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Circolare Ferrovie dello Stato del 7.3.1997 su vigilanza congiunta in ...

Circolare Ferrovie dello Stato del 7.3.1997 su vigilanza congiunta in materia di prevenzione infortunistica.
Circolare Ministeriale

Articolo unico
Con riferimento alla nota del 30.6.1997, prot. n. 10004, concernente
l’oggetto, trasmessa alle SS.LL. On.li dalla Regione Veneto, si
osserva quanto segue.
Innanzitutto è da rilevare che essa ricalca argomentazioni che da anni
vengono portate avanti da alcune Regioni e/o UU.SS.LL. che si
ritengono “all’avanguardia” rispetto all’intero tessuto organizzativo
prevenzionistico locale, accampando pretese competenze di esclusività
che mal si conciliano con l’intero quadro normativo giuslavoristico e
prevenzionale, in particolare.
A suo tempo le competenze furono reclamate in materia di lavoratrici
madri e di radiazioni ionizzanti, ed è nota la soluzione che ha dato
in proposito la Corte Costituzionale (sent. n. 58 del 16.12.1993) e
ciò malgrado, come si evince dalla nota in riscontro, si fa
polemicamente riferimento a “resistenze” ed a “contestatissime
competenze che il Ministero del Lavoro ritiene di arrogarsi”.
Entrando, tuttavia, nel merito occorre rilevare quanto segue,
contrariamente a quanto enfaticamente sostiene la Regione Veneto.
1) Il trasferimento delle competenze dagli Ispettorati del Lavoro alle
UU.SS.LL., non è stato generalizzato né è avvenuto in termini
assoluti. Ciò non rientrava neanche nel quadro di decentramento del
legislatore del DPR 616/77 e della L. 833/78 atteso che
proprio l’art. 6 di quest’ultima disposizione elenca una serie di
materie cui è riservata la competenza statale e non sfugge certamente,
in particolare, per quanto qui interessa il disposto della lettera z.
2) Le funzioni di polizia giudiziaria sono attribuite agli Ispettori
del lavoro primariamente dall’art. 8 del DPR 520/55 citato che fa
riferimento, in senso più generale, “nei limiti del servizio a cui
sono destinati e secondo le attribuzioni ad essi conferiti dalle
singole leggi e regolamenti”.
Trattasi di una terminologia già usata dall’art. 221 del previgente
c.p.p. e riprodotta dall’art. 57 dell’attuale c.p.p.
Tale funzione, nella particolare materia della sicurezza, è stata
confermata dall’art. 27 del DPR 616/77 a sua volta ribadita nel
suo contenuto dall’art. 21 della legge 833/78. Nel merito si è già
pronunciato, in tal senso, il Consiglio di Stato con parere n. 350/81
del 3.3.1982.
3) Il richiamo fatto al D.Lgs. 626/94, non sembra che modifichi il
quadro normativo previgente. Si ritiene, anzi, che esso ne confermi i
riferimenti e i contenuti.
Infatti anche dall’esame dell’art. 8, comma 11, risulta l’obbligo del
datore di lavoro di comunicare all’Ispettorato del Lavoro (oltre che
alle UU.SS.LL.) “il nominativo della persona designata come
responsabile del servizio di prevenzione e protezione”.
Appare dunque chiaro che tale previsione di legge dà per scontata la
sussistenza di determinati compiti in materia di sicurezza, anche
all’Ispettorato del Lavoro, in contrasto dunque con quanto afferma la
Regione Veneto secondo cui “con la legge di riforma sanitaria si è
dunque avuto un vero e proprio trasferimento generalizzato delle
competenze dall’Ispettorato alle UU.SS.LL. in materia di vigilanza nei
luoghi di lavoro con passaggio dei poteri ispettivi e di controllo,
del potere di accesso in azienda e della facoltà di diffida (art. 21.
comma 3 e 4 della legge 833/78)”.
Quanto precede contrasta, altresì con il contenuto dell’art. 24,
sempre del D.Lgs. 626/94 allorché l’Ispettorato del Lavoro viene
posto su un piano paritario di intervento con gli altri Uffici ed Enti
operanti nel campo della sicurezza, circa lo svolgimento di “attività
di informazione, consulenza ed assistenza in materia di sicurezza e
salute nei luoghi di lavoro…”.
4) È evidente che anche per tale scelta, il legislatore, è da
ritenersi abbia operato nella certezza che l’Ispettorato del Lavoro
abbia, seppure in parte, conservato anche le funzioni amministrative
(vigilanza) nella materia in esame che si ritiene siano riferibili
alle disposizioni speciali rientranti appunto nella competenza statale
tra le quali sono espressamente citate (art. 6, lett. z) i servizi
dell’Azienda Autonoma delle Ferrovie dello Stato relativi
all’accertamento tecnico-sanitario…”. Trattasi, come si evidenzia, di
un controllo non solo sanitario delle stesse Ferrovie dello Stato (L.
17.5.1985, n. 210) ma anche dell’ambiente e cioè il controllo
dell’osservanza delle norme che tutelano non solo la salvaguardia
della salute e dell’igiene quand’anche “la sicurezza negli ambienti di
lavoro”.
La connessione tra controllo dell’ambiente di lavoro e controllo della
sicurezza del lavoro che si svolge nell’ambiente di lavoro risulta
chiaramente non solo dalla legge 26.4.1974, n. 191 – sulla prevenzione
degli infortuni sul lavoro in ambito ferroviario – che con il capo
secondo disciplina proprio “gli ambienti di lavoro”, ma anche dalla
legge di riforma sanitaria che, come si è fatto cenno, incentra
l’attività di prevenzione in ogni “ambiente di vita e di lavoro”.
Ne consegue che il controllo del personale e dell’ambiente di lavoro
in ambito ferroviario forma oggetto di espressa riserva a favore dello
Stato che lo esercita per mezzo dei propri Organi di vigilanza che,
nella fattispecie, per quanto concerne la sicurezza nell’ambiente di
lavoro, ai sensi dell’art. 35 è affidata, congiuntamente, agli
Ispettori del lavoro ed ai Funzionari delle Ferrovie.
Peraltro, proprio in attuazione della previsione dell’art. 35 citato,
è stato emanato il D.M. 4.2.1980 dal Ministero dei trasporti,
di concerto con quello del Lavoro, che detta, appunto, in dettaglio i
criteri per l’effettuazione delle ispezioni congiunte in ambito
ferroviario. Né, è da aggiungere, risulta emanata ulteriore
disposizione regolamentare che abbia modificato tale normativa.
Ne consegue, pertanto, che, contrariamente a quanto sostenuto ed
argomentato dalla Regione Veneto, la vigilanza congiunta di cui
all’art. 35 della legge 191 così come regolamentata dal D.M.
4.2.1980, debba essere svolta legittimamente ed esclusivamente
dagli Ispettori del lavoro e dai Funzionari delle FF.SS.. Questi
ultimi conservano legittimamente la loro capacità di agire
nell’attività ispettiva congiunta in quanto ai sensi del novellato
art. 357 c.p. rivestono per le funzioni in esame la qualifica di
pubblico ufficiale (Consiglio di Stato, par. 1005/93 del 18.10.1995).

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