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Regolamento per l'attuazione della direttiva 90/396/CEE, concernente g...

Regolamento per l'attuazione della direttiva 90/396/CEE, concernente gli apparecchi a gas
Decreto del Presidente della Repubblica

Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;Visto
l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;Vista la
legge 9 marzo 1989, n. 86;Visti l’articolo 3 e l’allegato C della
legge 19 febbraio 1992, n. 142, nonché l’articolo 4 e
l’allegato C della legge 22 febbraio 1994, n. 146;Vista la direttiva
90/396/CEE, del Consiglio del 29 giugno 1990, concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di
apparecchi a gas, come modificata dall’articolo 10 della direttiva
93/68/CEE, del Consiglio del 22 luglio 1993;Vista la legge 13 maggio
1961, n. 469;Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966;Vista la legge 6
dicembre 1971, n. 1083, sulla sicurezza di impiego del gas
combustibile;Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577;Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso
nell’adunanza generale del 25 luglio 1996;Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 ottobre
1996;Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;EMANAil
seguente regolamento:Art. 1Campo di applicazione e definizioni1. Il
presente regolamento riguarda:a) gli apparecchi utilizzati per la
cottura, il riscaldamento, la produzione di acqua calda, il
raffreddamento, la produzione ed il lavaggio, che bruciano
combustibili gassosi e hanno una temperatura normale dell’acqua, se
impiegata, non superiore a 105°C; essi sono di seguito denominati
”apparecchi“. Sono assimilati agli apparecchi i bruciatori
ad aria soffiata nonché i corpi di scambio di calore destinati
ad essere attrezzati con tali bruciatori;b) i dispositivi di
sicurezza, di controllo e di regolazione e i sottogruppi, diversi dai
bruciatori ad aria soffiata e dai corpi di scambio di calore destinati
ad essere attrezzati con tali bruciatori, commercializzati
separatamente per uso professionale e destinati ad essere incorporati
in un apparecchio a gas o montati per costituire un apparecchio o gas;
essi sono di seguito denominati ”dispositivi“.2. Ai fini
del presente regolamento si intende per ”combustibile
gassoso“ qualsiasi combustibile che sia allo stato gassoso alla
temperatura di 15°C e alla pressione di 1 bar.3. Sono esclusi dal
campo di applicazione di cui al comma 1, lettera a), gli apparecchi
realizzati e destinati specificamente ad essere utilizzati in processi
industriali in stabilimenti industriali.4. Ai fini del presente
regolamento un apparecchio si considera ”usato
normalmente“ quando ricorrono tutte le seguenti condizioni:a)
è correttamente installato e sottoposto a regolare
manutenzione, conformemente alle istruzioni del fabbricante;b)
è usato nel normale campo di variazione della qualità
del gas e della pressione di alimentazione;c) è usato per gli
scopi per cui è stato costruito o in modi ragionevolmente
prevedibili.Art. 2Requisiti essenziali1. Gli apparecchi possono essere
immessi in commercio e posti in servizio solo se, qualora usati
normalmente, non compromettono la sicurezza delle persone, degli
animali domestici e dei beni.2. Apparecchi e dispositivi devono
soddisfare i requisiti essenziali che sono loro applicabili e che
figurano nell’allegato I. Istruzioni e avvertenze devono essere
redatte nella lingua indicata nello stesso allegato I, punto 1.2.Art.
3Presunzione di conformità1. Si presumono conformi ai requisiti
di cui all’articolo 2, comma 2, apparecchi e dispositivi fabbricati in
conformità:a) alle norme nazionali che li riguardano e che
recepiscono le norme armonizzate i cui riferimenti sono pubblicati
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee;b) alle norme
nazionali che li riguardano, nei settori in cui norme armonizzate non
siano state ancora emanate.2. Le norme di cui al comma 1, lettera a),
sono individuate con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’interno
limitatamente agli aspetti relativi alla sicurezza degli incendi, e
pubblicate, unitamente al testo delle norme stesse, nella Gazzetta
ufficiale della Repubblica italiana con i corrispondenti riferimenti
delle norme armonizzate recepite.3. Le norme di cui al comma 1,
lettera b), compatibili con i requisiti essenziali di cui all’allegato
I, sono individuate con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’interno
limitatamente agli aspetti relativi alla sicurezza dagli incendi, e
pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana; tali
norme sono trasmesse alla Commissione europea ai fini del
riconoscimento della presunzione di conformità.4. Fatto salvo
quanto disposto al comma 2, nell’allegato VI sono indicate le norme
nazionali che recepiscono norme i cui riferimenti sono stati
già pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee.Art. 4Immissione in commercio1. Non possono essere immessi in
commercio o posti in servizio apparecchi privi o muniti indebitamente
della marcatura CE di conformità prevista all’articolo 5,
né dispositivi privi o muniti indebitamente della dichiarazione
di cui all’articolo 7, comma 2.Art. 5Marcatura CE di
conformità1. La marcatura CE di conformità e le
indicazioni di cui all’allegato III, sono apposte in modo visibile,
facilmente leggibile ed indelebile, sull’apparecchio o sulla targa di
identificazione ad esso stabilmente fissata; la targa deve essere tale
da non poter essere riutilizzata.2. È vietato apporre sugli
apparecchi marcature o iscrizioni che possano trarre in inganno i
terzi sul significato e sul simbolo grafico della marcatura CE.
Sull’apparecchio o sulla targa di identificazione può essere
apposto ogni altro marchio, purché questo non limiti la
visibilità e la leggibilità della marcatura CE.Art.
6Metodi per attestare la conformità degli apparecchi1. I metodi
per attestare la conformità degli apparecchi fabbricati in
serie sono i seguenti:a) l’esame CE del tipo previsto all’allegato II,
punto 1;b) prima dell’immissione in commercio, a scelta del
fabbricante:1) la dichiarazione CE di conformità al tipo,
prevista dall’allegato II, punto 2;2) la dichiarazione CE di
conformità al tipo, a garanzia della qualità della
produzione, prevista dall’allegato II, punto 3;3) la dichiarazione CE
di conformità al tipo, a garanzia della qualità del
prodotto, prevista dall’allegato II, punto 4;4) la verifica CE
prevista dall’allegato II, punto 5.2. Nel caso di un apparecchio
prodotto come esemplare unico o in piccola quantità, il
fabbricante può ricorrere alla verifica CE dell’esemplare unico
prevista dall’allegato II, punto 6.3. Al termine dell’adempimento di
cui al comma 1, lettera b), o di quello di cui al comma 2, sugli
apparecchi conformi viene apposta la marcatura CE di
conformità, secondo le modalità prescritte dall’articolo
5.4. Le spese relative ai metodi per attestare la conformità
degli apparecchi sono a carico del fabbricante o del suo mandatario
stabilito nel territorio comunitario.Art. 7Metodi per attestare la
conformità dei dispositivi1. I metodi per attestare la
conformità dei dispositivi sono quelli di cui all’articolo 6,
comma 1, ad eccezione delle disposizioni concernenti l’apposizione
della marcatura CE di conformità e la relativa dichiarazione di
conformità.2. Ogni dispositivo deve essere accompagnato da una
dichiarazione del fabbricante che attesti la conformità del
dispositivo alle disposizioni del presente regolamento ad esso
applicabili, nonché le caratteristiche e le condizioni di
montaggio o d’inserimento in un apparecchio, in modo che risulti
garantito il rispetto dei requisiti essenziali richiesti per gli
apparecchi completi.3. Le spese relative ai metodi per l’attestazione
di conformità dei dispositivi sono a carico del fabbricante o
del suo mandatario stabilito nell’Unione europea.Art. 8Disposizioni
comuni per la marcatura CE e per le attestazioni di
conformità1. Qualora gli apparecchi siano disciplinati da
direttive relative ad altri aspetti e che prevedono l’apposizione
della marcatura CE, quest’ultima indica che gli apparecchi si
presumono conformi alle disposizioni di tali direttive.2. Nel caso in
cui una o più delle direttive di cui al comma 1 lascino al
fabbricante la facoltà di scegliere il regime da applicare
durante un periodo transitorio, la marcatura CE indica che gli
apparecchi soddisfano soltanto le disposizioni delle direttive
applicate dal fabbricante; in tal caso nei documenti, nelle avvertenze
o nei fogli di istruzione che devono accompagnare tali apparecchi sono
riportati i riferimenti concernenti le direttive applicate.3. La
documentazione relativa ai metodi di attestazione di conformità
deve essere redatta in lingua italiana o in altra lingua accettata
dall’organismo autorizzato, incaricato dell’esecuzione dei metodi di
attestazione.4. Gli organismi di cui all’articolo 9 trasmettono al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e, per
quanto attiene agli apparecchi e ai dispositivi disciplinati dalla
normativa antincendio, anche al Ministero dell’interno, le
approvazioni rilasciate e le loro revoche nonché le reiezioni
delle domande.Art. 9Organismi autorizzati ad attestare la
conformità1. L’autorizzazione ad espletare i metodi di cui agli
articoli 6 e 7 è rilasciata, previa istruttoria, dal Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministero dell’interno, agli organismi che soddisfano i criteri di
valutazione fissati nell’allegato V; le disposizioni concernenti la
presentazione della domand…

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