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Attuazione del decreto-legge 10 febbraio 1996, n. 56, sulle sostanze d...

Attuazione del decreto-legge 10 febbraio 1996, n. 56, sulle sostanze dannose per la fascia di ozono stratosferico
Decreto Ministeriale

Il testo del
presente decreto è stato abrogato dal D.M. 3 ottobre 2001. Nota:
Il Decreto Ministeriale 26/03/1996 così recitava:”IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA
DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATOVisti la legge n. 549
del 28 dicembre 1993, concernente ”Misure a tutela dell’ozono e
dell’ambiente“ e il regolamento del Consiglio dell’Unione europea n.
3093/94, adottato con la base giuridica dell’art. 130 S del trattato
di Roma;
Visto il decreto-legge 10 febbraio 1996, n. 56, che modifica la legge
n. 549 del 28 dicembre 1993;
Considerato che l’Italia intende perseguire gli obiettivi per la
protezione dell’ozonosfera e del clima globale in modo coordinato, ai
sensi dell’art. 130 T del trattato di Roma;
Considerato inoltre che il controllo delle sostanze pericolose, con
particolare riferimento agli halons, al bromuro di metile ed agli
idroclorofluorocarburi con alto potenziale di distruzione dell’ozono,
appare necessario anche sulla base degli ultimi rapporti dello
Scientific Assessment Panel del Protocollo di Montreal;
Viste le conclusioni del Consiglio dei Ministri dell’Unione europea
del 6 ottobre 1995;
Viste le conclusioni della VII Conferenza delle parti del Protocollo
di Montreal, tenutasi a Vienna il 7 dicembre 1995;
Decreta:Art. 1
1. E’ applicato il regolamento europeo 3093/1994, integrato dalle
disposizioni di cui al presente decreto ai sensi dell’art. 130 T del
trattato di Roma.Art. 2
1. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 3 del presente decreto è
vietato l’utilizzo delle sostanze di cui alla tabella A – gruppo II,
allegata alla legge n. 549 del 28 dicembre 1993:
a) negli apparecchi ed impianti venduti ed installati a decorrere dal
31 marzo 1996;
b) in tutti gli apparecchi ed impianti a decorrere dal 1° gennaio 1999
ovvero precedentemente:
a decorrere dalla data di effettuazione del primo eventuale collaudo,
posteriore al 31 marzo 1996, richiesto da specifiche normative o
leggi;
a decorrere dalla data della prima eventuale ricarica che si renda
necessaria dopo il 31 marzo 1996.Art. 3
1. Le disposizioni di cui all’art. 2 del presente decreto non si
applicano ad apparecchi ed impianti destinati ai seguenti usi critici:
i) protezione dei vani motore, dell’avionica, dei compartimenti di
carico e delle cabine degli aerei civili e militari;
ii) protezione dei vani motore e delle sale di controllo delle
imbarcazioni militari;
iii) soppressione delle esplosioni e inertizzazione di mezzi militari;
iv) protezione delle piattaforme petrolifere.
2. La lista di cui al comma precedente sarà aggiornata periodicamente
tenendo conto della eventuale disponibilità di nuovi prodotti o
tecnologie.Art. 4
1. E’ consentito l’uso in impianti antincendio fissi, di
inertizzazione, negli impianti veicolati e negli estintori portatili e
carrelati, di qualunque sostanza gassosa – di cui alla tabella B, b),
Gruppo I, allegata alla legge n. 549 del 28 dicembre 1993, per le
quali tale uso è considerato essenziale – i cui valori massimi di
indice di effetto serra (GWP – orizzonte 100 anni), di permanenza in
atmosfera (ALT) e di impoverimento dello strato di ozono (ODP-model
derived), non superino rispettivamente 3400, 42 anni e 0.065.
2. L’uso di agenti gassosi antincendio di cui alla tabella B, b)
Gruppo I, allegata alla legge n. 549 del 28 dicembre 1993, per la
sostituzione degli halons in impianti antincendio e di inertizzazione,
ed in estintori portatili e carrellati, aventi valori di GWP, ODP e
ALT superiori ai valori indicati al precedente comma, deve essere
limitato a quelle applicazioni per le quali non sono disponibili altri
prodotti sostitutivi o tecnologie alternative.
A tal fine le aziende produttrici o installatrici di impianti
antincendio nonché quelle produttrici di estintori portatili e
carrelati, che vogliano utilizzare tali agenti, devono inviare al
Ministero dell’ambiente ed al Ministero dell’industria una
comunicazione corredata di idonea documentazione riguardante le
quantità che si intendono utilizzare e la valutazione dell’impatto
ambientale globale dell’agente estinguente, anche utilizzando criteri
di valutazione diversi da quelli di cui al comma 1, purché adottati da
enti nazionali e agenzie di certificazione operanti nei paesi
appartenenti all’area OECD, nonché attestare l’impossibilità al
ricorso di prodotti alternativi.
Al Ministero dell’ambiente, di concerto con il Ministero
dell’industria, è attribuita la facoltà di sospendere l’utilizzo degli
agenti qualora – a seguito di controlli – la documentazione risulti
incompleta o non corrispondente ai dati caratteristici
dell’estinguente utilizzato.Art. 5
1. Chiunque, alla data di entrata in vigore del presente decreto,
detenga una quantità qualsiasi di sostanze di cui alla predetta tab. A
– gruppo II, allegata alla legge n. 549 del 28 dicembre 1993, in
impianti fissi in esercizio ovvero ne detenga, in apparecchiature
mobili, una quantità non inferiore, complessivamente, a 100 kg, deve
darne comunicazione ai Ministeri dell’ambiente e dell’industria, entro
novanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, indicando
quantità e tipologia dei prodotti.
2. Chiunque, alla data di entrata in vigore del presente decreto,
detenga, sul territorio nazionale, scorte di sostanze di cui alla
predetta tabella A – gruppo II, allegata alla legge n. 549 del 28
dicembre 1993, deve darne comunicazione ai Ministeri dell’ambiente e
dell’industria entro novanta giorni dalla entrata in vigore del
presente decreto, indicandone quantità e tipologia.Art. 6
1. I produttori e gli importatori di sostanze sostitutive di quelle di
cui alla tabella A – gruppo II, allegata alla legge n. 549 del 28
dicembre 1993, singolarmente o in associazione tra loro e/o con altri
operatori del settore, specializzati nell’installazione di apparecchi
e impianti antincendio, sono tenuti a concludere accordi di programma,
finalizzati alla:
a) istituzione di centri di raccolta autorizzati;
b) raccolta delle sostanze di cui alla tabella A – gruppo II, allegata
alla legge n. 549 del 28 dicembre 1993.
2. La creazione dei centri di raccolta dovrà essere comunicata ai
Ministeri dell’ambiente e dell’industria entro novanta giorni dalla
loro costituzione.
3. I centri di raccolta dovranno analiticamente e tempestivamente
comunicare ai Ministeri dell’ambiente e dell’industria:
le quantità di sostanze in ingresso per tipo e la loro provenienza;
le quantità di sostanze in uscita per tipo e la loro destinazione. Nel
caso di avvio a distruzione, dovrà essere richiesta, a chi provveda
alla stessa, attestazione di avvenuta eliminazione da inviare in copia
ai Ministeri dell’ambiente e dell’industria.
4. All’atto della costituzione e poi trimestralmente, ogni 1° gennaio,
aprile, luglio e ottobre, i centri di raccolta dovranno comunicare ai
Ministeri dell’ambiente e dell’industria le quantità in giacenza per
tipo di sostanza, anche se uguali a zero.
5. Chiunque utilizzi le sostanze della tabella A – gruppo II, allegata
alla legge n. 549 del 28 dicembre 1993, ai sensi dell’art. 3, punto 1,
del presente decreto, prelevandolo dai centri di raccolta, dovrà farsi
carico dei costi necessari al loro riciclo o rimessa a titolo.
6. Le quantità necessarie di sostanze di cui alla tabella A – gruppo
II, allegata alla legge n. 549 del 28 dicembre 1993, e il numero di
anni per i quali dovrà essere garantito il soddisfacimento degli usi
critici sarà stabilito dal Ministero dell’ambiente, di concerto con il
Ministero dell’industria, sulla base delle informazioni e dei dati
forniti dai legittimi intestatari degli stessi.
7. I costi della distruzione delle sostanze di cui alla tabella A –
gruppo II, allegata alla legge n. 549 del 28 dicembre 1993, eccedenti
gli usi critici, ordinata dal Ministero dell’ambiente di concerto con
il Ministero dell’Industria, saranno a carico dei centri di raccolta,
costituiti da imprese che abbiano provveduto a ritirarle, previa
fornitura di sostanze sostitutive ammesse. Le sostanze di cui alla
tabella A – gruppo II, allegata alla legge n. 549 del 28 dicembre
1993, che non venissero sostituite per dismissione dell’impianto o
altra causa, dovranno essere comunque conferite ai centri di raccolta
che potranno esportarle nei paesi critici consentiti, previa
comunicazione ai Ministeri dell’ambiente e dell’industria.
8. I centri di raccolta dovranno sottoporre ai Ministeri dell’ambiente
e dell’industria, per l’approvazione:
le procedure per la raccolta delle sostanze lesive;
le procedure per il recupero e/o il riciclaggio e/o la rimessa a
titolo delle sostanze lesive;
i limiti ammessi di dispersione e le procedure per evitarla;
i criteri dell’addestramento e il tipo di formazione del personale
addetto;
le tecniche di distruzione e chi procederà alla stessa.Art. 7
1. Fatto salvo quanto previsto dal successivo art. 8 del presente
decreto, la produzione e il consumo del bromuro di metile sono
ridotte, rispetto ai livelli del 1991, nella misura del 25% entro il
1° gennaio 1998, del 50% entro il 1° gennaio 2005, del 100% entro il
1° gennaio 2010.Art. 8
1. Entro il 31 dicembre 1996, con decreto del Ministro dell’ambiente
di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, sono individuati gli usi critici del bromuro di
metile in agricoltura per i quali sono concesse deroghe rispetto alle
limitazioni di cui all’articolo precedente.Art. 9
1. Fatto salvo quanto previsto dal successivo art. 10:
il consumo degli idroclorofluorocarburi per aerosol e schiume
flessibili è vietato a partire dal 1° gennaio 1996;
il consumo degli idroclorofluorocarburi con ODP superiore a 0.065 è
vietato a partire dal 1° gennaio 2000.Art. 10
1. Entro il 31 dicembre 1996 con decreto del Ministro dell’ambiente di
concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, sono individuati gli usi essenziali deg…

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