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Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22/07/1975, n. 3...

Attuazione della delega di cui all'art. 1 della legge 22/07/1975, n. 382
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisto l’art. 87, comma quinto,
della Costituzione;Visto l’art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382,
concernente norme sull’ordinamento regionale e sulla organizzazione
della pubblica amministrazione;Vista la legge 27 novembre 1976, n.
894;Sentito il Consiglio dei Ministri sullo schema provvisorio;Viste
le osservazioni delle regioni;Udito il parere della Commissione
parlamentare per le questioni regionali di cui all’art. 52 della legge
10 febbraio 1953, n. 62, e successive integrazioni;Sentito, in via
preliminare, il Consiglio dei Ministri;Visto il parere emesso in via
definitiva dalla suddetta Commissione parlamentare;Sentito il
Consiglio dei Ministri;Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con i Ministri per gli affari esteri, per
l’interno, per la grazia e giustizia, per il bilancio e la
programmazione economica, per le finanze, per il tesoro, per la
difesa, per la pubblica istruzione, per i lavori pubblici, per
l’agricoltura e le foreste, per i trasporti, per l’industria, il
commercio e l’artigianato, per il lavoro e la previdenza sociale, per
il commercio con l’estero, per la marina mercantile, per le
partecipazioni statali, per la sanità, per il turismo e lo spettacolo
e per i beni culturali e ambientali;Decreta:TITOLO I DISPOSIZIONI
GENERALIArt. 1Trasferimento e deleghe delle funzioni
amministrative dello StatoIl trasferimento delle funzioni
amministrative nelle materie indicate dall’art. 117 della Costituzione
ancora esercitate dagli organi centrali e periferici dello Stato e da
enti pubblici nazionali ed interregionali successivamente all’entrata
in vigore dei decreti del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972,
n. 1, n. 2, n. 3, n. 4, n. 5, n. 6, 15 gennaio 1972, n. 7, n. 8, n. 9,
n. 10, n. 11 e 5 giugno 1972, n. 315 e la delega alle stesse regioni
dell’esercizio di altre funzioni amministrative, a norma dell’art.
118, secondo comma, della Costituzione, sono attuali secondo le
disposizioni del presente decreto per i fini di cui alla legge 22
luglio 1975, n. 382, ed alla legge 27 novembre 1976, n. 894.Art.
2Attribuzione a province, comuni e comunità montaneAi comuni, alle
province, alle comunità montane sono attribuite le funzioni
amministrative indicate nel presente decreto, ferme restando quelle
già loro spettanti secondo le vigenti disposizioni di legge.Art.
3Settori del trasferimento e delle delegheI trasferimenti e le
deleghe, di cui agli articoli precedenti, sono ripartiti secondo i
seguenti settori organici: ordinamento e organizzazione
amministrativa; servizi sociali; sviluppo economico; assetto ed
utilizzazione del territorio.Negli articoli seguenti è usata, per
indicare le regioni a statuto ordinario, la sola parola «regione».Art.
4Competenze dello StatoLo Stato, nelle materie definite dal presente
decreto, esercita soltanto le funzioni amministrative indicate negli
articoli seguenti, nonché la funzione di indirizzo e di coordinamento
nei limiti, nelle forme e con le modalità previste dall’art. 3 della
legge 22 luglio 1975, n. 382, e le funzioni, anche nelle materie
trasferite o delegate, attinenti ai rapporti internazionali e con la
Comunità economica europea, alla difesa nazionale, alla pubblica
sicurezza.Le regioni non possono svolgere all’estero attività
promozionali relative alle materie di loro competenza se non previa
intesa con il Governo e nell’ambito degli indirizzi e degli atti di
coordinamento di cui al comma precedente.Il Governo della Repubblica,
tramite il commissario del Governo, impartisce direttive per
l’esercizio delle funzioni amministrative delegate alle regioni, che
sono tenute ad osservarle, ed esercita il potere di sostituzione
previsto dall’art. 2 della legge n. 382 del 22 luglio 1975.Art. 5Atti
delegati a sub-delegati – ComunicazioniGli atti emanati nell’esercizio
delegato o sub-delegato di funzioni amministrative sono definitivi. Il
governo stabilisce le categorie di atti di cui la regione deve dare
comunicazione al commissario del Governo.Art. 6Regolamenti e direttive
della Comunità economica europeaSono trasferite alle regioni in
ciascuna delle materie definite dal presente decreto anche le funzioni
amministrative relative all’applicazione dei regolamenti della
Comunità economica europea nonché all’attuazione delle sue direttive
fatte proprie dallo Stato con legge che indica espressamente le norme
di principio.In mancanza della legge regionale, sarà osservata quella
dello Stato in tutte le sue disposizioni.Il Governo della Repubblica,
in caso di accertata inattività degli organi regionali che comporti
inadempimento agli obblighi comunitari, può prescrivere con
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su parere della Commissione
parlamentare per le questioni regionali e sentita la regione
interessata, un congruo termine per provvedere. Qualora la inattività
degli organi regionali perduri dopo la scadenza di tale termine, il
Consiglio dei Ministri può adottare i provvedimenti necessari in
sostituzione della amministrazione regionale.Art. 7Norme regionali di
attuazioneLe regioni in tutte le materie delegate dallo Stato possono
emanare norme legislative di organizzazione o di spesa, nonché norme
di attuazione ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 117 della
Costituzione.Le regioni possono altresì emanare norme di legge con le
quali è subdelegato alle province, ai comuni ed altri enti locali
l’esercizio delegato di funzioni amministrative dello Stato,
disciplinando i poteri di indirizzo ed i rapporti finanziari
relativi.Art. 8Gestioni comuni fra regioniLe regioni per le attività
ed i servizi, che interessano i territori finitimi, possono addivenire
ad intese e costituire uffici o gestioni comuni, anche in forma
consortile.Le attività ed i servizi predetti devono formare oggetto di
specifiche intese e non possono dare luogo alla costituzione di
consorzi generali fra regioni.Art. 9Polizia amministrativaI comuni, le
province, le comunità montane e le regioni sono titolari delle
funzioni di polizia amministrativa nelle materie ad essi
rispettivamente attribuite o trasferite.Sono delegate alle regioni le
funzioni di polizia amministrativa esercitate dagli organi centrali e
periferici dello Stato nelle materie nelle quali è delegato alle
regioni l’esercizio di funzioni amministrative dello Stato e degli
enti pubblici.Art. 10Classificazione di beni o di opereSalvo diversa
specifica disciplina per ogni provvedimento amministrativo di
classificazione di beni o di opere riservato allo Stato da cui possa
conseguire uno spostamento di competenze tra Stato e regioni si
procede d’intesa con le regioni interessate.Art. 11Programmazione
nazionale e regionaleLo Stato determina gli obiettivi della
programmazione economica nazionale con il concorso delle regioni.Le
regioni determinano i programmi regionali di sviluppo, in armonia con
gli obiettivi della programmazione economica nazionale e con il
concorso degli enti locali territoriali secondo le modalità previste
dagli statuti regionali.Nei programmi regionali di sviluppo gli
interventi di competenza regionale sono coordinati con quello dello
Stato e con quelli di competenza degli enti locali territoriali.La
programmazione costituisce riferimento per il coordinamento della
finanza pubblica.TITOLO II ORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE
AMMINISTRATIVICapo I OGGETTOArt. 12Materie del trasferimentoSono
trasferite alle regioni le funzioni amministrative dello Stato nelle
materie «ordinamento di enti amministrativi dipendenti dalla regione»
e «circoscrizioni comunali».Capo II ORDINAMENTO DEGLI ENTI
AMMINISTRATIVI LOCALIArt. 13Ordinamento degli enti amministrativi
dipendenti dalla regione ed enti locali non territorialiLe funzioni
amministrative relative alla materia «ordinamento degli enti
amministrativi dipendenti dalla regione» concernono l’istituzione, i
controlli, la fusione, la soppressione e l’estinzione di enti pubblici
locali operanti nelle materie di cui al presente decreto.Le funzioni
amministrative esercitate da organi centrali e periferici dello Stato
nei confronti degli enti di cui al comma precedente sono trasferite
alle regioni.Art. 14Persone giuridiche privateE’ delegato alle regioni
l’esercizio delle funzioni amministrative di organi centrali e
periferici dello Stato concernenti le persone giuridiche di cui
all’art. 12 del codice civile che operano esclusivamente nelle materie
di cui al presente decreto e le cui finalità statutarie si esauriscono
nell’ambito di una sola regione.Art. 15Acquisto di immobili ed
accettazione di donazioni, eredità e legatiE’ trasferito alle regioni
l’esercizio delle funzioni amministrative concernenti l’acquisto di
immobili e l’accettazione di donazioni, eredità e legati da parte
degli enti e delle persone giuridiche di cui all’art. 13 del presente
decreto. E’ delegato l’esercizio delle funzioni amministrative
relative agli enti di cui all’art. 14.Capo III CIRCOSCRIZIONI
COMUNALIArt. 16Circoscrizioni comunaliLe funzioni amministrative
relative alla materia «circoscrizioni comunali» concernono: la
determinazione dell’ambito territoriale dei comuni e delle relative
denominazioni e sedi; la definizione dei rapporti fra comuni
conseguenti a variazioni territoriali; il regolamento del regime di
separazione dei rapporti patrimoniali e contabili fra comuni e loro
frazioni.La denominazione delle borgate e frazioni è attribuita ai
comuni ai sensi dell’art. 118 della Costituzione.Fino all’entrata in
vigore della legge sulle autonomie locali non possono essere istituiti
nuovi comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.TITOLO III
SERVIZI SOCIALICapo I OGGETTOArt. 17Materie del trasferimentoSono
trasferite alle regioni le funzioni amministrative dello Stato e degli
enti di cui all’art. 1 nelle materie «polizia locale urbana e rurale»,
«beneficenza pubblica», «assistenza sanitaria ed osped…

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