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Attività esistenti a rischio di incidenti rilevanti. Direttiva 82/501...

Attività esistenti a rischio di incidenti rilevanti. Direttiva 82/501/CEE. Rapporti di sicurezza
Circolare Ministeriale

Il Ministro della Sanità, con decreto in data 23 dicembre 1985,
ha istituito la Commissione di coordinamento per le industrie a grande
rischio ricomprese nel censimento operato con propria ordinanza del 21
febbraio 1985.
La precitata Commissione di coordinamento ha il compito di definire i
programmi di intervento delle singole Amministrazioni interessate
nella materia e di fornire la consulenza operativa alle Regioni e alle
U.S.L. per far fronte alle esigenze poste dalla nota Ordinanza
ministeriale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 59 in data 9 marzo 1985.
Il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco è rappresentato in tale
Commissione, presieduta del Ministro della Sanità o dal
Sottosegretario dallo stesso delegato, da due dirigenti del Ruolo
tecnico antincendi. I lavori della Commissione di cui trattasi
hanno avuto inizio in data 10 giugno 1986, con preminente riguardo
all’esame di una bozza di programma operativo predisposto
dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro.
Sulla scorta delle osservazioni, preliminarmente formulate da parte
delle singole Amministrazioni ed Enti interessati, sui contenuti di
tale programma, in precedenza trasmesso dal Ministero della Sanità, ed
in base a quanto altro emerso in sede di Commissione, una apposita
sottocommissione, incaricata di riesaminare ed apportare i necessari
aggiustamenti al documento «Guida Tecnica per l’analisi e le
valutazioni relative alla sicurezza delle attività industriali a
rischio di incidenti rilevanti di cui alla ordinanza del Ministero
della Sanità in data 21 febbraio 1985» è pervenuta alla stesura del
documento, riportato in calce alla presente (All. 1), approvato in
seduta plenaria in data 15 ottobre 1986.
Tale guida in appendice riporta i collegamenti puntuali tra i suoi
contenuti e gli elementi necessari per la stesura del rapporto di
sicurezza, attinente alle attività comprese nel campo di applicazione
del decreto del Ministero dell’Interno 16 novembre 1983, da
presentarsi agli Ispettorati Regionali o Interregionali del Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco ai sensi dei decreti ministeriali 2
agosto 1984 e 11 giugno 1986 del Ministero stesso, per gli adempimenti
di prevenzione incendi previsti agli articoli 15 secondo comma,
16 terzo comma e 19 primo comma lettera d) del D.P.R. 29 luglio
1982, n. 577.
I suddetti elementi sono implicitamente riferiti anche al contenuto
della circolare n. 16 MI.SA. (86) 7, in data 20 giugno 1986
pubblicata sul S.O. n. 74 alla G.U. n. 195 del 23 agosto 1986.
Il Ministero della Sanità, da ultimo, ha inviato il documento
precitato alle Società ed alle Ditte ricomprese nell’elenco A del
censimento dallo stesso attuato ed ha richiesto nel contempo alle
medesime, la trasmissione dei dati e degli elementi di valutazione
indicati nella guida stessa entro il termine del 30 settembre 1987.
Per ogni utile informazione, si riporta nell’allegato 2 alla presente
circolare il modello della nota adottata allo scopo dal precitato
Ministero.
Si precisa che l’elenco A del censimento è costituito dagli elementi
di individuazione delle attività cui è riferito l’insieme delle schede
già a suo tempo distribuite, in base alla competenza territoriale, ai
singoli Ispettorati Regionali ed Interregionali VV.F., con la
circolare n. 3 MI.SA (86)1 in data 11 gennaio 1986.
Con lettera a parte verranno trasmessi, agli Ispettorati interessati,
gli aggiornamenti delle predette schede pervenuti a questa Direzione
Generale dal Ministero della Sanità. Allegato
IMINISTERO DELLA SANITA’
ISTITUTO SUPERIORE PER LA PREVENZIONE
E LA SICUREZZA DEL LAVORO
Dipartimento Insediamenti Produttivi ed Impatto AmbientaleGuida
tecnica per l’analisi e le valutazioni relative alla sicurezza delle
attività industriali a rischio di incidente rilevante di cui
all’ordinanza del Ministro della Sanità in data 21 febbraio 1985
(Documento approvato dalla Commissione interministeriale di
coordinamento istituita dal Ministero della Sanità con D.M.
23/XII/85).Premessa
Con la presente guida tecnica sono stati individuati gli elementi di
base che il fabbricante deve rendere disponibili ai fini delle analisi
e delle valutazioni relative alla sicurezza delle attività industriali
a rischio di incidente rilevante di cui alla Ordinanza 21 febbraio
I985 del Ministro della Sanità.
La guida, per gli aspetti comuni a quelli della «Prevenzione incendi»,
è in armonia con normativa e le disposizioni del Ministero
dell’interno in materia. La corrispondenza tra i vari punti delle
presenti linee guida e quelli della suddetta normativa è riportata in
appendice.
Tanto premesso si specifica che la presente guida tecnica riguarda sia
le nuove installazioni che quelle esistenti. Ove per le attività
esistenti non fosse possibile reperire taluni degli elementi
richiesti, gli stessi potranno essere omessi motivatamente.
In osservanza a quanto riportato nella premessa agli allegati II e III
della Direttiva 82/501 CEE del 24 giugno 1982, ai fini della verifica
del raggiungimento della soglia specifica, quantitativi di sostanze
elencate negli allegati medesimi, comunque presenti entro la distanza
di almeno 500 m, misurata dal perimetro del singolo impianto in esame,
contenuti in impianti dello stesso fabbricante, debbono essere sommati
tra loro solo se riferibili ad ogni stessa singola voce degli elenchi
riportati negli allegati suddetti.
Per perimetro di impianto il fabbricante può far riferimento alla
recinzione o al limite di batteria dell’impianto, ovvero alla linea di
inviluppo delle apparecchiature contenenti le sostanze pericolose. Le
particolari sostanze infiammabili elencate isolatamente negli allegati
sopra citati con propria soglia specifica, in relazione al maggior
rischio di incidenti rilevanti che di per sé stesse costituiscono, ove
rientrino anche nelle voci più generali per le quali è fissata una
soglia più elevata (punto 1 e 2 dell’allegato II e/o punti 124,125 e
150 dell’allegato III) devono essere prese in considerazione per la
verifica di entrambe le suddette soglie.
Per quanto riguarda le sostanze indicate al numero 150 dell’allegato
III e cioè «liquidi infiammabili di cui al punto c) iii dell’allegato
IV alla suddetta Direttiva CEE 82/501», si precisa che sono da
intendersi quelle sostanze liquide in condizioni normali le quali
trovandosi in particolari condizioni di processo, quali elevata
pressione ed elevata temperatura, possono dar luogo in caso di mancato
contenimento, a rilasci di vapori infiammabili e/o tossici con rischio
di incidenti rilevanti.
Tali particolari condizioni, indipendentemente dal punto di
infiammabilità, hanno determinato il vapore piuttosto limitato della
relativa soglia (200 t) rispetto, ad esempio, alla voce del punto 125
(50.000 t).
A maggior chiarimento si precisa che:
– una sostanza isolatamente elencata se presente nell’ambito di una
attività industriale in quantità pari o superiore alla relativa soglia
fa ricadere l’attività stessa nel campo della notifica richiesta
dall’art. 5 della Direttiva CEE/82/501;
– un quantitativo della medesima sostanza, presente nell’attività
industriale in valore inferiore a quello di soglia, ove la sostanza
stessa sia ascrivibile ad una delle già citate voci più generali di
cui all’allegato II punti 1 e 2 e/o all’allegato III punti 124,125 e
150, deve essere sommato ai quantitativi di eventuali ulteriori
sostanze ricadenti, per le proprie caratteristiche (v. allegato IV)
nella voce più generale medesima, ai fini di verificare se, con
l’apporto di tale addendo, si raggiunga o meno il valore di soglia
prefissato per l’intero gruppo di sostanze da comprendersi nella voce
in esame.
Per quanto concerne le possibilità di «deposito separato» esse sono
quelle contemplate nell’allegato II cioè depositi in impianti
«diversi» da quelli di cui all’allegato I della Direttiva.
Ne discende che nell’ambito di impianti di cui all’allegato I i
depositi, qualunque essi siano, non sono di norma definibili come
«depositi separati». Sono peraltro assimilabili a depositi separati
quelli contenenti sostanze dell’allegato II che siano connessi ad
impianti di cui all’allegato I purché distinto dagli stessi più di 500
m. Linee guida per la notifica e la presentazione del rapporto
di sicurezza. A.l. DATI IDENTIFICATIVI E UBICAZIONE
DELL’IMPIANTO A.l.l. Dati generali. A.l.l.l. Ragione
sociale e indirizzo del fabbricante (Sede sociale). A.1.1.2.
Denominazione ed ubicazione dell’impianto o deposito. Direttori
responsabili. A.1.1.3. Si indichi il responsabile della
progettazione esecutiva dell’impianto, segnalandone il tipo di
qualificazione professionale e le esperienze nel campo. A.1.1..4
Responsabile dell’esecuzione del rapporto di sicurezza. Si indichino
il tipo di qualificazione professionale e le esperienze nel campo.
A.1.2. Localizzazione e identificazione dell’impianto.
A.1.2.1. Corografia della zona in scala non inferiore a 1:
25.000 sulla quale sia evidenziato il perimetro dello stabilimento.
Tale mappa dovrà comprendere un’area avente un raggio di almeno 5 km
attorno all’installazione.
Sulla mappa stessa dovrà essere indicata la destinazione degli edifici
principali attualmente esistenti, con particolare riferimento agli
ospedali, alle scuole, agli uffici e alle industrie, con la
precisazione del tipo di industria se noto, nonché la presenza di
linee ferroviarie, strade, autostrade, porti, aeroporti e corridoi
aerei di atterraggio o decollo. A.1.2.2. Posizione dell’impianto su
una mappa dettagliata in scala non inferiore a 1:2.000 della località
che rappresenta la zona circostante l’impianto per un raggio minimo di
l.000 m riferito al baricentro geometrico dell’impianto stesso con una
distanza minima di 500 m dai confini dell’attività. A.1.2.3. Piante
e sezioni dell’impianto in scala non inferiore a 1:500, con eventuali
particolari signifi…

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