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Regolamento concernente la individuazione della figura e relativo prof...

Regolamento concernente la individuazione della figura e relativo profilo professionale del tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
Decreto Ministeriale

Il Ministro della SanitàVisto l’articolo 6, comma
3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante:
”Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma
dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421“, nel
testo modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n.
517;Ritenuto che, in ottemperanza alle precitate disposizioni, spetta
al Ministro della sanità di individuare con proprio decreto le
figure professionali da formare ed i relativi profili, relativamente
alle aree del personale sanitario infermieristico, tecnico e della
riabilitazione;Ritenuto di individuare con singoli provvedimenti le
figure professionali;Ritenuto di individuare la figura del tecnico
della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro;Visto il
parere del Consiglio superiore di sanità, espresso nella seduta
del 15 maggio 1996;Udito il parere del Consiglio di Stato espresso
nella adunanza generale del 19 dicembre 1996;Vista la nota, in data 17
gennaio 1997, con cui lo schema di regolamento è stato
trasmesso, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400, al Presidente del Consiglio dei Ministri;ADOTTAil
seguente regolamento:————(*) Il testo dell’art. 6
comma 3, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, nel testo modificato dal
D.Lgs. 7 dicembre 1993, n. 517, è il seguente: ”A norma
dell’art. 1, lettera o), della legge 23 ottobre 1992, n. 421, la
formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della
riabilitazione avviene in sede ospedaliera ovvero presso altre
strutture del Servizio sanitario nazionale e istituzioni private
accreditate. I requisiti di idoneità e l’accreditamento
delle strutture sono disciplinati con decreto del Ministro
dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica
d’intesa con il Ministro della sanità. Il Ministro della
sanità individua con proprio decreto le figure professionali da
formare ed i relativi profili. Il relativo ordinamento didattico
è definito, ai sensi dell’art. 9 della legge 19 novembre
1990, n. 341, con decreto del Ministro dell’università e
della ricerca scientifica e tecnologica emanato di concerto con il
Ministro della sanità“.– Il comma 3 dell’art.
17 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell’attività di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
prevede che con decreto ministeriale possano essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorità sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di
competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessità di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei
regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al
Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. Il
comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti
debbano recare la denominazione di ”regolamento“, siano
adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed
alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale.Art. 11. È individuata la figura
professionale del tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei
luoghi di lavoro, con il seguente profilo: il tecnico della
prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro è
l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario
abilitante, è responsabile, nell’ambito delle proprie
competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e
controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di
vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene
di sanità pubblica e veterinaria.2. Il tecnico della
prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, operante nei
servizi con compiti ispettivi e di vigilanza è, nei limiti
delle proprie attribuzioni, ufficiale di polizia giudiziaria; svolge
attività istruttoria, finalizzata al rilascio di autorizzazioni
o di nulla osta tecnico sanitari per attività soggette a
controllo.3. Nell’ambito dell’esercizio della professione,
il tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di
lavoro:a) istruisce, determina, contesta e notifica le
irregolarità rilevate e formula pareri nell’ambito delle
proprie competenze;b) vigila e controlla gli ambienti di vita e di
lavoro e valuta la necessità di effettuare accertamenti ed
inchieste per infortuni e malattie professionali;c) vigila e controlla
la rispondenza delle strutture e degli ambienti in relazione alle
attività ad esse connesse;d) vigila e controlla le condizioni
di sicurezza degli impianti;e) vigila e controlla la qualità
degli alimenti e bevande destinati all’alimentazione dalla
produzione al consumo e valuta la necessità di procedere a
successive indagini specialistiche;f) vigila e controlla
l’igiene e sanità veterinaria, nell’ambito delle
proprie competenze, e valuta la necessità di procedere a
successive indagini;g) vigila e controlla i prodotti cosmetici;h)
collabora con l’amministrazione giudiziaria per indagini sui
reati contro il patrimonio ambientale, sulle condizioni di igiene e
sicurezza nei luoghi di lavoro e sugli alimenti;i) vigila e controlla
quant’altro previsto da leggi e regolamenti in materia di
prevenzione sanitaria e ambientale, nell’ambito delle proprie
competenze.4. Il tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei
luoghi di lavoro svolge con autonomia tecnico professionale le proprie
attività e collabora con altre figure professionali
all’attività di programmazione e di organizzazione del
lavoro della struttura in cui opera. È responsabile
dell’organizzazione della pianificazione, dell’esecuzione
e della qualità degli atti svolti nell’esercizio della
propria attività professionale.5. Il tecnico della prevenzione
nell’ambiente e nei luoghi di lavoro partecipa ad
attività di studio, didattica e consulenza professionale nei
servizi sanitari e nei luoghi dove è richiesta la sua
competenza professionale; contribuisce alla formazione del personale e
collabora direttamente all’aggiornamento relativo al proprio
profilo e alla ricerca.6. Il tecnico della prevenzione
nell’ambiente e nei luoghi di lavoro svolge la sua
attività professionale, in regime di dipendenza o libero
professionale, nell’ambito del servizio sanitario nazionale,
presso tutti i servizi di prevenzione, controllo e vigilanza previsti
dalla normativa vigente.Art. 21. Il diploma universitario di tecnico
della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro,
conseguito ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni,
abilita all’esercizio della professione.————(*) Per
il testo del comma 3 dell’art. 6 del D.Lgs. n. 502/1992 si veda
in nota alle premesse.

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