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Attuazione delle direttive 93/68/CEE, 93/95/CEE e 96/58/CE relative ai...

Attuazione delle direttive 93/68/CEE, 93/95/CEE e 96/58/CE relative ai dispositivi di protezione individuale.
Decreto Legislativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;Visti gli articoli 1, 3 e 48 della legge 9 febbraio 1996,
n. 52, recanti delega al Governo per l’attuazione della direttiva
93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993, per la parte in cui
modifica la direttiva 89/686/CEE, in materia di ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione
individuale;Viste le direttive 93/95/CEE del Consiglio del 29 ottobre
1993 e 96/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 settembre
1996, recanti modifiche alla predetta direttiva 89/686/CEE del
Consiglio del 21 dicembre 1989, in materia di ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione
individuale;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 dicembre 1996;Sulla proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, di concerto con i Ministri degli
affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro e del lavoro e della
previdenza sociale.EMANAil seguente decreto
legislativo:————– L’art. 76 della Costituzione
stabilisce che l’esercizio della funzione legislativa non può
essere delegato al Governo se non con determinazione di
princìpi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e
per oggetti definiti.– L’art. 87 della Costituzione conferisce,
tra l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.– La legge 6 febbraio 1996, n. 52, reca disposizioni
per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alla Comunità europea – legge comunitaria 1994. L’art. 1
così recita:«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione
di direttive comunitarie). – 1. Il Governo è delegato ad
emanare, entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore
della presente legge, i decreti legislativi recanti le norme
occorrenti per dare attuazione alle direttive comprese nell’elenco di
cui all’allegato A. Ove ricorrano deleghe al Governo per l’emanazione
di decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione
alle direttive comunitarie o sia prevista l’emanazione di regolamenti
attuativi, tra i princìpi e i criteri generali dovranno essere
sempre previsti quelli della piena trasparenza e della
imparzialità dell’attività amministrativa, al fine di
garantire il diritto di accesso alla documentazione e ad una corretta
informazione dei cittadini, nonché, nei modi opportuni, i
diritti dei consumatori e degli utenti.2. Se per effetto di direttive
notificate nel secondo semestre dell’anno di cui al comma 1 la
disciplina risultante da direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato A è modificata senza che siano introdotte nuove
norme di principio, la scadenza del termine è prorogata di sei
mesi.3. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’art. 14
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per il
coordinamento delle politiche dell’Unione europea, congiuntamente ai
Ministri per competenza istituzionale prevalente per la materia e di
concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia e
del tesoro se non proponenti.4. Gli schemi dei decreti legislativi
recanti attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio
dei Ministri, sono trasmessi, entro il termine di cui al comma 1 o al
comma 2, alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica
perché su di essi sia espresso, entro quaranta giorni dalla
data di trasmissione, il parere delle commissioni competenti per
materia. Decorso tale termine i decreti sono adottati. Qualora il
termine previsto per il parere delle commissioni scada nei trenta
giorni antecedenti allo spirare del termine previsto al comma 1 o al
comma 2, o successivamente, la scadenza di quest’ultimo è
prorogata di novanta giorni.5. Entro i due anni alla data di entrata
in vigore della presente legge il Governo può emanare
disposizioni integrative e correttive, nel rispetto dei
princìpi e criteri direttivi da essa fissati, con la procedura
indicata nei commi 3 e 4».– L’art. 3 della medesima legge
così recita:«Art. 3 (Criteri e princìpi direttivi
generali della delega legislativa). – 1. Salvi gli specifici
princìpi e criteri generali:a) le amministrazioni interessate
provvederanno all’attuazione dei decreti legislativi con le ordinarie
strutture amministrative;b) per evitare disarmonie con le discipline
vigenti per i singoli settori interessati dalla normativa da attuare,
saranno introdotte le occorrenti modifiche o integrazioni alle
discipline stesse;c) salva l’applicazione delle norme penali vigenti,
ove necessario per assicurare l’osservanza delle disposizioni
contenute nei decreti legislativi, saranno previste sanzioni
amministrative e penali per le infrazioni alle disposizioni dei
decreti stessi. Le sanzioni penali, nei limiti, rispettivamente,
dell’ammenda fino a lire duecento milioni e dell’arresto fino a tre
anni, saranno previste, in via alternativa o congiunta, solo nei casi
in cui le infrazioni ledono o espongono a pericolo interessi generali
dell’ordinamento interno del tipo di quelli tutelati dagli articoli 34
e 35 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In tali casi saranno
previste: la pena dell’ammenda alternativa all’arresto per le
infrazioni che espongono a pericolo o danneggiano l’interesse
protetto; la pena dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che recano un danno di particolare gravità. La
sanzione amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a
lire cinquantamila e non superiore a lire duecento milioni sarà
prevista per le infrazioni che ledono o espongono a pericolo interessi
diversi da quelli suindicati. Nell’ambito dei limiti minimi e massimi
previsti, le sanzioni suindicate saranno determinate nella loro
entità, tenendo conto della diversa potenzialità lesiva
dell’interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in astratto,
di specifiche qualità personali del colpevole, comprese quelle
che impongono particolari doveri di prevenzione, controllo o
vigilanza, nonché del vantaggio patrimoniale che l’infrazione
può recare al colpevole o alla persona o ente nel cui interesse
egli agisce. In ogni caso, in deroga ai limiti sopra indicati, per le
infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi saranno previste
sanzioni penali o amministrative identiche a quelle eventualmente
già comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che siano
omogenee e di pari offensività rispetto alle infrazioni
medesime;d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non
riguardano l’attività ordinaria delle amministrazioni statali o
regionali potranno essere previste nei soli limiti occorrenti per
l’adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive; alla
relativa copertura, in quanto non sia possibile far fronte con i fondi
assegnati alle competenti amministrazioni, si provvederà a
norma degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183,
osservando altresì il disposto dell’art. 11-ter, comma 2, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’art. 7 della legge 23
agosto 1988, n. 362;e) sarà previsto, se non in contrasto con
la disciplina comunitaria, che l’onere di prestazioni o controlli da
eseguirsi a cura di uffici pubblici in applicazione delle direttive da
attuare sia posto a carico dei soggetti interessati;f) all’attuazione
di direttive che modificano precedenti direttive già attuate
con legge o decreto legislativo si provvederà, se la
modificazione non comporta ampliamento della materia regolata,
apportando le corrispondenti modifiche alla legge o al decreto
legislativo di attuazione della direttiva modificata;g) i decreti
legislativi potranno disporre la delegificazione della disciplina di
materie non coperte da riserva assoluta di legge, le quali siano
suscettibili di modifiche non attinenti ai princìpi informatori
delle direttive e degli stessi decreti legislativi, autorizzando, ai
fini delle suddette modifiche, l’esercizio della potestà
normativa, anche di carattere regolamentare, delle autorità
competenti;h) i decreti legislativi assicureranno in ogni caso che,
nelle materie trattate dalle direttive da attuare, la disciplina
disposta sia pienamente conforme alle prescrizioni delle direttive
medesime, tenuto anche conto delle eventuali modificazioni comunque
intervenute fino al momento dell’esercizio della delega».-
L’art. 48 della citata legge così recita: «Art. 48
(Certificazione marchio CE per il settore industriale: criteri di
delega). – 1. All’attuazione della direttiva 93/68/CEE del Consiglio,
per la parte in cui modifica ed integra direttive comunitarie attuate
con leggi e con atti aventi forza ed efficacia di legge, si provvede,
fatto salvo quanto disposto al capo VIII, secondo i seguenti
princìpi e criteri direttivi;a) apportare le necessarie
modifiche ed integrazioni alla legge 18 ottobre 1977, n. 791, di
recepimento della direttiva 73/23/CEE in materia di armonizzazione
delle legislazioni degli Stati membri relativamente al materiale
elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di
tensione;b) apportare le necessarie modifiche ed integrazioni al
decreto legislativo 27 settembre 1991, n. 311, di recepimento delle
direttive 87/404/CEE e 90/488/CEE in materia di armonizzazione delle
legislazioni degli Stati membri relativamente ai recipienti semplici a
pres…

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