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Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione, l'installazione e l'esercizio dei depositi di g.p.l. in serbatoi fissi di capacità complessiva superiore a 5 mc e/o in recipienti mobili di capacità complessiva superiore a 5.000 kg (**)
Decreto Ministeriale

(**) Il presente decreto è stato abrogato dal decreto
14 maggio 2004 per le parti inerenti i depositi di g.p.l.
in serbatoi fissi di capacità complessiva fino a 13 m3 non adibiti ad
uso commerciale.
Il testo che segue è riportato nella sua forma originale in attesa che
venga pubblicato il testo coordinato.Il Ministro dell’interno
di concerto con
il Ministro dell’Industria, del commercio e dell’artigianato
Visto l’art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469;
Visto l’art. 2 della legge 26 luglio 1965, n. 966;
Visto l’art. 2 della legge 18 luglio 1980, n. 406;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577;
Visto il decreto ministeriale 31 marzo 1984: «Norme di sicurezza
per la progettazione, la costruzione, l’installazione e l’esercizio
dei depositi di gas di petrolio liquefatto con capacità complessiva
non superiore a 5 mc»;
Rilevata la necessità di emanare disposizioni di sicurezza antincendi
per la progettazione, la costruzione, l’installazione e l’esercizio
dei depositi di g.p.l. in serbatoi fissi di capacità complessiva
superiore a 5 mc e/o in recipienti mobili di capacità complessiva
superiore a 5.000 kg;
Vista la regola tecnica elaborata dal Comitato centrale tecnico
scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577;
Espletata la procedura di informazione prevista dalla legge 21 giugno
1986, n. 317; Decreta:E’ approvata la regola tecnica di
prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione,
l’installazione e l’esercizio dei depositi di g.p.l. in serbatoi fissi
di capacità complessiva superiore a 5 mc e/o in recipienti mobili di
capacità complessiva superiore a 5.000 kg, allegata al presente
decreto. Sono abrogate le parti prima e quarta dell’allegato I alla
circolare del Ministero dell’interno S.A. n. 74 del 20 settembre
1956, per quello che attiene ai depositi con serbatoio fisso, e la
circolare del Ministero dell’interno S.A. n. 64 del 23 giugno
1973.Allegato
Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la
costruzione, l’installazione e l’esercizio dei depositi di g.p.l. in
serbatoi fissiTitolo I Campo di applicazione (*)
1.1 Le presenti disposizioni stabiliscono i criteri di sicurezza
antincendi per la progettazione, la costruzione, l’installazione e
l’esercizio di nuovi depositi di g.p.l. per tutti gli usi aventi
capacità come in oggetto.
Per quanto riguarda i depositi e gli impianti soggetti a notifica ai
sensi dell’art. 4 del D.P.R. 17 maggio 1988 n.175 e successive
modifiche ed integrazioni e quelli soggetti a dichiarazione (art. 6
D.P.R. 175/1988) allorché le quantità di ogni singola sostanza
risultino superiori alle soglie indicate nell’art. 6, comma 2, del
D.P.C.M. 31 marzo 1989, le presenti disposizioni costituiscono un
orientamento progettuale da verificare sulla base delle previste
analisi di rischio.
Le modalità per l’adeguamento dei depositi esistenti sono stabilite al
titolo XV.
1.2 Non rientrano nel campo di applicazione del presente decreto:
a) i depositi refrigerati e criogenici;
b) i depositi in caverna;
c) gli impianti di distribuzione stradale già regolamentati con D.P.R.
n. 208 del 12 gennaio 1971 (G.U. n. 109 del 3 maggio 1971) e
successive modificazioni.
1.3 Sono soggetti alle presenti disposizioni gli impianti indicati al
precedente punto 1.1 in cui siano utilizzate una o più delle seguenti
miscele commerciali, definite dalla 13ª Serie di Norme integrative del
28 febbraio 1960 al Regolamento approvato con D.M. 22 luglio 1930:
Miscela A (Butano commerciale): tensione di vapore a 70°C non
superiore a 10,79 bar e densità a 50°C non inferiore a 0,525;
Miscela AO: tensione di vapore a 70°C non superiore a 15,69 bar e
densità a 50°C non inferiore a 0,495;
Miscela A1: tensione di vapore a 70°C non superiore a 20,6 bar e
densità a 50°C non inferiore a 0,485;
Miscela B: tensione di vapore a 70°C non superiore a 25,5 bar e
densità a 50°C non inferiore a 0,450;
Miscela C (Propano commerciale): tensione di vapore a 70°C non
superiore a 30,4 bar e densità a 50°C non inferiore a
0,440. Nota:(*) Si veda l’art. 6 del D.M. 14
maggio 2004.
Titolo II Termini, definizioni e tolleranze
dimensionali 2.1 Per i termini, le definizioni e le
tolleranze dimensionali si rimanda a quanto emanato con D.M. 30
novembre 1983 (G.U. n. 339 del 12 dicembre 1983). Inoltre, ai fini
del presente decreto, si definisce:
Apparecchiatura di imbottigliamento: bilancia singola o multipla o
altro sistema equivalente utilizzato per il riempimento dei recipienti
mobili;
Barriera d’acqua: sistema di protezione attiva antincendio realizzato
mediante tubi provvisti di ugelli spruzzatori rivolti verso l’alto o
verso il basso allo scopo di diluire le perdite di g.p.l. portando la
miscela aria/gas al di fuori del campo di infiammabilità e delimitare
gli effetti dell’irraggiamento in caso di incendio;
Bonifica di serbatoio o recipiente: rimozione degli idrocarburi
contenuti nel serbatoio o recipiente, in modo che l’atmosfera residua
sia al di sotto del 20% del limite inferiore di espositività;
Capacità complessiva di un deposito espressa in massa: quantità
massima di g.p.l., espressa in kg, che può essere detenuta nel
deposito sulla base di apposita autorizzazione (in serbatoi fissi e/o
in recipienti mobili);
Capacità di riempimento di un recipiente mobile: quantità massima di
g.p.l., espressa in kg, che è consentito immettere nel recipiente;
Capacità riempimento di un serbatoio fisso espressa in massa: quantità
massima di g.p.l., espressa in kg, che è consentito immettere nel
serbatoio (vedasi tabella n. 1 );
Capacità di un serbatoio o di un recipiente: volume geometrico interno
del serbatoio o del recipiente;
Custodia: servizio svolto all’interno dell’impianto da persona
formalmente incaricata, prevalentemente presente nell’impianto stesso;
Deposito: complesso costituito da uno o più serbatoi fissi e/o
recipienti mobili, che può comprendere altri elementi, indicati
nell’articolo 4.1.1;
Deposito separato di recipienti mobili: deposito ad uso commerciale,
distinto rispetto allo stabilimento di imbottigliamento, in cui
vengano immagazzinati provvisoriamente recipienti mobili pieni
destinati alla vendita nonché recipienti mobili vuoti;
Dispositivo di travaso: apparecchio fisso per il caricamento e lo
scaricamento di ferrocisterne, autocisterne o navi cisterne;
g.p.l. (Gas di Petrolio Liquefatto): gas liquefattibile a temperatura
ambiente, avente tensione di vapore massima di 18 bar a 50°C e densità
non inferiore a 440 kg/mc a 50°C, costituito prevalentemente da
idrocarburi paraffinici e olefinici a tre o quattro atomi di carbonio;
Muro di schermo: muro in cemento armato dello spessore non inferiore a
15 cm avente dimensioni tali (lunghezza ed altezza) da intercettare
tutte le rette che, partendo dal perimetro di un elemento pericoloso,
raggiungano un altro elemento pericoloso del quale è richiesta la
protezione;
Pinza di imbottigliamento: dispositivo, montato alla estremità di una
manichetta flessibile e che si aggancia al rubinetto di un recipiente
mobile, che è destinato al riempimento del recipiente mobile stesso;
Punto di riempimento: attacco, posto su serbatoio fisso o collegato a
questo mediante apposita tubazione, a cui viene connessa estremità
della manichetta flessibile in dotazione alle autocisterne provvista
di pompa di scarico;
Punto di travaso: punto di attacco all’impianto fisso dei bracci
metallici o manichette flessibili che servono al carico di serbatoi
mobili con prelievo da serbatoi fissi, allo scarico di serbatoi mobili
in serbatoi fissi, o ad ambedue le operazioni;
Recipiente mobile: recipiente metallico a pressione di capacità
geometrica non superiore a 1000 l destinato al contenimento, trasporto
e utilizzazione di g.p.l. liquido;
Serbatoio container: recipiente metallico a pressione, di capacità
superiore a 1000 l, montato entro apposita gabbia di protezione,
destinato al contenimento, trasporto ed utilizzazione di g.p.l.
liquido. Ai fini del presente decreto esso è assimilato a serbatoio
mobile per la fase del trasporto ed a serbatoio fisso per la fase
dell’utilizzazione;
Serbatoio fisso: recipiente metallico a pressione destinato al
contenimento ed utilizzazione di g.p.l. liquido, stabilmente
installato sul terreno e stabilmente collegato ad impianti;
Serbatoio mobile: recipiente metallico a pressione di capacità
superiore a 1000 l destinato al contenimento e al trasporto di g.p.l.
liquido, montato stabilmente su autocarro, carro ferroviario o nave;
Sorveglianza: servizio di controllo svolto da personale dipendente,
istituti od enti autorizzati attraverso ispezioni periodiche
all’impianto ed integrato da presidi automatici di allertamento;
Valvola comandata a distanza: valvola il cui azionamento può avvenire
anche da un punto predeterminato distante dalla posizione della
valvola;
Zona di rispetto: zona determinata all’interno del deposito dalle
distanze indicate nel successivo punto 4.4.1 (vd. tav. esplicativa 2
B). In verticale, la zona di rispetto si estende per un metro, al di
sopra dei punti pericolosi, raccordandosi con i limiti della zona in
proiezione (vd. tav. 2 A). Entro la zona di rispetto non devono
trovarsi fonti di accensione, edifici di servizio del deposito (quali
uffici, laboratori, officine, magazzini, servizi igienici), edifici
civili in genere, aperture di installazioni interrate, prese d’aria,
strade aperte al traffico, proiezioni di linee elettriche aeree.2.2
Al fine della classificazione del deposito, in caso di depositi misti
in serbatoi fissi ed in recipienti mobili, la capacità complessiva
deve essere calcolata in uno dei du…

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