabilimento a qualunque
titolo.Art. 3
Informazione
1. Il fabbricante deve informare ciascun lavoratore sui rischi di
incidente rilevante e sulle misure atte a prevenirli o limitarne le
conseguenze per l’uomo e per l’ambiente. Per le attività soggette agli
articoli 4 o 6 del decreto del Presidente della Repubblica 17
maggio 1988, n. 175, l’informazione deve basarsi sulle risultanze
delle analisi e valutazioni di sicurezza effettuate dal fabbricante ai
sensi degli articoli 5, 6 e 7 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 31 marzo 1989, con particolare riguardo a
quanto indicato nell’art. 8, comma 1, del detto decreto. Per le
altre attività, l’informazione deve basarsi sulle valutazioni
effettuate dal fabbricante e sulle misure adottate, ai sensi dell’art.
3 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n.
175.
2. Il fabbricante deve assicurarsi che l’informazione di cui al comma
1 sia fornita in modo comprensibile ed esaustivo a ciascun lavoratore,
anche con riguardo ad eventuali specifiche esigenze, ricorrendo alle
forme di comunicazione più adeguate. In particolare, il fabbricante
deve distribuire ai lavoratori almeno:
a) la scheda di cui all’allegato 1 della legge 19 maggio 1997, n.
137, per le attività soggette agli articoli 4 o 6 del
decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175;
b) le schede di sicurezza delle sostanze e dei preparati pericolosi
interessati, di cui alla legge 29 maggio 1974, n. 256, e successive
integrazioni e modifiche;
c) un estratto dei risultati delle analisi e valutazioni di sicurezza
di cui al comma 1;
d) un estratto del piano di emergenza interno, differenziato secondo
la funzione, la posizione e i compiti specifici affidati al singolo
lavoratore nel corso di un’eventuale emergenza, integrato con gli
aspetti di coordinamento con gli eventuali interventi richiesti al
lavoratore a seguito dell’attivazione del piano di emergenza esterna.
3. Il fabbricante è tenuto ad organizzare almeno ogni tre mesi, per le
attività soggette agli articoli 4 o 6 del decreto del Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e ogni sei mesi per le
altre attività, ed ogni volta che intervengano modifiche significative
all’attività incontri con i lavoratori al fine di:
a) illustrare in modo adeguato a ciascun lavoratore le informazioni di
cui al comma 1 e la documentazione di cui al comma 2;
b) verificare che ciascun lavoratore abbia compreso adeguatamente ed
esaustivamente il significato e l’importanza delle informazioni
fornite e della documentazione distribuita;
c) identificare l’eventuale esigenza di ulteriori forme di
comunicazione;
d) rispondere ad eventuali quesiti e acquisire, per successiva
valutazione, i consigli e le informazioni fornite dagli stessi
lavoratori o dai loro rappresentanti per la sicurezza.
Il fabbricante deve produrre e conservare evidenza documentale degli
incontri di cui al presente comma, ivi compreso il riscontro degli
esiti.
4. Il fabbricante deve aggiornare l’informazione e, se necessario, la
documentazione, ogni volta che subentrino nuove conoscenze tecniche in
materia o intervengano modifiche significative, dietro richiesta
motivata da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
e, per le attività soggette agli articoli 4 o 6 del decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, anche sulla
base delle conclusioni dell’istruttoria di cui all’art. 1, comma 6,
della legge 19 maggio 1997, n. 137, nonché del piano di
emergenza esterno di cui all’art. 17 del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175.
5. Il fabbricante deve informare i visitatori occasionali degli
aspetti essenziali del piano di emergenza interno, prima che questi
siano ammessi all’interno dello stabilimento. Qualora il visitatore
venga costantemente accompagnato all’interno dello stabilimento da una
persona dedicata, l’informazione relativa al piano di emergenza
interno potrà eventualmente limitarsi alle vie di fuga e ai punti di
raccolta. In tutti i casi, per le attività soggette agli articoli
4 o 6 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988,
n. 175, ai visitatori occasionali deve essere consegnata copia
della scheda di cui all’allegato 1 della legge 19 maggio 1997, n.
137.
6. Il fabbricante deve rendere disponibile, presso i locali di accesso
allo stabilimento e presso i punti critici dello stabilimento che lo
stesso fabbricante provvederà a individuare, un’informazione grafico-
visiva, realizzata con i mezzi ritenuti più idonei, relativa ai
nominativi e alle modalità con cui segnalare l’insorgere di una
situazione di emergenza della quale si venga a conoscenza,
all’ubicazione planimetrica dei punti di raccolta e delle vie di fuga,
nonché all’identificazione dei segnali di allarme e di cessato allarme
e, per le attività soggette agli articoli 4 o 6 del decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, copia della
scheda di cui all’allegato 1 della legge 19 maggio 1997, n. 137.
Art. 4
Formazione e addestramento 1. Il fabbricante deve identificare
i parametri che incidono sulla sicurezza individuale e collettiva ed
individuare conseguentemente il livello di competenza, esperienza e
addestramento necessari al fine di assicurare un’adeguata capacità
operativa del personale. Il fabbricante è tenuto ad assicurarsi che
tutto il personale coinvolto nella gestione, nell’esercizio e nella
manutenzione degli impianti o depositi possieda la necessaria
cognizione sulla implicazione della propria attività sulla sicurezza e
sulla prevenzione degli incidenti rilevanti.
2. Ai fini di cui al comma 1, il fabbricante deve assicurare che
ciascun lavoratore sia adeguatamente formato e addestrato su quanto
segue:
a) per le attività soggette agli articoli 4 o 6 del decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, contenuti
delle analisi e valutazioni di sicurezza, per quanto di pertinenza del
singolo lavoratore, effettuate ai sensi degli articoli 5, 6 e
7 del decreto del Presidente del Cons…

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