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Regolamento recante individuazione delle particolari esigenze delle st...

Regolamento recante individuazione delle particolari esigenze delle strutture giudiziarie e penitenziarie ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni.
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIAdi concerto conI MINISTRI DEL
LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DELLA SANITA’ E DELLA FUNZIONE
PUBBLICAVisto l’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, come sostituito dall’articolo 1 del decreto
legislativo 19 marzo 1996, n. 242;Visto l’articolo 30, comma 2, del
decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242;Visto l’articolo 17, commi 3
e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400;Considerato che in relazione
al servizio espletato negli edifici sedi di uffici giudiziari ed alla
conseguente esigenza di prevenire pericoli di attentati, aggressioni,
introduzioni di armi ed esplosivi, sabotaggi, fuga, si rende
necessario adattare a tali specifiche esigenze l’applicazione delle
disposizioni del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni ed integrazioni;Considerato altresì
che l’esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza detentive,
nonché delle misure cautelari detentive, deve avvenire in
strutture aventi caratteristiche preordinate ad offrire il massimo
della tutela contro i pericoli di fuga, di aggressione, di attentati
alla incolumità del personale, di vigilanza, e dei detenuti, di
sabotaggi di sistemi, apparecchiature ed impianti, di atti auto ed
eteroaggressivi, di autolesionismo o di autosoppressione;Udito il
parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per
gli atti normativi nell’adunanza del 16 giugno 1997;Vista la
comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma
dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988 (nota n.
5192 del 3 luglio 1997);Adottail seguente
regolamento:————– L’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 19
settembre 1994, n. 626 (per il titolo vedi in nota all’art. 1), come
sostituito dall’art. 1 del D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, così
recita: "2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, dei
servizi di protezione civile, nonché nell’ambito delle
strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per
finalità istituzionali alle attività degli organi con
compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle
università, degli istituti di istruzione universitaria, degli
istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, delle
rappresentanze diplomatiche e consolari e dei mezzi di trasporto aerei
e marittimi, le norme del presente decreto sono applicate tenendo
conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato,
individuate con decreto del Ministro competente di concerto con i
Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della sanità e
della funzione pubblica".– Il comma 2 dell’art. 30 del
D.Lgs. n. 242/1996, recante modificazioni al D.Lgs. n. 626/1994
prevede che: "I decreti di cui all’art. 1, comma 2, del decreto
legislativo n. 626/1994, come modificato dall’art. 1 del presente
decreto, sono emanati entro sei mesi dalla data di pubblicazione del
presente decreto".– Il comma 2 dell’art. 30 del D.Lgs. n.
242/1996, recante modificazioni al D.Lgs. n. 626/1994 prevede che:
"I decreti di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo
626/1994, come modificato dall’art. 1 del presente decreto, sono
emanati entro sei mesi dalla data di pubblicazione del presente
decreto".– Il comma 3 dell’art. 17 della legge n. 400/1988
(Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto
ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di
competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro,
quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali
regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono
essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I
regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare
norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi
debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri
prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo
stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la
denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione
della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale.Art. 1Edifici e strutture giudiziarie1. Negli
edifici sedi di uffici giudiziari, ivi comprese le strutture adibite
ad aule per grandi udienze, le norme le prescrizioni in materia di
sicurezza dei luoghi di lavoro, contenute nel decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni,
sono applicate nel rispetto delle caratteristiche strutturali ed
organizzative preordinate a realizzare il massimo della tutela contro
i pericoli di attentati, aggressioni, introduzioni di armi ed
esplosivi, sabotaggi di sistemi, impianti ed apparecchiature
nonché a prevenire la fuga dei detenuti od internati ivi
tradotti.2. L’applicazione delle norme del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni,
non può comportare, in relazione alle particolari esigenze
indicate al comma 1, l’eliminazione o la riduzione dei sistemi di
controllo, anche ai fini di selezione dell’accesso del pubblico, e dei
sistemi di difesa ritenuti necessari.3. Resta fermo quanto previsto
dalla vigente normativa in materia di verifica periodica
dell’innocuità dei sistemi di controllo previsti dal precedente
comma 2. Il datore di lavoro deve comunque assicurare idonei percorsi
per l’esodo, adeguatamente segnalati.Art. 2Edifici e strutture
penitenziarie1. Negli istituti penitenziari e nei luoghi diversi in
cui, anche temporaneamente, sono ristrette persone che, custodite dal
personale del Corpo di polizia penitenziaria, devono scontare una pena
detentiva od una misura di sicurezza, ovvero sono assoggettate ad una
misura cautelare privativa della libertà, nonché negli
istituti penali per i minorenni e nei centri di prima accoglienza, le
norme e le prescrizioni contenute nel decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni, sono
applicate nel rispetto delle specifiche esigenze strutturali ed
organizzative preordinate ad evitare pericoli di fuga, aggressioni,
anche al fine della liberazione di persone detenute o internate,
attentati all’incolumità del personale o dei detenuti o
internati, sabotaggi di sistemi, apparecchiature ed impianti, pericoli
di atti di auto od eteroaggressività, autolesionismo o
autosoppressione, nonché il conferimento di posizioni di
preminenza ad alcuni detenuti o internati, per mantenere l’ordine e la
disciplina.2. L’applicazione delle norme del decreto legislativo di
cui al comma 1, non può comportare, in relazione alle esigenze
individuate nello stesso comma 1, l’eliminazione o la riduzione delle
fortificazioni e di ogni altra infrastruttura finalizzata a favorire
la vigilanza preventiva.Art. 3Valutazione dei rischi1. Negli edifici e
nelle strutture di cui agli articoli 1 e 2, il datore di lavoro deve
tener conto, nella elaborazione del documento di cui all’articolo 4,
comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, sostituito
dall’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 19 marzo 1996, n.
242, delle esigenze particolari individuate negli articoli 1 e 2.Art.
4Misure protettive nei casi di eventi calamitosi in ambienti
penitenziari1. Nei casi di pericolo derivante da incendio,
sisma od altro evento calamitoso, l’evacuazione degli ambienti
detentivi avviene in direzione delle aree all’aperto, all’interno
della cinta di protezione perimetrale.2. Il personale del Corpo di
polizia penitenziario adotta, nell’ipotesi prevista dal comma 1, ogni
iniziativa tendente a salvaguardare l’altrui incolumità,
agevolando le persone detenute e internate nell’abbandono delle camere
e di ogni altro luogo di riunione chiuso o comunque esposto ad
immediato pericolo.3. I luoghi all’aperto, nei quali devono essere
guidate le persone detenute e internate, ed i percorsi da seguire
nello spostamento sono individuati mediante appositi piani di
evacuazione predisposti dalle direzioni degli istituti.Art. 5Controllo
delle ispezioni delle persone detenute ed internate1. Resta fermo
quanto previsto dall’ordinamento penitenziario in merito
all’assoggettamento delle persone detenute e internate al controllo ed
alle ispezioni, anche attraverso postazioni fisse e l’uso di mezzi
fisici o elettronici.2. Le postazioni dell’edificio penitenziario,
nonché i mezzi fisici ed elettronici di cui al comma 1, devono
assicurare la massima efficacia nell’attività finalizzata al
soddisfacimento delle esigenze individuate all’articolo 2.3. Resta
fermo quanto previsto dalla vigente normativa in materia di verifica
periodica dell’innocuità dei sistemi di controllo previsti dai
commi 1 e 2.Art. 6Servizio di prevenzione e protezione1. Negli edifici
e nelle strutture penitenziarie per adulti il servizio di prevenzione
e protezione previsto nel capo II del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni, è
organizzato all’interno e viene svolto da personale dipendente. A tal
fine il personale designato partecipa ad apposita attività
formativa.Art. 7Detenuti e internati lavoratori1. Nei confronti dei
detenuti e internati lavoratori non si applicano le disposizioni degli
articoli 18 e 19 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni ed integrazioni, concernenti le
modalità di designazione e le attribuzioni del rappresentante
per la sicurezza.

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