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Proroga dei termini ...

Proroga dei termini
Decreto Legge

Nota:
Il decreto-legge 31 dicembre 1996 n. 670, non è stato convertito in
legge nel termine dei sessanta giorni dalla sua pubblicazione. Il
decreto era quindi decaduto; ma i suoi effetti sono stati fatti
salvi dalla Legge 30 aprile 1999, n. 136 Visti gli
articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni
concernenti il differimento di termini in scadenza previsti da
disposizioni legislative concernenti l’organizzazione della pubblica
amministrazione, impegni e manifestazioni internazionali, nonché
adempimenti di soggetti pubblici e privati in materia di adeguamento
di edifici a standard di sicurezza;
Considerato che è, in particolare, necessario ed urgente emanare
disposizioni in materia di organizzazione delle competenze del
Ministero dei lavori pubblici, con riferimento al subingresso di
quest’ultimo all’ex Agensud, al fine di dare continuità all’azione
amministrativa e di evitare che dette competenze rimangano prive di un
riferimento specifico, tale da agevolare la definizione dei rapporti
ancora pendenti, con la probabilità di un innalzamento del contenzioso
da parte di coloro che non fossero soddisfatti tempestivamente delle
loro pretese;
Ritenuto che, per tenere conto dei noti limiti alla reiterazione dei
decreti-legge nel caso di specie, occorre, oltre alla rinnovata
valutazione dei presupposti della decretazione d’urgenza, limitare il
contenuto della disposizione rispetto alla previsione dell’articolo 8
del decreto-legge 8 agosto 1996, n. 443, che in precedenza aveva
trattato analoghe esigenze;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 dicembre 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto
con il Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione
economica;E M A N A
il seguente
decreto-legge:(omissis)Art. 7
Differimento di termini in materia di sicurezza di impianti ed edifici

1. Al comma 2 dell’articolo 30 del decreto legislativo 19 marzo 1996,
n. 242, le parole ”sei mesi“ sono sostituite dalle seguenti
”diciotto mesi“.
2. Per le contravvenzioni di cui al decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, come modificato dal decreto legislativo 19 marzo
1996, n. 242, relativamente alla violazione degli obblighi non
ancora vigenti alla data del 31 dicembre 1996, accertate fino al 30
giugno 1997, il termine per la regolarizzazione previsto dall’articolo
20, comma 1, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758,*
non può superare i dodici mesi, e in ogni caso, non può essere
inferiore a quattro mesi, ovvero ad otto mesi per le contravvenzioni
agli obblighi di cui al titolo VI del citato decreto legislativo n.
626 del 1994; il termine di dodici mesi può essere prorogato ai
sensi del citato articolo 20 per un tempo non superiore ad ulteriori
dodici mesi. Qualora l’organo di vigilanza verifichi l’adempimento
della prescrizione, la contravvenzione si estingue ai sensi
dell’articolo 24 del citato decreto legislativo n. 758 del 1994,
senza il pagamento previsto dall’articolo 21, comma 2, del
medesimo decreto; per le contravvenzioni accertate fino al 31 dicembre
1997, fermo restando il termine massimo di dodici mesi per
l’adempimento, prorogabili di ulteriori 12 mesi, la somma di cui
all’articolo 21, comma 2 del decreto legislativo n. 758 del 1994 è
ridotta della metà. (*)
3. Il termine di cui al comma 2, primo periodo, dell’articolo 4 della
legge 5 gennaio 1996, n. 25, è differito al 31 dicembre 1997.
4.Gli impianti per il trasporto e l’utilizzazione del gas all’interno
di edifici esistenti alla data di entrata in vigore della legge 5
marzo 1990, n. 46, sono adeguati, ai sensi della legge stessa,
entro i termini fissati, in relazione alle diverse tipologie e alla
vetustà degli impianti stessi, con regolamento da emanarsi ai sensi
dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, e comunque entro il 31 dicembre 1999.Con il medesimo
regolamento sono individuati i requisiti di sicurezza per
l’adeguamento secondo il criterio della compatibilità con le
caratteristiche e le strutture degli edifici esistenti.
————(*) Testo così modificato dall’errata-corrige
pubblicata sulla gazzetta Ufficiale dell’ 8-01-1997, n. 5.(omissis)

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