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Direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incen...

Direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi ai fini del rilascio del nulla osta provvisorio di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’INTERNOVista la legge 7 dicembre
1984 n. 818 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana n. 338 del 10 dicembre 1984;
Considerato che, ai sensi del disposto dell’art. 2 della legge
sopracitata, è necessario emanare le direttive sulle misure più
urgenti ed essenziali di prevenzione incendi ai fini del rilascio del
nulla osta provvisorio di cui alla legge medesima;
Visto il decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato in data 16 febbraio
1982, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana n. 98, del 9 aprile 1982;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
n. 229 del 20 agosto 1982;
Visto il decreto del Ministro dell’interno in data 16 novembre
1983, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana n. 339, del 12 dicembre 1983,
Visto il decreto del Ministro dell’interno in data 2 agosto 1984,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 246,
del 6 settembre 1984,
Viste le circolari e lettere-circolari di prevenzione incendi emanate
dal Ministero dell’interno e pubblicate in apposito volume
dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato;
Visto il conforme parere del Comitato centrale tecnico-scientifico per
la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del citato decreto 29 luglio
1982, n. 577;  DECRETA:Art. 1 1. Ai fini del rilascio
del nulla osta provvisorio di
cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818, per le attività esistenti
alla data di entrata in vigore della legge stessa e soggette ai
controlli di prevenzione incendi ai sensi del decreto ministeriale 16
febbraio 1982, di cui in premessa, debbono essere osservate le
prescrizioni e condizioni imposte dal Comando provinciale dei Vigili
del fuoco sulla base delle direttive sulle misure più urgenti ed
essenziali contenute nel presente decreto e nei relativi allegati A e
B che ne formano parte integrante.
2. Il requisito di ”attività esistente“ deve essere dimostrato
dal titolare dell’attività o mediante presentazione di precedente atto
del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco dal quale sia desumibile
la preesistenza della attività , oppure di atto autorizzativo
rilasciato da Autorità o Ente preposti, ovvero da dichiarazione
sostitutiva dell’atto di notorietà resa nelle forme di legge.
3. Per le attività industriali a rischio di incidenti rilevanti,
comprese nel campo di applicazione del decreto del Ministro
dell’interno 16 novembre 1983, di cui in premessa, il requisito di
”esistenza“ è stabilito a norma del successivo D.M. in data 2 agosto
1984, pure richiamato in premessa. Art. 21. L’istanza per il
rilascio del nulla osta
provvisorio di cui all’art. 2 della legge 7 dicembre 1984, n. 818
deve essere redatta esclusivamente su apposito modello a stampa da
ritirare a cura degli interessati presso la sede del Comando
Provinciale dei Vigili del fuoco competente per territorio (*).
2. Il modello di cui al precedente comma, reca, per ciascuna
delle attività previste dal D.M. 16-2-1982, le prescrizioni più
urgenti ed essenziali da osservare per il rilascio del nulla osta
provvisorio.
3. All’istanza deve essere allegata la documentazione
comprendente:
– relazione;
– elaborati grafici;
– documento attestante la preesistenza dell’attività come disposto al
secondo e terzo comma dell’art. 1 del presente decreto;
– documentazione qualificata sul piano tecnico dimostrante
l’osservanza delle prescrizioni dettate dal Comando Provinciale sulla
base delle direttive più urgenti ed essenziali di cui agli allegati A
e B al presente decreto;
– certificazioni prodotte conformemente alle indicazioni degli
articoli 15 e 18 del D.P.R. n. 577 del 29-7-1982,rilasciate
relativamente ai punti 3.1-3.2-4-5.2-5.3-6.1 (limitatamente alle
strutture in legno). 6.2 (limitatamente alle strutture in legno). 7-11
(limitatamente agli impianti automatici di spegnimento) del predetto
allegato A (**).
4. L’istanza, redatta in duplice copia una delle quali bollata
mediante apposizione della prescritta marca da bollo, può essere
completata con la suddetta documentazione entro 120 giorni (1) dalla
data di comunicazione delle prescrizioni e condizioni imposte dal
Comando Provinciale dei Vigili del fuoco.
5. In esito al favorevole esame della suddetta documentazione il
Comando Provinciale dei Vigili del fuoco, rilascia, senza necessità di
ulteriori adempimenti, il nulla osta provvisorio entro 180 giorni
dalla data del 1 gennaio 1991.
6. Qualora il Comando ritenga che l’istanza debba essere
integrata con documentazione o certificazioni suppletive e nel caso di
certificazioni ritenute non esaurienti, con perizia giurata, ovvero
ricorrano le condizioni per imporre altre prescrizioni la relativa
richiesta sarà inoltrata al titolare dell’attività il quale sarà
tenuto a perfezionare adeguatamente l’istanza entro 60 giorni dalla
data di comunicazione della richiesta stessa da parte del suddetto
Comando.
7. In particolare, le altre prescrizioni di cui al comma
precedente dovrebbero riguardare essenzialmente divieti e/o
limitazioni di esercizio, adeguamenti degli impianti di rivelazione e
di allarme e/o di estinzione fissi o mobili e/o di raffreddamento
ovvero i servizi di vigilanza o di emergenza. In tali casi il termine
di 120 giorni per il rilascio del nulla osta provvisorio decorre dalla
data di perfezionamento dell’istanza.
8. In ogni caso dovrà essere tenuta nel debito conto, allo scopo
di non vanificare le finalità proprie del nulla osta provvisorio, la
circostanza che i tempi tecnici di attuazione delle prescrizioni
imposte devono essere compatibili con i limiti temporali di cui alla
legge per il rilascio del nulla osta provvisorio.  Art.
3Qualora dagli accertamenti eseguiti con le modalità
previste dagli artt. 2 e 3 della legge 7 dicembre 1984, n. 818 e
dal presente decreto, emergano condizioni tali da non consentire il
rilascio del nulla osta provvisorio, il Comando Provinciale dei Vigili
del fuoco ne dà comunicazione alle Autorità competenti motivando le
cause del diniego al rilascio, informandone
l’interessato. Art. 4 Il rilascio del
nulla osta provvisorio non rientra tra i servizi a pagamento previsti
all’art. 1 della legge 26 luglio 1965, n. 966.
 Art. 5 Nel periodo di validità del nulla osta
provvisorio i titolari delle attività di cui all’art. 1 sono tenuti ad
attuare i provvedimenti idonei per ottemperare alle prescrizioni
stabilite dalle norme di prevenzione incendi in vigore ai fini del
rilascio del certificato di prevenzione incendi.Allegato ADIRETTIVE
SULLE MISURE PIU’ URGENTI ED ESSENZIALI
DI PREVENZIONE INCENDI PER IL RILASCIO
DEL NULLA OSTA PROVVISORIO  Direttive da osservarsi per le
attività di cui al D.M. 16 febbraio 1982
(G.U. n. 98 del 9 aprile 1982)
0. Generalità
a) Ai fini delle presenti direttive si fa riferimento ai termini ed
alle definizioni generali contenute nel decreto del Ministro
dell’interno 30 novembre 1983 (G.U. n. 339 del 12 dicembre 1983).
b) Restano validi i provvedimenti di deroga già concessi nonché i
pareri formulati caso per caso e quanto di fatto già consentito dagli
organi competenti.
c) Si applicano le vigenti disposizioni sulla segnaletica di sicurezza
DPR 8 giugno 1982, n. 524 (G.U. n. 218 del 10 agosto 1982)
espressamente finalizzate alla sicurezza antincendi.
d) Attrezzature mobili di estinzione (escluse le attività di cui ai
nn. 6, 94, 95 e 97 del D.M. 16 febbraio 1982).
Le attrezzature mobili di estinzione per numero, caratteristiche e
ubicazione devono essere tali da consentire un primo efficace
intervento su un principio di incendio.
Gli agenti estinguenti devono essere compatibili con le sostanze e le
lavorazioni.
e) Impianti elettrici escluse le attività di cui al n. 94 del D.M. 16
febbraio 1982 (G.U. n. 98 del 9 aprile 1982).
L’impianto deve essere provvisto di un interruttore generale munito di
protezione contro le correnti di sovraccarico e di corto circuito
installato in posizione segnalata, manovrabile sotto carico e atto a
porre fuori tensione l’impianto elettrico dell’attività.
Tale interruttore, nel caso di alimentazione effettuata con cabina di
trasformazione, è da intendere quello installato sul quadro di manovra
posto all’uscita del circuito secondario del trasformatore.
Sul quadro di distribuzione le linee principali in partenza devono
essere protette da dispositivi contro le sovraccorrenti.
Attraversamenti: quando le condutture elettriche attraversano solai o
pareti, per i quali sono richiesti particolari requisiti di resistenza
al fuoco, devono essere previsti sistemi per impedire la propagazione
dell’incendio.
Cariche elettrostatiche: nelle attività dove si possono produrre,
devono essere messi in atto, ove richiesto da specifiche norme di
prevenzione incendi, sistemi di protezione contro l’accumulo di
cariche elettrostatiche.
Zone con pericolo di esplosione per la presenza di miscele esplosive
di gas, vapori o polveri con l’aria: l’impianto elettrico in tutte le
sue parti, non deve costituire un pericolo d’innesco di eventuali
atmosfere esplosive; occorre a tal fine che siano presi provvedimenti
in relazione alla probabilità che si verifichino le atmosfere
esplosive stesse.
Zone con pericolo di esplosione per la presenza o lo sviluppo di
materiali esplosivi: l’impianto elettrico, in tutte le sue parti, non
deve costituire un pericolo d’innesco dei materiali esplosivi presenti
secondo le prescrizioni dei competenti organi collegiali.
f) Resistenza al fuoco.
Per la valutazione delle caratteristiche di resistenza al fuoco degli
elementi di separazione corrispondenti ai valori prescritti nelle
presenti direttive, si applicano le ta…

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