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Stabilimenti di lavorazione, depositi di olii minerali. Misure di sicu...

Stabilimenti di lavorazione, depositi di olii minerali. Misure di sicurezza
Circolare Ministeriale

Con circolare n. 10.00106/XV.H.24 del 20 febbraio 1973
questo Ministero richiamò l’attenzione delle SS.LL. sulle disposizioni
contenute nel D.M. 31 luglio 1934 (modificato con D.M. 12 maggio
1937) ai fini della custodia, a mezzo di guardie giurate, degli
stabilimenti in cui si lavorano o si tengono in deposito olii minerali
e loro derivati infiammabili e combustibili.
In quella occasione le SS.LL. furono perciò invitate a riesaminare la
situazione sia degli impianti soggetti a concessioni ministeriali sia
di quelli direttamente autorizzati ai sensi della legge 7 maggio 1965,
n. 460.
Successivamente, nel timore che potessero verificarsi fatti delittuosi
nel quadro della particolare situazione dell’ordine pubblico, con
circolare telegrafica n. 10.00744 del 24.5.1974, nel richiamare le
disposizioni impartite nel 1973, fu rinnovata la raccomandazione di
rivedere la situazione dei vari impianti e si dispose con
prescrizione, intesa a garantire ogni possibile massima sicurezza,
l’adozione graduale di particolari accorgimenti.
L’esigenza di riesaminare globalmente il complesso problema della
sicurezza degli stabilimenti di lavorazione e deposito di olii
minerali e loro derivati infiammabili e combustibili e di dirimere
qualche dubbio insorto in ordine ai criteri di applicazione delle
preacennate disposizioni, ha indotto questo Ministero ad officiare, al
riguardo, prima la Commissione Consultiva per le sostanze esplosive ed
infiammabili, poi un gruppo di studio composto, oltre che da esperti
della stessa Commissione, da qualificati rappresentanti dei Ministeri
delle Finanze, dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato e
della Marina Mercantile.
A conclusione dei lavori è stata redatta una direttiva poi formalmente
approvata dai Dicasteri interessati per la parte di rispettiva
competenza, nell’intesa che della divulgazione si sarebbe interessato
questo Ministero sia in rapporto alla preminente esigenza di sicurezza
posta a base di essa sia per la possibilità di far convergere
l’iniziativa verso i Prefetti quali rappresentanti del governo nelle
singole province.
Per quanto concerne gli aspetti fondamentali del programma di
sicurezza predisposto si fa presente che la relativa articolazione
risponde ai criteri appresso enunciati.
Custodia
L’obbligo di disporre la custodia degli impianti di che trattasi a
mezzo di guardie particolari giurate, che durante il servizio di
sorveglianza esterna possono andare armate, è riferito a depositi
appartenenti alle classi prima, seconda, terza e ottava, secondo le
disposizioni di cui al paragrafo 2° titolo I «avvertenze generali» e
n. 10 del titolo 2° del precitato D.M. 31 luglio 1934.
L’osservanza di tali norme, che hanno per fine precipuo la sicurezza e
l’incolumità pubblica, deve essere garantita in maniera da consentire
la realizzazione di un efficace servizio di vigilanza ininterrotto
lungo tutta l’area su cui si estendono gli impianti e tutta la fascia
perimetrale, che potrebbe essere insidiata da agenti esterni.
Sarà d’uopo a questo fine verificare che i servizi predisposti siano
adeguati ed offrano garanzie in rapporto all’importanza degli
obiettivi di tutela Illuminazione
Un servizio di sicurezza efficiente non può prescindere per la
migliore esplicazione della azione di vigilanza, dall’illuminazione
nelle ore notturne e in quelle diurne, nei casi di insufficiente
visibilità, dell’area in cui si trovano gli impianti e del perimetro
esterno per una profondità non inferiore a 25 metri.
Impianti di segnalazione e di allarme
Tutti gli stabilimenti di lavorazione e di deposito di olii minerali e
loro derivati infiammabili e combustibili, devono essere collegati con
le centrali operative di uffici di P.S. o Comandi dei Carabinieri, per
far scattare, in caso di bisogno, il dispositivo di emergenza,
consentendo all’occorrenza interventi tempestivi ed efficaci.
Recinzione
Con la richiamata Circolare del 24 maggio 1974 furono inoltre
impartite disposizioni per la graduale e rapida sostituzione della
recinzione metallica con altre in muratura. A tale riguardo sono
insorte difficoltà interpretative da parte dei titolari degli impianti
che hanno formulato quesiti per una migliore definizione del problema.
In proposito si precisa che la materia è compiutamente regolata
dall’articolo 38 del titolo IV del menzionato D.M. 31 luglio 1934,
secondo il quale gli «stabilimenti e depositi di olii minerali devono
essere circondati da un recinto senza apertura o discontinuità salvo
l’ingresso (nei grandi impianti gli ingressi possono essere due o più,
secondo l’ampiezza dello stabilimento o deposito)».
Tale recinto, alto non meno di metri 2,50 sul piano del terreno
esterno e costruito con materiali incombustibili «deve essere
preferibilmente in muratura».
La citata disposizione non esclude però che si possa consentire, in
via sostitutiva, una robusta rete metallica.
Dal contesto normativo emerge peraltro inequivocabilmente che
l’obbligo della recinzione ha carattere generale ed investe quindi i
titolari di tutti gli stabilimenti in cui si lavorano o si tengono in
deposito olii minerali, indipendentemente dalla complessità degli
stabilimenti stessi e dall’estensione di essi.
Con tali premesse non è da porre in dubbio che la recinzione debba
essere realizzata di norma in muratura, potendosi ammettere in
alternativa la rete metallica soltanto quando altre circostanze, da
valutarsi analiticamente e con massima oculatezza, in relazione alla
assoluta preminenza delle esigenze di sicurezza, comprovino che
l’impianto proposto presenti nel suo complesso a motivo dell’adozione
di speciali dispositivi e modalità costruttive o di esercizio,
rassicuranti garanzie di sicurezza.
Il suesposto criterio discriminante ai fini dell’esercizio della
facoltà di deroga alla prescritta preferenza attribuita dal
legislatore alla recinzione muraria viene mutuato, in via di
applicazione analogica, da altro precetto (disposizione 101) contenuto
nel citato D.M. del 31 luglio 1934.
Si ritiene perciò che l’adozione della recinzione metallica, sempre
robusta ed a maglie fitte, nel caso in cui possa essere consentita,
imponga la prescrizione che essa sia integrata da un particolare
impianto con rete a svolgimento con rotoli di speciale filo spinato
(ad es. del tipo «concertino Wire») munito lungo le spire ad
intervalli regolari di piccole lame in acciaio seghettate.
I rotoli dovranno essere ancorati al suolo mentre il filo sarà tenuto
in tensione, sicché un eventuale tranciamento provocherà un movimento
istantaneo dotato di grande energia.
Tale sistema protettivo, sistemato, possibilmente, all’esterno della
recinzione attualmente esistente, potrà essere sostituito da impianto
difensivo equipollente ritenuto idoneo ai fini della sicurezza.
Si chiarisce che le prescrizioni anzidette, della cui comunicazione
alle parti interessate sono incaricate le SS.LL., si intendono
impartite ad ogni effetto, a ciascun titolare degli impianti
industriali o commerciali in argomento, dai Dicasteri cui risale
l’atto di concessione della installazione e gestione degli impianti
stessi.
La presente circolare, elaborata sulla base dei pareri tecnici innanzi
citati, è stata infatti preventivamente concordata con i Dicasteri
competenti che, convenendo nel merito di essa, si sono impegnati ad
assicurarne l’osservanza attraverso il tempestivo esercizio dei propri
poteri da attivarsi ovviamente sulla base di apposita relazione che le
SS.LL. compileranno per ciascuno impianto che motivatamente non sarà
stato, con opportuna tempestività, dopo formale invito, ristrutturato
in aderenza alle prescrizioni anzidette.
Premesso quanto sopra, si pregano le SS.LL. di voler immediatamente
informare gli esercenti gli stabilimenti di lavorazione e deposito di
olii minerali affinché si uniformino, ciascuno per la parte di
competenza, alle disposizioni di cui è cenno, da attuarsi subito per
la immediata operatività del sistema cui si annette particolare
importanza specie nel quadro delle misure preventive antisabotaggio.
Per quanto concerne le eventuali richieste intese a poter effettuare
le recinzioni con strutture metalliche (in ogni caso rinforzate con
l’aggiunta dell’altra suindicata) anziché murarie, si fa presente che
ai fini dell’eventuale accoglimento di esse da parte dei Dicasteri
competenti, dovrà essere svolta apposita istruttoria nel senso che le
ditte interessate dovranno corredare le istanze con ampia dettagliata
esposizione grafica della località d’ubicazione, con la descrizione
tecnica degli speciali dispositivi di sicurezza già esistenti o che
s’intendono installare, nonché con la indicazione di ogni altra
circostanza che comunque valga a dimostrare che l’impianto nel suo
complesso offra sufficienti garanzie di sicurezza mediante l’adozione
della recinzione metallica.
Gli elaborati saranno dalle SS.LL. sottoposti preliminarmente alla
attenta valutazione dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco e
degli Uffici Tecnici delle imposte di fabbricazione, competenti per
territorio, che, previa accurata indagine, riferiranno in ordine a
quanto direttamente riscontrato ed esprimeranno il proprio avviso
tecnico circa il grado di sicurezza offerto dagli impianti anche in
rapporto alla topografia dei luoghi e all’eventuale presenza di
obiettivi sensibili strumentali ad eventuali azioni di sabotaggio.
In considerazione delle finalità perseguite sarà in ogni caso
indispensabile che gli aspetti della sicurezza degli impianti e della
relativa esposizione a possibili attentati siano specificatamente
esaminati da parte dei competenti Questori, sentiti al riguardo dalle
SS.LL. anche i Comandi Gruppi dei Carabinieri e della Guardia di
Finanza.
Gli atti istruttori, corredati anche dall’avviso delle SS.LL. in
merito alla compatibilità della richiesta in rapporto alle condizioni
della sicurezza pubblica, saranno …

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