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Regolamento recante l'individuazione delle attività lavorative compor...

Regolamento recante l'individuazione delle attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, per le quali l'attività di vigilanza può essere esercitata dagli ispettorati del lavoro delle direzioni provinciali del lavoro.
Decreto Presidenza del Consiglio dei Ministri

IL PRESIDENTEDEL CONSIGLIO DEI MINISTRIsu propostaDEL MINISTRO
DEL LAVOROE DELLA PREVIDENZA SOCIALEeDEL MINISTRO DELLA SANITA’Visto
l’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.
626, il quale prevede l’individuazione delle attività
lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, per le quali
l’attività di vigilanza può essere esercitata anche dai
servizi di ispezione del lavoro delle direzioni provinciali del
lavoro;Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400;Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti;Considerato
il rischio di infortuni per frequenza e gravità;Considerata la
peculiarità delle condizioni di lavoro e la incidenza
infortunistica, in termini di frequenza e di gravità delle
conseguenze, desumibile dai dati statistici, nonché la
frequenza dei rapporti di lavoro irregolari che possono influire
negativamente sulle condizioni di sicurezza nel settore delle
costruzioni edili e di genio civile, dei lavori in sotterraneo e in
galleria, mediante cassoni in aria compressa e subacquei;Sentita la
Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e
l’igiene del lavoro;Udito il parere del Consiglio di Stato espresso
dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 16
giugno 1997;Sulla proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza
sociale e della sanità;AdottaIl seguente
regolamento:————Note alle premesse:Il testo dell’art. 23,
comma 2, del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 (Attuazione delle
direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE,
90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della
sicurezza e della salute sul luogo di lavoro, come modificato
dall’art. 10 del D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242), è il seguente:
"2. Ferme restando le competenze in materia di vigilanza
attribuite dalla legislazione vigente all’ispettorato del lavoro, per
attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati,
da individuare con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della
sanità, sentita la Commissione consultiva permanente,
l’attività di vigilanza sull’applicazione della legislazione in
materia di sicurezza può essere esercitata anche
dall’ispettorato del lavoro che ne informa preventivamente il servizio
di prevenzione e sicurezza dell’unità sanitaria locale
competente per territorio".Il comma 3 dell’art. 17 della legge n.
400/1988 (Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto
ministeriale possano essere adottati regolamenti nella materie di
competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro,
quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali
regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono
essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I
regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare
norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi
debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri
prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo
stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la
denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione
della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.La legge
14 gennaio 1994, n. 20, reca: "Disposizioni in materia di
giurisdizione e controllo della Corte dei conti".Art.
11. Le attività comportanti rischi particolarmente elevati, per
le quali la vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia
di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro può essere
esercitata anche dai servizi di ispezione del lavoro delle direzioni
provinciali del lavoro, sono:a) attività nel settore delle
costruzioni edili o di genio civile e più in particolare lavori
di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione
e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura e
in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi,
montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati. Lavori in
sotterraneo e gallerie, anche comportanti l’impiego di esplosivi;b)
lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei.2. La
vigilanza di cui al comma 1 è esercitata previa informazione al
dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale competente
per territorio e secondo programmi concordati periodicamente anche al
fine di evitare sovrapposizioni di interventi.

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