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Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1995. Mode...

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1995. Modello unico di dichiarazione ambientale previsto dall'art. 6 della legge 25 gennaio 1994, n. 70. Indicazioni per la corretta compilazione
Circolare Ministeriale

L’Unione delle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, ha proposto allo scrivente alcune indicazioni per la
corretta compilazione del modello unico di dichiarazione ambientale
(MUD) di cui all’oggetto.Considerato che, ai sensi della legge 25
gennaio 1994, n. 70, il predetto modello deve essere presentato dai
soggetti obbligati alla camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura competente per territorio, ed avendo recepito sulla
proposta dell’Unioncamere le osservazioni formulate dal Ministero
dell’ambiente nonché il definitivo assenso della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, si unisce alla presente circolare, il testo
del predetto documento di indirizzo, al fine di una corretta e diffusa
informazione ai soggetti obbligati alle prestazione del MUD da parte
di codeste camere di commercio.AllegatoIndicazioni per la compilazione
del Modello unico di dichiarazione in materia ambientale approvato con
il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1995,
pubblicato nel supplemento ordinario n. 93 alla Gazzetta
Ufficiale del 28 luglio 1995.1. Riconoscibilità ed
univocità della codifica dei rifiuti speciali e dei residui
riutilizzabiliL’attuale codifica dei rifiuti secondo il catalogo
italiano rifiuti (allegato 2 alle Istruzioni per la compilazione del
MUD) utilizza 5 caratteri, mentre il codice rifiuto previsto dalla
sezione rifiuti del MUD, in vista dell’introduzione del Catalogo
europeo rifiuti (CER), è di 6 campi. Per l’anno 1996, e fino a
quando resterà in vigore il catalogo italiano, ai 5 caratteri
di ciascun codice riportati nel predetto allegato 2, in sede di
compilazione del MUD, va aggiunta in coda la lettera che consente la
classificazione del rifiuto come speciale (S) oppure come speciale
tossico e nocivo (T), anche al fine di consentire l’univoca
correlazione tra moduli allegati e singole schede.Sempre tenuto conto
dei campi previsti, per i residui riutilizzabili si rende necessaria
la soppressione del punto posto dopo la lettera M o C della
codifica.2. Raccolte indifferenziate e differenziate dei rifiuti
solidi urbani (RSU)Premesso che la comunicazione relativa allo
smaltimento dei rifiuti effettuata dal comune tramite il MUD implica
che gli eventuali concessionari del servizio di raccolta non debbano
presentare analoga comunicazione, relativamente alla compilazione
della sezione RSU del MUD si precisa quanto segue.Gli RSU dichiarati
nella scheda RSU-Comune alla voce «da raccolta non
differenziata» devono trovare corrispondenza nel modulo CS,
allegato alla scheda RSU-impianto, alla voce «RSU in
tonnellate» nella parte relativa allo stesso comune.Gli RSU
dichiarati nella scheda RSU-comune alle voci «da raccolta
differenziata» non trovano analoga corrispondenza, infatti per
questi:- se la raccolta differenziata produce frazioni avviate al
recupero, il comune compila apposite schede RES;- se la raccolta
differenziata produce frazioni avviate allo smaltimento, il comune
compila apposite schede RIF.3. Rifiuti in entrata ed in uscita da
impianti di trattamento o discarica di RSULa scheda RSU-impianto
prevede che vengano dichiarate separatamente le quantità
trattate o smaltite di rifiuti urbani e assimilati e di rifiuti
speciali assimilabili agli urbani.La provenienza dei primi risulta dal
modello CS allegato alla scheda RSU-impianto; per individuare la
provenienza dei secondi è invece necessario che il dichiarante
compili ed alleghi una o più schede RIF con relativi
allegati.Pertanto chi ha conferito rifiuti speciali assimilabili agli
urbani direttamente ad impianti di smaltimento li deve dichiarare
tramite apposite schede RIF, barrando per tali rifiuti la casella
«rifiuti speciali», ed aggiungendo in coda al codice del
rifiuto la lettera S (per quanto detto al punto 1).I rifiuti derivanti
da attività di trattamento di RSU sono soggetti alla procedura
di comunicazione prevista per i rifiuti speciali, pertanto per essi
vanno compilate apposite schede RIF.4. Destinazione dei rifiuti
trasportati da impresa che per quei rifiuti ha effettuato solo la fase
di trasportoNelle istruzioni alla compilazione del modello si
precisa che il soggetto ricevente rifiuti, nel caso li abbia ricevuti
da un trasportatore terzo, che per quei rifiuti abbia eseguito solo la
fase di trasporto, deve indicare come provenienza unica solo tale
trasportatore, non deve pertanto compilare nel modulo RT la parte
relativa all’unità locale.Anche il produttore in tal caso deve
considerare come destinatario unico il trasportatore terzo. In caso
contrario si avrebbe da parte del produttore o detentore una
indicazione che non trova riscontro nella dichiarazione del ricevente;
pertanto nel caso di conferimento di un rifiuto senza il tramite di un
soggetto che svolge esclusivamente la fase di trasporto, questo
dovrà risultare come svolta in proprio nella dichiarazione di
chi ha conferito o di chi ha ricevuto il rifiuto, a seconda di chi sia
dei due ad avere in effetti svolto tale fase di trasporto.A tal
proposito il Ministero dell’ambiente ritiene opportuno ricordare che,
in base alla normativa vigente, la responsabilità penale
connessa alle eventuali violazioni delle norme per il corretto
smaltimento finale del rifiuto resta a carico anche del produttore del
rifiuto stesso.5. Unità locale di produzione, stoccaggio,
trattamento dei rifiutiAi fini della compilazione del MUD,
premesso che per ogni unità locale devono essere dichiarate le
attività ivi svolte, deve intendersi per «attività
di smaltimento svolte in proprio» quelle «svolte dal
dichiarante nell’unità locale cui si riferisce la
dichiarazione» e per «attività di smaltimento
svolte da terzi» quelle «svolte, anche dallo stesso
dichiarante, in un’altra unità locale».I rifiuti o
residui prodotti nell’ambito di attività svolte dal dichiarante
presso unità locali di terzi (es. manutenzioni, bonifiche,
ecc.) o comunque in luoghi che non necessariamente costituiscono
unità locali (es. cantieri) devono essere dichiarati in genere
dal soggetto che svolge tali attività, includendoli fra quelli
prodotti dalla propria unità locale cui fa riferimento
l’attività originante il rifiuto. Ciò fatti salvi i casi
particolari in cui, ricorrendone le condizioni, l’obbligo di
dichiarare tali rifiuti o residui ricada sul soggetto per conto del
quale tali attività sono state svolte.6. Ulteriori
precisazioniCon l’occasione si comunicano alcune ulteriori
precisazioni la cui opportunità è stata evidenziata dal
Ministero dell’ambiente nella corrispondenza intercorsa.a)
Essendo stato definito ed emanato, ai sensi della legge n. 70/1994, il
Modello unico di dichiarazione ambientale, il termine per
l’assolvimento dell’obbligo di dichiarazione di cui all’art. 10 del
decreto-legge recante «disposizioni in materia di riutilizzo dei
residui derivanti da cicli di produzione o di consumo in un processo
produttivo o in un processo di combustione, nonché in materia
di smaltimento dei rifiuti» deve intendersi ormai individuato
nel 30 aprile di ogni anno.b) Inoltre, al fine di annotare in
modo corretto i dati necessari per una puntuale compilazione del MUD
per l’anno 1997, fino a quando non saranno emanate le linee guida per
l’univoca trascodifica del codice del catasto nazionale dei rifiuti in
quello del catalogo europeo (allegati 2 e 3 al decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1995), nei registri di carico e
scarico ed in ogni altro tipo di annotazione prevista dalle norme,
è opportuno riportare entrambe le codifiche. In tal senso
ciascun operatore procederà pertanto all’individuazione del
codice europeo più rispondente al rifiuto oggetto della
dichiarazione da riportare unitamente al codice italiano.c) Si
ricorda che i predetti codici hanno finalità di tipo statistico
e che pertanto il loro utilizzo non risulta sufficiente laddove le
norme prevedono una puntuale descrizione dei rifiuti, come ad esempio
nelle annotazioni di impresa e nei documenti di
autorizzazione.d) Si precisa infine che, in attesa del
recepimento della direttiva sui rifiuti pericolosi 91/689/CEE, non
deve essere tenuta in alcun conto la lettera «P» riportata
a fianco di alcuni codici nell’allegato 3 al decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1995.

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