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Linee di indirizzo per la costruzione di macchine agricole rientranti ...

Linee di indirizzo per la costruzione di macchine agricole rientranti nel decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, e per una formazione ed informazione adeguata degli operatori del settore.
Circolare Ministeriale

In relazione alle segnalazioni pervenute a seguito d’infortuni
nell’uso delle macchine nel settore delle attività agricole,
nel quale la particolare specificità dovuta alla ricorrente
contiguità tra ambiente di vita e di lavoro aggiunge un
ulteriore elemento di difficoltà alla ricerca ed attuazione di
misure di carattere prevenzionale, considerato che si pone con
particolare evidenza l’esigenza di una più ampia ed
approfondita informazione e formazione nell’uso delle macchine
agricole, si ritiene di dover richiamare l’attenzione di tutti i
soggetti coinvolti sotto l’aspetto della tutela della sicurezza sulla
assoluta necessità che i destinatari della presente, ciascuno
per gli aspetti di propria competenza o responsabilità, operino
ogni necessario sforzo in modo da elevare il livello di sicurezza
delle attività agricole condotte con l’uso di
macchine.Ciò comporta per i costruttori maggior impegno sul
fronte progettativo e della ricerca ed applicazione di misure di
sicurezza a fronte dei rischi specifici delle varie tipologie di
macchine, per gli utilizzatori, atteso che frequenza e tipo degli
infortuni dimostrano che questi coinvolgono non raramente anche
estranei alla gestione dell’azienda, la necessità di curare in
modo approfondito le conoscenze ed il grado di addestramento di quanti
si trovano ad operare e gestire le macchine.Tutto ciò premesso
si forniscono di seguito le ulteriori seguenti indicazioni:Ai
costruttori.1. Ai fini del rispetto dei requisiti essenziali di cui
all’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica n.
459/1996, si raccomanda l’uso di norme armonizzate di prodotto i cui
riferimenti sono stati pubblicati, con decreto del Ministero
dell’industria del 30 maggio 1997, nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del
9 giugno 1997 (con l’occasione si rappresenta che per le
"desilatrici" è disponibile dal mese di dicembre 1997
la versione ufficiale in lingua italiana, pubblicata dall’UNI, della
norma EN 703) ovvero delle norme armonizzate i cui riferimenti vengono
pubblicati periodicamente nella Gazzetta Ufficiale della
Comunità europea e riportate nell’apposito decreto
riepilogativo in corso di predisposizione e di prossima pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale.2. Si raccomanda inoltre, sulla base di
quanto osservato in premessa, di porre la massima cura nella
costituzione del fascicolo tecnico di cui all’art. 4 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 459/1996.Si raccomanda particolare
attenzione alla redazione del manuale d’istruzione, attesa la sua
funzione strategica per l’uso in sicurezza delle macchine. I
costruttori sono, infatti tenuti a fornire un manuale che sia il
più chiaro e dettagliato possibile quanto ad indicazioni ed
istruzioni, in considerazione anche del fatto che queste sono
destinate ad operatori di aziende, spesso gestite a carattere
familiare con dimensioni piccole o medie; frequentemente
caratterizzati da una non approfondita formazione nell’utilizzo
corretto ed in sicurezza delle attrezzature necessarie
all’operatività dell’azienda.3. Nell’ambito delle esigenze di
completezza e chiarezza dinanzi richiamate, e ferma restando la
priorità della ricerca in sede di progettazione e di attuazione
in sede costruttiva delle misure tecniche per la riduzione "a
monte" dei rischi, si precisa che il ricorso a pittogrammi, o
altri di avvisi di pericolo, trova la sua giustificazione solo ai fini
dell’utilizzazione in sicurezza della macchina. I pittogrammi e gli
avvisi di pericolo possono essere conformi alla norma ISO 11684.4. Si
ritiene infine di dedicare una specifica attenzione ai rischi connessi
all’uso di macchine rotoimballatrici nella particolare fase in cui
l’operatore interviene per disingolfare la bocca di alimentazione
della macchina.Gli incidenti occorsi, in molti casi, trovano origine
nella non adeguata attenzione posta, nella fase di progettazione, al
rischio conseguente la necessità di provvedere al
disingolfamento della macchina.Infatti tale rischio viene affrontato
mediante l’uso di avvertenze di impiego e di segnali di pericolo
quando, invece, la frequenza di tale anomalia richiede un intervento
progettuale che permetta di effettuare le necessarie operazioni in
sicurezza.A tal fine si ritiene utile ricordare che a livello europeo
è stato elaborato un progetto di norma che affronta anche il
rischio connesso all’ingolfamento della bocca di alimentazione e in
tale contesto si fa presente che sono state previste al punto 3.4.1
della pr EN704 alcune soluzioni tecniche quali un sistema d’inversione
del moto degli organi di alimentazione o un dispositivo di blocco che
impedisce il riavviamento non intenzionale del sistema di
alimentazione.L’utilizzazione di questa prenorma europea pr EN704,
costituirebbe una buona base progettuale di partenza.Per gli utenti.Si
richiama l’attenzione sulla funzione irrinunciabile che, ai fini della
sicurezza, riveste un’approfondita attività di informazione e
formazione mirata in particolare, a far fronte alla presenza di rischi
residui, che nel caso di talune macchine agricole possono giungere a
livelli rilevanti.L’attività in questione, che è
obbligatoria per i soggetti tenuti all’osservanza dell’art. 22 del
decreto legislativo n. 626/1994, dovrà essere tesa ad ottenere
dagli operatori addetti alla conduzione ed impiego delle macchine i
corretti comportamenti di sicurezza a fronte dei rischi, in
conformità a quanto evidenziato dal fabbricante nel manuale di
istruzioni.Sempre in relazione alla presenza dei rischi residui di cui
più sopra, si ritiene anche di dover richiamare l’attenzione
dei lavoratori autonomi (e comunque dei soggetti che, seppure non
obbligati al rispetto del citato decreto legislativo n. 626/1994, sono
a qualsiasi titolo responsabili per l’uso delle macchine nei propri ed
altrui confronti) sulla necessità di approfondire la conoscenza
dei rischi connessi all’uso delle attrezzature e di mettere in atto,
ove necessario, opportune azioni di addestramento.A questo proposito
le organizzazioni di settore in indirizzo, in collaborazione con gli
organismi paritetici territoriali quando ciò sia richiesto
dall’art. 22 del decreto legislativo n. 626/1994, sono invitate a
predisporre le opportune azioni per conseguire l’obiettivo della
informazione e della formazione su tutto il territorio, per l’uso in
sicurezza delle macchine nell’ambiente di lavoro.

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