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Chiarimenti interpretativi di questioni e problemi di prevenzione ince...

Chiarimenti interpretativi di questioni e problemi di prevenzione incendi
Circolare Ministeriale

Di seguito alla Circolare n. 36 dell’11 dicembre 1985 (Gazzetta
Ufficiale n. 296 del 17 dicembre 1985) si ritiene opportuno, per
uniformità di indirizzo, riportare i più significativi
quesiti di prevenzione incendi posti a questa Amministrazione nel
corso del corrente anno, nonché i chiarimenti formulati,
sentito, ove necessario, il parere del Comitato Centrale Tecnico
Scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.I Comandi
Provinciali dei Vigili del Fuoco, sia nella fase provvisoria prevista
dalla legge n. 818/84 che nella fase definitiva per il rilascio del
certificato di prevenzione incendi, si atterranno, pertanto, ai
concetti contenuti nei chiarimenti di seguito riportati.Articolo
unico1) Punto 75) D.M. 16 febbraio 1982 – (Limiti inferiori).Gli
istituti, i laboratori, gli stabilimenti e i depositi in cui si
effettuano, anche saltuariamente, ricerche scientifiche o
attività industriali rientrano nel punto 75) del D.M. 16
febbraio 1982 se impiegano isotopi radioattivi eccedenti i limiti
stabiliti dall’articolo 110 del D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185 che
rimanda agli artt. 3 e 5 del Decreto Ministeriale 14 luglio 1970.Resta
valido quanto chiarito nel punto 8 della Circolare Ministeriale n. 36
dell’11 dicembre 1985 per le attività che detengono o impiegano
macchine radiogene a scopo terapeutico autorizzate dal medico
provinciale a norma dell’art. 96 del citato D.P.R. 13 febbraio 1964,
n. 185.2) Case da gioco – Punto 83) del D.M. 16 febbraio 1982 (Locali
di spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a
100 posti).Le ”case da gioco“ sono locali di spettacolo e
di trattenimento e pertanto sono comprese al punto 83) del D.M. 16
febbraio 1982. Alle stesse vanno applicate le disposizioni di
sicurezza contenute nella Circolare n. 16 del 15 febbraio 1951 e
successive modificazioni ed integrazioni, salvo quanto previsto agli
artt. 34, 41, 42, 43, 44, 45 e ferme restando le competenze delle
Commissioni Provinciali di Vigilanza.3) Sale consiliari – Punto 83)
del D.M. 16 febbraio 1982 (Locali di spettacolo e di trattenimento in
genere con capienza superiore a 100 posti).Le ”sale
consiliari“ (Sale per consigli regionali, provinciali, comunali,
aule di tribunali, ecc.) non sono locali di spettacolo e
trattenimento, secondo i chiarimenti contenuti nella Circolare n. 52
del 20 novembre 1982 punto 4.1. e pertanto non sono comprese nel punto
83) del D.M. 16 febbraio 1982.4) Locali di spettacolo e trattenimento
– Punto 1 dell’art. 2 del D.M. 6 luglio 1983 – (Passaggi in
genere).Per ”passaggi in genere“ si intendono i percorsi
”esterni“ al locale di spettacolo o trattenimento verso le
uscite.5) Locali di spettacolo e trattenimento con capienza inferiore
a 150 posti – Numero delle uscite.Tutti i locali classificati all’art.
17 della Circolare n. 16 del 15 febbraio 1951, con capienza inferiore
a 150 posti possono essere dotati di due sole uscite, in analogia a
quanto già previsto dalla Circolare n. 79 del 27 agosto 1971
per i locali indicati al punto 4 del citato art. 17 della Circolare n.
16/1951.6) Circolare n. 16 del 16 giugno 1980, punto B.3 –
(Applicabilità alle sale da ballo).Il punto B.3 della Circolare
n. 16 del 16 giugno 1980 è applicabile unicamente alle
multisale cinematografiche e non alle multisale da ballo che
presentano problematiche difformi ai fini della sicurezza
antincendi.7) Locali di spettacolo e trattenimento – Installazione di
cucine a gas con densità non superiore a 0,8.L’installazione di
cucine alimentate a gas con densità non superiore 0,8 a
servizio di locali di spettacolo e trattenimento è consentita
purché le cucine siano installate in locali appositi. La
comunicazione tra il locale di spettacolo e di trattenimento con
quello in cui sono installate le cucine, deve avvenire tramite filtro
a prova di fumo, realizzato nel rispetto del D.M. 30 novembre 1983.
Devono comunque essere osservate tutte le altre norme di sicurezza
vigenti per gli impianti di produzione di calore alimentati a gas,
eccettuata la lettera circolare n. 8242/4183 del 5 aprile 1979 che non
può essere applicata al caso di specie essendo relativa ad
impianti di cucina e lavaggio stoviglie a servizio di ristoranti,
mense collettive, alberghi, ospedali e simili che presentano
problematiche difformi ai fini della sicurezza antincendio.8) Edifici
destinati al culto – Punto 83) del D.M. 16 febbraio 1982 (Locali di
spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a 100
posti).Gli edifici destinati al culto non sono locali di spettacolo e
trattenimento secondo i chiarimenti contenuti nella Circolare n. 52
del 20 novembre 1982, punto 4.1, e pertanto non sono compresi nel
punto 83) del D.M. 16 febbraio 1982. Sono fatte comunque salve le
disposizioni contenute nell’art. 15, punto 5 del D.P.R. del 29 luglio
1982, n. 577.9) D.M. 6 luglio 1983, e successive variazioni e/o
integrazioni – (Applicabilità ai materiali di allestimento
(stands) utilizzati nelle mostre e fiere).In attesa dell’emanazione
delle specifiche normative ed in considerazione che il D.M. 6 luglio
1983 e successive variazioni e/o integrazioni non fa riferimento ai
materiali di allestimento di tipo standistico utilizzati per mostre e
fiere, le Commissioni Provinciali di vigilanza sui locali di pubblico
spettacolo ed i Comandi Provinciali dei vigili del fuoco, possono
accettare per la realizzazione degli stands, la posa in opera di
materiali non classificati ai fini della reazione al fuoco. Sotto la
diretta responsabilità del titolare dell’attività,
devono comunque essere adottati effettivi accorgimenti migliorativi
delle condizioni globali di sicurezza mediante l’utilizzo di squadre
di vigilanza aziendale opportunamente attrezzate e ritenute
numericamente sufficienti dall’organo di controllo. Per la
composizione numerica delle predette squadre di vigilanza, deve
tenersi conto della riduzione delle condizioni di rischio conseguente
all’utilizzo, per gli allestimenti di tipo standistico, di materiali
omologati o semplicemente certificati oppure trattati con sostanze
protettive di documentata efficacia.10) Art. 6 della legge 17 maggio
1983 n. 217: alberghi, motels, villaggi-albergo, residenze
turistico-alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi
agro-turistici, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, case
per ferie, ostelli per la gioventù, rifugi alpini – punto 84)
del D.M. 16 febbraio 1982 (alberghi, pensioni, motels, dormitori e
simili con oltre 25 postiletto).- alberghi: rientrano nel punto
84) del D.M. 16 febbraio 1982;- motels: rientrano nel punto 84)
del D.M. 16 febbraio 1982;- villaggi-albergo : rientrano nel
punto 84) del D.M. 16 febbraio 1982;- residenze
turistico-alberghiere: non rientrano nel punto 84) del D.M. 16
febbraio 1982 (vedi Circolare n. 36 dell’11 dicembre 1985);-
campeggi: non rientrano nel punto 84) del D.M. 16 febbraio
1982; gli stessi sono sottoposti al controllo di una apposita
Commissione, della quale fa parte il Comandante Provinciale dei Vigili
del Fuoco, prevista dall’art. 3 della legge 21 marzo 1958, n. 326,
nonché dall’art. 4, 2° comma, del D.P.R. 20 giugno 1961, n.
869, attuativo della citata legge 326.- villaggi turistici: non
rientrano nel punto 84) del DM. 16 febbraio 1982 se nel loro ambito
non esistono unità immobiliari con oltre 25 posti letto
cadauna;- alloggi agro-turistici: non rientrano nel punto 84)
del D.M. 16 febbraio 1982 se nel loro ambito non esistono unità
immobiliari con oltre 25 posti letto cadauna;- affittacamere:
non rientrano nel punto 84) del D.M. 16 febbraio 1982 se nel loro
ambito non esistono unita immobiliari con oltre 25 posti letto
cadauna;- case e appartamenti per vacanze: non rientrano nel
punto 84) del D.M. 16 febbraio 1982 (vedi Circolare n. 36 dell’11
dicembre 1985);- case per ferie: non rientrano nel punto 84)
del D.M. 16 febbraio 1982 se nel loro ambito non esistono
unità immobiliari con oltre 25 posti letto cadauna;- ostelli
per la gioventù: non rientrano nel punto 84) del D.M. 16
febbraio 1982 se nel loro ambito non esistono unità immobiliari
con oltre 25 posti letto cadauna;- rifugi alpini: i rifugi
alpini intesi come locali aventi per requisito fondamentale il
ricovero per alpinisti, come base per escursioni o ascensioni e come
riparo e sosta al rientro in caso di avverse condizioni
meteorologiche, non rientrano nel punto 84) del D.M. 16 febbraio 1982.
Devono comunque essere osservati, sotto la diretta
responsabilità del titolare dell’attività, i divieti ed
obblighi imposti dai punti 7, 8, 10, 11 dell’allegato A alla legge n.
406 del 19 luglio 1980 che prevedono, riferiti al caso specifico di
rifugi alpini, quanto segue:1) il divieto di impiegare fornelli di
qualsiasi tipo per il riscaldamento di vivande, stufe e apparecchi di
riscaldamento in genere a funzionamento elettrico con resistenza in
vista o alimentati con combustibili solidi, liquidi o gassosi.2) il
divieto di tenere depositi, anche modesti, di sostanze infiammabili
nei locali facenti parte del volume destinato all’attività;3)
l’obbligo di tenere in chiara evidenza, in ogni locale le indicazioni
sui provvedimenti più appropriati da adottare e le istruzioni
sul comportamento che in caso di incendio dovranno tenere gli
utenti;4) l’obbligo di installare un estintore di classe 5A ogni 20 mq
di superficie netta.Restano comunque soggette ai controlli antincendio
le aree a rischio specifico quali impianti per la produzione del
calore (centrali termiche, cucine, ecc. con potenzialità
superiore a 100.000 cal/h), gruppi elettrogeni, ecc. e q…

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