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Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisto l’art. 87 della
Costituzione;Vista la legge 30 marzo 1971, n. 118, recante conversione
in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, ed in particolare
l’art. 27 concernente le barriere architettoniche e trasporti
pubblici;Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile
1978, n. 384, recante regolamento di attuazione del art. 27 della
legge 30 marzo 1971, n. 118;Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104;
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285;Considerata la
esigenza di aggiornare le disposizioni del predetto regolamento;Visto
l’art. 17 della legge 23 Agosto 1988, n. 400;Udito il parere del
Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 4 luglio
1994;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 12 luglio 1996;Sulla proposta del Ministro dei lavori
pubblici, di concerto con i Ministri dell’interno, per la
solidarietà sociale, del tesoro, della pubblica istruzione, dei
trasporti e della navigazione, della sanità, del lavoro e della
previdenza sociale e delle poste e delle telecomunicazioni;EMANAil
seguente regolamento:TITOLO I SCOPI E CAMPO DI
APPLICAZIONEArt. 1Definizioni ed oggetto1. Le norme del presente
regolamento sono volte ad eliminare gli impedimenti comunemente
definiti ”barriere architettoniche“.2. Per barriere
architettoniche si intendono:a) gli ostacoli fisici che sono fonte di
disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro
che per qualsiasi causa hanno una capacità motoria ridotta o
impedita in forma permanente o temporanea;b) gli ostacoli che limitano
o impediscono a chiunque la comoda utilizzazione di spazi,
attrezzature o componenti;c) la mancanza di accorgimenti e
segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità
dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per
i non vedenti per gli ipovedenti e per i sordi.3. Le presenti norme si
applicano agli edifici e spazi pubblici di nuova costruzione
ancorché di carattere temporaneo o a quelli esistenti qualora
sottoposti a ristrutturazione. Si applicano altresì agli
edifici e spazi pubblici sottoposti a qualunque altro tipo di
intervento edilizio suscettibile di limitare l’accessibilità e
la visitabilità almeno per la parte oggetto dell’intervento
stesso. Si applicano inoltre agli edifici e spazi pubblici in tutto o
in parte soggetti a cambiamento di destinazione se finalizzata all’uso
pubblico nonché ai servizi speciali di pubblica utilità
di cui al successivo titolo VI.4. Agli edifici e spazi pubblici
esistenti arche se non soggetti a recupero o riorganizzazione
funzionale, devono essere apportati tutti quegli accorgimenti che
possono migliorarne la fruibilità sulla base delle norme
contenute nel presente regolamento.5. in attesa del predetto
adeguamento ogni edificio deve essere dotato, entro centottanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, a cura
dell’Amministrazione pubblica che utilizza l’edificio, di un sistema
di chiamata per attivare un servizio di assistenza tale da consentire
alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o
sensoriale la fruizione dei servizi espletati.6. Agli edifici di
edilizia residenziale pubblica e agli edifici privati compresi quelli
aperti al pubblico si applica il decreto del Ministro dei lavori
pubblici 14 giugno 1989, n. 236.7. Non possono essere erogati
contributi o agevolazioni da parte dello Stato e di altri enti
pubblici per la realizzazione di opere o servizi pubblici non conformi
alle norme di cui al presente regolamento.Art. 2Contrassegni1. Gli
edifici, i mezzi di trasporto e le strutture costruite, modificate o
adeguate tenendo conto delle norme per l’eliminazione delle barriere,
devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo di
”accessibilità“ secondo il modello di cui
all’allegato A.2. È fatta salva la specifica simbologia
dell’Organizzazione internazionale della aviazione civile ove
prescritta.3. Il sistema di chiamata di cui all’art. 1 deve essere
posto in luogo accessibile e contrassegnato con il simbolo di
”accessibilità condizionata“ o secondo il modello
di cui all’allegato B“.4. Uffici, sale per riunioni, conferenze
o spettacoli, posti telefonici pubblici ovvero apparecchiature quali
ascensori e telefoni che assicurano servizi di comunicazione per
sordi, devono recare in posizione agevolmente visibile il simbolo
internazionale di accesso alla comunicazione per le persone sorde di
cui all’allegato C.TITOLO II AREE EDIFICABILI, OPERE DI
URBANIZZAZIONE E OPERE DI ARREDO URBANOArt. 3Aree edificabili1.
Nell’elaborazione degli strumenti urbanistici le aree destinate a
servizi pubblici sono scelte preferendo quelle che assicurano la
progettazione di edifici e spazi privi di barriere
architettoniche.Art. 4Spazi pedonali1. I progetti relativi agli spazi
pubblici e alle opere di urbanizzazione a prevalente funzione pedonale
devono prevedere almeno un percorso accessibile in grado di
consentire, con l’utilizzo di impianti di sollevamento ove necessario,
l’uso dei servizi, le relazioni sociali e la fruizione ambientale
anche alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o
sensoriale. Si, applicano, per quanto riguarda le caratteristiche del
suddetto percorso, le norme contenute ai punti 4.2.1., 4.2.2. e
8.2.1., 8.2.2. del decreto del Ministro dei lavori pubblici, 14 giugno
1989, n. 236 e, per quanto riguarda le caratteristiche degli eventuali
impianti di sollevamento, le norme contenute ai punti 4.1.12., 4.1.13.
e 8.1.12., 8.1.13. dello stesso decreto, con le successive
prescrizioni elaborate dall’ISPESL e dall’U.N.I. in conformità
alla normativa Comunitaria. Art. 5Marciapiedi1. Per i percorsi
pedonali in adiacenza a spazi carrabili le indicazioni normative di
cui ai punti 4.2.2. e 8.2.2. del decreto del Ministro dei lavori
pubblici 14 giugno 1989, n. 236, valgono limitatamente alle
caratteristiche delle pavimentazioni ed ai raccordi tra marciapiedi e
spazi carrabili.2. Il dislivello, tra il piano del marciapiede e zone
carrabili ad esso adiacenti non deve comunque superare i 15 cm.3. La
larghezza dei marciapiedi realizzati in interventi di nuova
urbanizzazione deve essere tale da consentire la fruizione anche da
parte di persone su sedia a ruote.Art. 6Attraversamenti pedonali1.
Nelle strade ad alto volume di traffico gli attraversamenti pedonali
devono essere illuminati nelle ore notturne o di scarsa
visibilità.2. Il fondo stradale, in prossimità
dell’attraversamento pedonale, potrà essere differenziato
mediante rugosità poste su manto stradale al fine di segnalare
la necessità di moderare la velocità.3. Le piattaforme
salvagente devono essere accessibili alle persone su sedia a ruote.4.
Gli impianti semaforici, di nuova installazione o di sostituzione,
devono essere dotati di avvisatori acustici che segnalano il tempo di
via libera anche a non vedentie, ove necessario, di comandi manuali
accessibili per consentire tempi sufficienti per l’attraversamento da
parte di persone che si muovono lentamente.5. La regolamentazione
relativa agli impianti semaforici è emanata con decreto del
Ministro dei lavori pubblici.Art. 7Scale e rampe1. Per le scale e le
rampe valgono le norme contenute ai punti 4.1.10., 4.1.11. e 8.1.10.,
8.1.11. del decreto del Ministero dei lavori pubblici 14 giugno 1989,
n. 236. I percorsi che superano i 6 metri di larghezza devono essere,
di norma, attrezzati anche con corrimano centrale.Art. 8Servizi
igienici pubblici1. Per i servizi igienici valgono le norme contenute
ai punti 4.1.6. e 8.1.6. del decreto del Ministro dei lavori pubblici
14 giugno 1989, n. 236. Deve essere prevista l’accessibilità ad
almeno un w.c. ed un lavabo per ogni nucleo di servizi installato.Art.
9Arredo urbano1. Gli elementi di arredo nonché le strutture,
anche commerciali, con funzione di arredo urbano da ubicare su spazi
pubblici devono essere accessibili, secondo i criteri di cui all’art.
4 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno, 1989, n.
2362. Le tabelle ed i dispositivi segnaletici devono essere installati
in posizione tale da essere agevolmente visibili e leggibili. 3. Le
tabelle ed i dispositivi segnaletici di cui al comma 2, nonché
le strutture di sostegno di linee elettriche, telefoniche, di impianti
di illuminazione pubblica e comunque di apparecchiature di qualsiasi
tipo, sono installate in modo da non essere fonte di infortunio e di
intralcio, anche a persone su sedia a ruote.4. I varchi di accesso con
selezione del traffico pedonale devono essere sempre dotati di almeno
una unità accessibile.Art. 10Parcheggi1. Per i parcheggi
valgono le norme di cui ai punti 4.2.3 e 8.2.3 del decreto del
Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989 n. 236.2. Per i posti
riservati disposti parallelamente al senso di marcia, la lunghezza
deve essere tale da consentire il passaggio di una persona su sedia a
ruote tra un veicolo e l’altro. Il requisito si intende soddisfatto se
la lunghezza del posto auto non è inferiore a 6 m; in tal caso
la larghezza del posto auto riservato non eccede quella di un posto
auto ordinario.3. I posti riservati possono essere delimitati da
appositi dissuasori.Articolo 11 Circolazione e sosta dei veicoli al
servizio di persone disabili1. Alle persone detentrici del
contrassegno di cui all’art. 12 viene consentita, dalle
autorità competenti la circolazione e la sosta del veicolo al
loro specifico servizio, purché ciò non costituisca
grave intralcio al traffico, nel caso di sospensione o limitazione
della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblic…

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