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Modificazioni al D.P.R. del 12/01/1971, n. 208 recante norme di sicure...

Modificazioni al D.P.R. del 12/01/1971, n. 208 recante norme di sicurezza per gli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio liquefatto per autotrazione
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisto l’art. 87,
quinto comma, della Costituzione;
Visto l’art. 23 del regio decreto-legge 2 novembre 1933, n. 1741,
sugli oli minerali e carburanti, in relazione all’art. 2 della legge
23 febbraio 1950, n. 170, sui distributori automatici di carburanti e
all’art. 9 della legge 21 marzo 1958, n. 327, sulle stazioni di
riempimento di gas di petrolio liquefatti;
Udito il parere del Consiglio di Stato;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Ministro dell’Interno;Decreta:Art. 1
Dispositivi per il travasoL’art. 16 del D.P.R. 12 gennaio 1971,
n. 208, è sostituito dal seguente: ”Le operazioni di travaso dei
gas di petrolio liquefatti, dall’autocisterna al serbatoio e
viceversa, devono essere effettuate a circuito chiuso, mediante due
tubazioni flessibili o snodabili, l’una per la fase liquida, l’altra
per la fase gassosa, che possono essere in dotazione o all’impianto o
all’autocisterna.
Le parti terminali di queste devono essere munite di flange
antiscintilla o raccordi a vite antiscintilla.
Inoltre:
a) l’estremità di attacco all’autocisterna dev’essere munita di una
valvola di eccesso di flusso;
b) l’estremità di attacco al serbatoio dev’essere munita di valvola di
intercettazione e di una valvola di eccesso di flusso, quest’ultima
direttamente collegata alla precedente.
Le tubazioni devono essere a flange oppure a raccordi rapidi, per modo
che le operazioni di travaso possano essere sempre effettuate senza
dover ricorrere a raccordi di passaggio, di cui è fatto divieto
assoluto.
Le tubazioni di cui al primo comma devono essere sottoposte
annualmente, a cura del gestore dell’impianto o del proprietario
dell’autocisterna, ad una prova idraulica di pressione a 30 atmosfere.
La prova deve essere effettuata presso un laboratorio di Stato o di
ente pubblico. Il certificato dell’eseguita prova deve essere esibito
a richiesta degli addetti al controllo.
Il collegamento tra autocisterna e serbatoio deve essere attuato in
modo da assicurare la continuità elettrica.
Nel luogo in cui si effettuano le operazioni di travaso deve essere
predisposta una presa di terra con resistenza non superiore a 5 Ohm
per la messa a terra dell’autocisterna“.Art. 2
Ubicazioni vietate
L’art. 22 del D.P.R. 12 gennaio 1971, n. 208, è sostituito dal
seguente: ”Gli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio
liquefatti per autotrazione non possono sorgere:
a) nella zona territoriale omogenea totalmente edificata, individuata
come zona A nel piano regolatore generale o nel programma di
fabbricazione ai sensi dell’art. 2 del decreto ministeriale 2 aprile
1963, n. 1444 e, nei comuni sprovvisti dei predetti strumenti
urbanistici, all’interno del perimetro del centro abitato, delimitato
a norma dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, quando,
nell’uno e nell’altro caso, la densità della edificazione esistente,
nel raggio di duecento metri dal centro del serbatoio da installare,
risulti superiore a tre metri cubi per metro quadrato;
b) nelle zone di completamento e di espansione dell’aggregato urbano
indicate nel piano regolatore generale o nel programma di
fabbricazione, nelle quali sia previsto un indice di edificabilità
superiore a tre metri cubi per metro quadrato;
c) nelle aree, ovunque ubicate, destinate a verde pubblico.
L’attestazione che l’area prescelta per l’installazione dell’impianto
non ricade in alcuna delle zone o aree indicate nel comma precedente è
rilasciata dal sindaco“.Art. 3
Divieto di permanenza in aree non più rispondentiL’art. 23 del
D.P.R. 12 gennaio 1971, n. 208, è sostituito dal seguente:
”L’impianto regolarmente installato in una zona di completamento o di
espansione dell’aggregato urbano deve essere rimosso, quando, a
seguito di variazioni comunque intervenute nelle caratteristiche della
zona, l’edificazione effettiva abbia superato, nell’area compresa
entro il raggio di duecento metri dal centro del serbatoio, la densità
territoriale di tre metri cubi per metro quadrato.
Il verificarsi delle circostanze ostative alla permanenza
dell’impianto ai sensi del comma precedente è accertato dalla
amministrazione comunale su richiesta del comandante provinciale dei
vigili del fuoco”.Art. 4
Distanze di sicurezza esterneL’art. 24 del D.P.R. 12 gennaio
1971, n. 208, modificato dall’art. 2 del D.P.R. 8 novembre 1973,
n. 915, è sostituito dal seguente:
”Ferme restando le norme circa l’ubicazione degli impianti, l’area su
cui questi sorgono deve soddisfare alle seguenti condizioni :
a) che entro il raggio di 30 metri dal punto più prossimo del
serbatoio e degli altri elementi dell’impianto di cui all’art. 2 non
esistano, salvo quanto previsto nell’articolo successivo, edifici di
sorta;
b) che nella fascia contigua fino a 40 metri di raggio dal punto più
prossimo del serbatoio e degli altri elementi dell’impianto di cui
all’art. 2 non esistano edifici o parti di edifici con cubatura
singola superiore a 3.000 metri cubi, né comunque edifici destinati
alla collettività come scuole, ospedali, chiese, caserme; per edifici
giacenti parzialmente nella fascia suddetta, la cubatura di 3.000
metri cubi va calcolata solo per la parte insistente nella fascia
stessa.
In prossimità di luoghi in cui suole verificarsi affluenza di pubblico
come fermate di linee di trasporto pubblico, stadi o campi sportivi,
circhi equestri o luna-park a carattere stabile, campi per fiere e
mercati, e simili, la distanza tra il punto più prossimo del serbatoio
e degli altri elementi dell’impianto di cui all’art. 2, e il punto più
vicino del perimetro di detti luoghi, non può essere inferiore a 60
metri.
In prossimità di vie di comunicazioni, la distanza tra il punto più
prossimo del serbatoio e degli altri elementi dell’impianto di cui
all’art. 2 non può essere inferiore a:
30 metri per le autostrade, ferrovie e tramvie;
15 metri per le altre strade e le vie navigabili.
La distanza di cui al comma precedente va misurata:
a) per le strade e le autostrade, tra l’elemento più prossimo
dell’impianto, di cui all’art. 2, e il bordo della carreggiata, intesa
come parte della strada destinata alla circolazione dei veicoli;
b) per le ferrovie e le tramvie, tra l’elemento più prossimo
dell’impianto, di cui all’art. 2, e la rotaia del binario di corsa più
vicino;
c) per le vie navigabili, tra l’elemento più prossimo dell’impianto di
cui all’art. 2 ed il limite della superficie delle acque al livello di
guardia.
In prossimità di linee elettriche aeree, la distanza tra l’elemento
più prossimo dell’impianto di cui all’art. 2 e la proiezione della
linea elettrica più vicina non può essere inferiore a 15 metri. La
distanza è calcolata a partire dal punto più prossimo del serbatoio e
degli apparecchi di distribuzione“.Art. 5
Rimozione impiantiArticolo abrogato dal D.P.R. 24
ottobre 2003, n. 340 .

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