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Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali da im...

Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali da impiegarsi nella costruzione di teatri, cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo in genere
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’INTERNOdi concerto conIL MINISTRO DEL TURISMO
E DELLO SPETTACOLOVista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;Vista la
legge 13 maggio 1961, n. 469, art. 1;Vista la legge 26 luglio 1965, n.
966, art. 2;Viste le norme di sicurezza per la costruzione,
l’esercizio e la vigilanza dei teatri, cinematografi ed altri locali
di pubblico spettacolo o trattenimento contenute nella circolare del
Ministero dell’interno n. 16 del 15 febbraio 1951;Rilevata la
necessità di aggiornare le disposizioni della predetta
circolare, concernenti le strutture e i materiali consentiti, il
materiale scenico, le coperture dei locali e gli ambienti delle scene,
al fine di armonizzare con l’evoluzione della normativa tecnica sul
comportamento al fuoco (*) delle strutture e dei materiali;Viste le
norme aggiornate dal comitato centrale tecnico-scientifico per la
prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;Visto l’art. 11 del citato
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577;Decreta:Art. 1Campo di applicazioneLe disposizioni di cui al
presente decreto riguardano le caratteristiche di comportamento al
fuoco delle strutture e dei materiali impiegati nei locali
classificati nell’art. 17 della Circolare del Ministero dell’interno
n. 16 del 15 febbraio 1951. Art. 2Strutture e materiali
consentitia) StruttureI requisiti di «resistenza al
fuoco» degli elementi strutturali dei locali di cui all’art. 1
vanno valutati secondo le prescrizioni e le modalità di prova
stabilite nella Circolare del Ministero dell’interno n. 91 del 14
settembre 1961 prescindendo dal tipo di materiale costituente
l’elemento strutturale stesso (ad esempio calcestruzzo, laterizi,
acciaio, legno massiccio, legno lamellare, elementi compositi).Il
dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare per i
vari tipi di materiali sopracennati, nonché la classificazione
dei locali stessi secondo il carico d’incendio, vanno determinati con
le tabelle e con le modalità specificate nella Circolare n. 91
sopracitata.b) Materiali Le caratteristiche di «reazione
al fuoco» dei materiali impiegati nei locali di cui all’art. 1
devono essere le seguenti:1) negli atrii, nei corridoi di disimpegno,
nelle scale, nelle rampe e nei passaggi in genere, è consentito
l’impiego di materiali di classe 1 in ragione del 50% massimo della
loro superficie totale (pavimenti + pareti + soffitti + proiezione
orizzontale delle scale). Per la restante parte deve essere impiegato
materiale di classe 0 (non combustibile);2) in tutti gli altri
ambienti è consentito che i materiali di rivestimento dei
pavimenti siano di classe 2 e che i materiali suscettibili di prendere
fuoco su entrambe le facce e gli altri materiali di rivestimento siano
di classe 1;3) le poltrone e gli altri mobili imbottiti, come definiti
al punto 2.1 dell’allegato 5 del decreto del Ministro dell’interno del
26 giugno 1984 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 234 del 25 agosto 1984, debbono essere di classe 1 IM
(*)4) per i sedili non imbottiti è consentito l’impiego del
legno o altro materiale combustibile purché di classe non
superiore a 2.I materiali di rivestimento, ammessi nelle varie classi
di reazione al fuoco come sopra riportato e ad eccezione dei materiali
di rivestimento non combustibili, debbono essere messi in opera in
aderenza agli elementi costruttivi non combustibili escludendo spazi
vuoti o intercapedini. E’ consentita la realizzazione di intercapedini
purché interamente riempite di materiale non combustibile.La
classe di reazione al fuoco deve essere certificata sulla base delle
procedure e delle prove di cui al decreto del Ministro dell’interno
del 26 giugno 1984 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 234 del 25 agosto 1984 (*).Qualora, sulla base dei
criteri indicati all’art. 202 della circolare n. 16/1951, vengano
previsti effettivi accorgimenti migliorativi delle condizioni globali
di sicurezza dei locali rispetto a quanto previsto dalle norme di cui
al presente decreto e da quelle di cui alla citata circolare n.
16/1951, e successive integrazioni e modificazioni – quali efficaci
sistemi di smaltimento dei fumi e/o impianti di spegnimento automatico
e/o impianti di segnalazione automatica d’incendio e/o sorveglianza
aziendale – potrà consentirsi l’impiego di materiali di classe
di reazione al fuoco 1, 2 e 3 in luogo delle classi 0, 1 e 2
precedentemente indicate, con esclusione dei tendaggi per i quali
è ammessa esclusivamente la classe 1.I lucernari debbono avere
vetri retinati oppure essere costruiti in vetrocemento o con materiali
combustibili purché di classe 1 di reazione al fuoco.Per il
palcoscenico è ammesso il pavimento in legno. Altrove
potrà eccezionalmente consentirsi tale tipo di pavimento,
purché stabilmente fissato a strutture non combustibili o
rivestito con materiali di classe 0 (non combustibili).E’ consentito
l’impiego del legno per i serramenti esterni ed
interni.————(*) Commi così modificati dal D.M. 28
agosto 1984.Art. 3Materiale scenicoPer la realizzazione
della scena è ammesso l’impiego di materiali combustibili di
classe di reazione al fuoco non superiore a 2.E’ consentito l’impiego
di materiali combustibili di classe anche superiore alla 2 a
condizione che, sotto la personale responsabilità
dell’esercente, siano previsti effettivi accorgimenti migliorativi
delle condizioni globali di sicurezza della scena quali efficaci
sistemi di smaltimento dei fumi e/o impianti di spegnimento automatico
e/o impianti di segnalazione automatica d’incendio e/o sorveglianza
aziendale.A richiesta dell’interessato la classe di reazione al fuoco
potrà essere attribuita senza l’esecuzione dei metodi di
preparazione e manutenzione di cui all’allegato 6 al decreto del
Ministro dell’interno del 26 giugno 1984 pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 234 del 25 agosto 1984. Di tale
circostanza sarà fatta menzione sul certificato di prova la cui
validità sarà comunque limitata a sei mesi con l’obbligo
di non effettuare lavaggi o altre operazioni di manutenzione che
possano alterare le caratteristiche di reazione al fuoco
(*).————(*) Comma aggiunto dal D.M. 28 agosto
1984.Art. 4Copertura dei localiGli elementi strutturali
della copertura del locale debbono avere requisiti di resistenza al
fuoco, valutati in base alla classe dell’edificio, secondo quanto
indicato nell’art. 2, lettera a).I materiali impiegati nella copertura
del locale debbono avere caratteristiche di reazione al fuoco secondo
quanto indicato nell’art. 2, lettera b).Art. 5Ambienti contenenti le
sceneI muri perimetrali e la copertura della scena debbono avere le
caratteristiche indicate nell’art. 2.Art. 6Adeguamento alle
prescrizioniIl certificato di prevenzione incendi previsto dal decreto
ministeriale 16 febbraio 1982 e l’autorizzazione per
l’agibilità dei locali destinati a pubblici spettacoli e
trattenimenti non possono essere rilasciati prima che sia stata
verificata da parte della commissione provinciale di vigilanza sui
locali di pubblico spettacolo l’osservanza di tutte le disposizioni di
sicurezza.L’adeguamento dei locali attualmente esistenti alle
disposizioni contenute nei precedenti articoli dovrà avvenire
nei termini e con le modalità congruamente stabiliti caso per
caso dalla commissione predetta, che potrà consentire che nei
locali considerati continuino a svolgersi le normali attività a
condizione che i relativi gestori si assumano per iscritto l’impegno
di attuare frattanto le seguenti indispensabili misure a tutela della
pubblica incolumità, sulla cui effettiva osservanza
dovrà costantemente invigilarsi da parte degli ufficiali ed
agenti di pubblica sicurezza:a) controllare la perfetta
efficienza delle uscite e delle vie di esodo prima e durante lo
spettacolo.b) assicurare un servizio di sorveglianza durante lo
spettacolo con personale idoneo ad espletare operazioni di primo
intervento d’emergenza o, in alternativa, installare impianti fissi
automatici di segnalazione e/o estinzione incendi.c) controllare
i dispositivi di sicurezza delle cabine di proiezione, gli impianti di
illuminazione d’emergenza, gli impianti di produzione di calore e di
condizionamento.d) mantenere in perfetta efficienza i sistemi, i
dispositivi e le attrezzature espressamente finalizzati alla sicurezza
contro gli incendi.e) ottemperare ad ogni altra prescrizione che
la commissione provinciale di vigilanza riterrà necessario
impartire.La commissione provinciale di vigilanza, in caso di
inosservanza delle suddette temporanee misure di sicurezza, o di
mancato adeguamento alle prescrizioni contenute negli articoli
precedenti ed in ogni altra circostanza in cui ravvisi una situazione
di pericolo, formula proposte di sospensione dell’attività
all’autorità competente al rilascio delle licenze.Art.
7Disposizioni abrogateSono abrogate le disposizioni contenute negli
articoli 25, 26, 27, 61 e 181 della Circolare del Ministero
dell’interno n. 16 del 15 febbraio 1951 nonché le modifiche
apportate all’art. 25 suddetto con la Circolare del Ministero
dell’interno n. 79 del 27 agosto 1971.Art. 8Il presente decreto
sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

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