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Legge 26 luglio 1965, n. 966 sulla prevenzione incendi Obblighi e pot...

Legge 26 luglio 1965, n. 966 sulla prevenzione incendi Obblighi e poteri di intervento
Circolare Ministeriale

Con la Circolare n. 19 MI-SA (79)11 del 9 agosto 1979 venne
portato a conoscenza perché gli Uffici interessati avessero a
regolarsi in conformità il parere espresso dal Consiglio di
Stato sulla questione di cui in oggetto, con invito, altresì, a
che sullo stesso venisse attirata l’attenzione dei Comandanti
Provinciali dei VV.F.La Pretura di Roma, con foglio del 13 maggio 1980
diretto al Comando Provinciale dei VV.F. di Roma ed inviato per
conoscenza al Prefetto di Roma, ha ritenuto opportuno ad integrazione
del contenuto di detta Circolare far tenere delle ulteriori
puntualizzazioni in ordine all’obbligo di rapporto spettante al detto
Comando, quale organo specializzato di polizia giudiziaria in materia
di prevenzione incendi.Avuto conoscenza, tramite il ripetuto Comando
Provinciale di Roma, della comunicazione di cui sopra, si ritiene
opportuno che della stessa abbiano integrale notizia anche tutti gli
altri Comandi.Pertanto se ne acclude copia, dirigendo la presente agli
stessi Uffici cui venne indirizzata la precedente Circolare, con
preghiera, come la volta scorsa, ai Prefetti ed ai Commissari del
Governo per le Province di Trento e Bolzano di volerla portare a
conoscenza, rispettivamente, dei Comandanti provinciali dei VV.F. e
dei Comandanti dei Corpi provinciali delle dette
provincie.AllegatoPretura di RomaUfficio IX Sezione penaleRoma, 11
maggio 1980Con riferimento ed a integrazione per quanto di competenza
di questa Autorità Giudiziaria del contenuto della Circolare n.
19 del 9 agosto 1979 del Ministero dell’Interno Direzione Generale
della Protezione Civile si ritiene opportuna una puntualizzazione in
ordine all’obbligo di rapporto spettante a codesto Comando, quale
organo specializzato di P.C. in materia di prevenzione incendi.In
proposito, è da ricordare:1) che l’omessa sottoposizione a
preventivo esame del progetto di impianto e l’omessa richiesta di
collaudo per le aziende di cui all’art. 36, D.P.R. 27 aprile 1955, n.
547 ed al D.P.R. 26 maggio 1959, n. 689 si integra il resto di cui
agli artt. 37 e 389 lettera b) D.P.R. 547 cit.;2) che, ove codesto
Comando emetta prescrizioni imperative a tutela dell’incolumità
delle persone, così come nel caso in cui il Prefetto omette la
formale diffida di cui è cenno nella Circolare citata, la
inosservanza di siffatti provvedimenti può nei congrui casi
ove non siano ipotizzabili reati specifici e salva diversa valutazione
dell’A.G. costituire fatto astrattamente idoneo a configurare il
reato di cui all’art. 150 C.P., rientrando l’incolumità
pubblica, secondo autorevole dottrina, tra le ragioni di sicurezza
pubblica contemplate da detta disposizione;3) che in ogni caso
spettando agli appartenenti a codesto Comando la qualifica di
Ufficiali e Agenti di P.G. (art. 16, Legge 15 maggio 1961, n. 469),
l’obbligo del rapporto all’A.G., incombe direttamente a codesto
Comando, ai sensi degli artt. 2 C.P.P. e 361 cp.C.P. Non appare
perciò conforme a dette disposizioni perché tra l’altro
potrebbe dar luogo ad ingiustificati ritardi la procedura adombrata
nella parte capositiva della predetta Circolare, secondo cui dovrebbe
essere l’Autorità amministrativa (Prefetto) e non quella di
P.G. (Comando VV.F.) ad inoltrare il rapporto per i fatti-reati
accertati da quest’ultima.Si precisa infine che gli eventuali rapporti
dovranno essere inoltrati direttamente a questa Sezione, avendo essa
nell’ambito della Provincia di Roma competenza specializzata per i
reati attinenti alla salute pubblica.

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