Chimici.info - Chimici.info | Chimici.info

Disposizioni urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e...

Disposizioni urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione della Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente
Decreto Legge

Nota:
Il presente decreto è stato convertito in legge dall’art. 1 comma 1
della Legge n. 61 del 21 gennaio 1994. Il PRESIDENTE
DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Considerato che, in esito al referendum popolare, sono state abrogate
le disposizioni che affidavano alle unità sanitarie locali i controlli
in materia ambientale;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni
per evitare soluzione di continuità in materia di controlli
ambientali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 3 dicembre 1993;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, della sanità, per la
funzione pubblica e per il coordinamento delle politiche comunitarie e
gli affari regionali;Emana
il seguente decreto-legge:
 Art. 01
Attività tecnico-scientifiche per la protezione dell’ambiente
1. Ai fini del presente decreto, le attività tecnico-scientifiche
connesse all’esercizio delle funzioni pubbliche per la protezione
dell’ambiente consistono:
a) nella promozione, nei confronti degli enti preposti, della ricerca
di base e applicata sugli elementi dell’ambiente fisico, sui fenomeni
di inquinamento, sulle condizioni generali e di rischio, sulle forme
di tutela degli ecosistemi;
b) nella raccolta sistematica, anche informatizzata, e nella integrale
pubblicazione di tutti i dati sulla situazione ambientale, anche
attraverso la realizzazione del sistema informativo e di monitoraggio
ambientale in raccordo con i Servizi tecnici nazionali;
c) nella elaborazione di dati e di informazioni di interesse
ambientale, nella diffusione dei dati sullo stato dell’ambiente, nella
elaborazione, verifica e promozione di programmi di divulgazione e
formazione in materia ambientale;
d) nella formulazione alle autorità amministrative centrali e
periferiche di proposte e pareri concernenti: i limiti di
accettabilità delle sostanze inquinanti; gli standard di qualità
dell’aria, delle risorse idriche e del suolo; lo smaltimento dei
rifiuti; le norme di campionamento e di analisi dei limiti di
accettabilità e degli standard di qualità; le metodologie per il
rilevamento dello stato dell’ambiente e per il controllo dei fenomeni
di inquinamento e dei fattori di rischio nonché gli interventi per la
tutela, il risanamento e il recupero dell’ambiente, delle aree
naturali protette, dell’ambiente marino e costiero;
e) nella cooperazione con l’Agenzia europea dell’ambiente e con
l’Istituto statistico delle Comunità europee (EUROSTAT), nonché con le
organizzazioni internazionali operanti nel settore della salvaguardia
ambientale;
f) nella promozione della ricerca e della diffusione di tecnologie
ecologicamente compatibili, di prodotti e sistemi di produzione a
ridotto impatto ambientale anche al fine dell’esercizio delle funzioni
relative alla concessione del marchio CEE di qualità ecologica e
all’attività di auditing in campo ambientale;
g) nella verifica della congruità e della efficacia tecnica delle
disposizioni normative in materia ambientale nonché nella verifica
della documentazione tecnica, che accompagna le domande di
autorizzazione, richiesta dalle leggi vigenti in campo ambientale;
h) nei controlli di fattori fisici, chimici e biologici di
inquinamento acustico, dell’aria, delle acque e del suolo, ivi
compresi quelli sull’igiene dell’ambiente;
i) nell’attività di supporto tecnico-scientifico agli organi preposti
alla valutazione ed alla prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti
connessi ad attività produttive;
l) nei controlli ambientali delle attività connesse all’uso pacifico
dell’energia nucleare e nei controlli in materia di protezione dalle
radiazioni;
m) negli studi e nelle attività tecnico-scientifiche di supporto alla
valutazione di impatto ambientale;
n) in qualsiasi altra attività collegata alle competenze in materia
ambientale. 2. Restano ferme le attribuzioni tecniche e di
controllo e quelle amministrative di interesse nazionale spettanti, in
base alla legislazione vigente, ai Servizi tecnici nazionali e, in
materia di igiene degli alimenti, di servizi veterinari, di igiene,
prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro e di igiene e sanità
pubblica, al Servizio sanitario nazionale. 3. L’Agenzia nazionale
per la protezione dell’ambiente di cui all’articolo l e le Agenzie
regionali e delle province autonome di cui all’articolo 03, ciascuna
nell’ambito delle attribuzioni stabilite dal presente decreto, sono
tenute a prevedere forme di consultazione delle associazioni
imprenditoriali di categoria e delle organizzazioni sindacali nelle
materie di cui al comma l del presente articolo.
———— (*) Articolo così premesso dalla legge di conversione
21/01/1994 n. 61. Art. 02
Funzioni amministrative delle province
1. Le regioni nell’esercizio della potestà legislativa prevista
dall’art. 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142, provvedono, entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, all’organica ricomposizione in capo alle province
delle funzioni amministrative in materia ambientale di cui
all’articolo 14 della stessa legge. 2. Per l’espletamento delle
funzioni di cui al comma l, le strutture tecniche provinciali
dell’Agenzia regionale di cui all’art. 03, sono poste alle dipendenze
funzionali delle province, secondo criteri stabiliti in base ad
apposite convenzioni stipulate con le regioni. 3. In attesa delle
leggi regionali di cui all’art. 03, le province esercitano le funzioni
amministrative di autorizzazione e di controllo per la salvaguardia
dell’igiene dell’ambiente, di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto
del Presidente della Repubblica 5 giugno 1993, n. 177, già di
competenza delle unità sanitarie locali, avvalendosi dei presìdi
multizonali di prevenzione e dei competenti servizi delle unità
sanitarie locali. 4. Sulla base di accordi di programma promossi
dalle regioni fra i soggetti interessati sono determinati i costi
necessari per lo svolgimento delle attività di controllo ambientale di
cui al presente articolo, da considerare ai fini della determinazione
delle tariffe di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b) e c), della
legge 23 dicembre 1992, n. 498, nonché le modalità per il
trasferimento dei relativi importi ai soggetti competenti. Le regioni,
in conformità alle direttive all’uopo emanate dal Ministro
dell’ambiente, di concerto con il Ministro del tesoro, curano
annualmente la pubblicazione di relazioni preventive e consuntive,
sulle attività di controllo provinciali indicanti, in particolare,
quantità di mezzi personali, reali e finanziari disponibili, tipo e
quantità dei controlli effettuati, tipo e quantità dei mezzi
effettivamente utilizzati.
———— (*) Articolo così premesso dalla legge di conversione
21/01/1994 n. 61. Art. 03
Agenzie regionali e delle province autonome
1. Per lo svolgimento delle attività di interesse regionale di cui
all’articolo 01 e delle ulteriori attività tecniche di prevenzione, di
vigilanza e di controllo ambientale, eventualmente individuate dalle
regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, le medesime
regioni e province autonome con proprie leggi, entro centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, istituiscono rispettivamente Agenzie regionali e
provinciali, attribuendo ad esse o alle loro articolazioni
territoriali le funzioni, il personale, i beni mobili e immobili, le
attrezzature e la dotazione finanziaria dei presìdi multizonali di
prevenzione, nonché il personale, l’attrezzatura e la dotazione
finanziaria dei servizi delle unità sanitarie locali adibiti alle
attività di cui all’articolo 01. Le Agenzie regionali e provinciali
hanno autonomia tecnico-giuridica, amministrativa, contabile e sono
poste sotto la vigilanza della presidenza della giunta provinciale o
regionale. 2. Le Agenzie sono istituite senza oneri aggiuntivi per
le regioni, utilizzando, oltre al personale di cui al comma 1,
personale già in organico presso di esse o presso enti finanziati con
risorse regionali. Corrispondentemente sono ridotti gli organici
regionali, i relativi oneri e i trasferimenti destinati agli enti
finanziati con risorse regionali da cui provenga il personale
dell’Agenzia. Deve essere condotta una ricognizione, entro dodici mesi
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, che sulla base di parametri quali la densità di
popolazione, la densità di sorgenti inquinanti, la presenza di
recettori particolarmente sensibili, la densità di attività produttive
ed agricole, permetta di definire gli obiettivi del controllo
ambientale per l’area di competenza delle Agenzie regionali e di
strutturare su di essi la dotazione organica, strumentale, finanziaria
delle Agenzie regionali e delle loro articolazioni. 3. Al fine di
assicurare efficacia e indirizzi omogenei all’attività di prevenzione,
di vigilanza e di controllo ambientali, nonché di coordinamento con
l’attività di prevenzione sanitaria, le Agenzie sono organizzate in
settori tecnici corrispondenti alle principali aree di intervento e
articolate in dipartimenti provinciali o subprovinciali e in servizi
territoriali. 4. Le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, con le leggi di cui al comma l, provvedono a definire
l’organizzazione nonché la dotazione tecnica e di personale e le
risorse finanziarie delle Agenzie, con l’osservanza, per quanto
riguarda l’aspetto sanitario, delle disposizioni contenute
nell’articolo 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
e successive modificazioni, per le parti non in contrasto con il
decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1993, n. 177.
Esse stabiliscono le…

[Continua nel file zip allegato]

Chimici.info