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Disposizioni di prevenzione incendi relative ai sistemi di riscaldamento denominati ”a moduli generatori di aria calda a scambio diretto“, alimentati a gas, di potenza termica superiore a 34,89 kw (30.000 KCal/h)
Lettera Circolare

Sono pervenuti a questo Ufficio numerosi quesiti riguardanti i
sistemi di riscaldamento comunemente denominati ”a moduli
generatori di aria calda a scambio diretto“.In attesa della
disciplina definitiva da assumersi nel quadro del libero scambio dei
prodotti tra i Paesi membri della C.E.E., se ne trascrivono
nell’allegato le disposizioni di prevenzione incendi relative
all’installazione.Poiché i sistemi in argomento costituiscono
una utilizzazione particolare dell’energia termica ottenuta mediante
la combustione di sostanze gassose, affidando il trasporto di detta
energia essenzialmente al fenomeno fisico della convenzione, si fa
presente che, per quanto non esplicitamente modificato nell’allegato,
risultano valide le disposizioni impartite a suo tempo da questo
Ministero con la circolare del 25 novembre 1969 n. 68 e
successive.AllegatoDisposizioni di prevenzione incendi relative ai
sistemi di riscaldamento denominati ”a moduli generatori di aria
calda a scambio diretto“ alimentati a gas di potenza termica
superiore a 34,89 kw (30.000 Kcal/h)I – Moduli generatori di aria
calda a scambio diretto alimentati con gas combustibili aventi
densità inferiore a 0,81 – Definizione:ai fini
dell’applicazione delle presenti norme vengono definiti ”moduli
generatori di aria calda a scambio diretto“ gli apparecchi per
la produzione di aria calda mediante convenzione naturale o forzata,
costituiti da una unità monoblocco composta da un involucro
esterno (con funzioni essenzialmente di convogliamento dei flussi
d’aria), da una camera di combustione, da un bruciatore automatico di
combustibile, da uno scambiatore di calore attraverso la cui
superficie avviene lo scambio di calore tra i prodotti della
combustione e l’aria che attraversa il generatore (in modo diretto,
senza fluido intermediario), da uno o più ventilatori per la
movimentazione dell’aria attraverso il modulo generatore, dalle staffe
di supporto, dal bruciatore, dal ventilatore, dai dispositivi di
sicurezza e di controllo, dal programmatore e dagli accessori
relativi.2 – Campo di applicazione:le presenti disposizioni si
applicano agli impianti di riscaldamento del tipo ”a moduli
generatori di aria calda a scambio diretto a gas“ di potenza
termica superiore a 34,89 Kw (30.000 KCal/h), con esclusione di quelli
destinati a cicli di produzione industriale, utilizzanti gas
combustibili di rete e gas combustibili canalizzati destinati a:a)
attività artigianali ed industriali in cui le lavorazioni ed i
materiali in deposito non comportino il rischio di formazione di gas,
vapori o polveri suscettibili di dare luogo ad incendi o esplosioni;b)
attività sportive in cui non sia ammessa la presenza di
pubblico;c) locali destinati ad uso agricolo e zootecnico.3 –
Caratteristiche dei locali:3.1 Gli impianti dovranno essere
installati in locali attestati verso strade, intercapedini antincendi
o spazi scoperti;detti locali non dovranno risultare sottostanti o
contigui a locali destinati a pubblico spettacolo, o a locali comunque
destinati ad affluenza di persone con densità di affollamento
non inferiore a 0,4 persone/mq;3.2 Le pareti dei locali in cui sono
applicati i moduli generatori di aria calda a scambio diretto dovranno
avere resistenza al fuoco non inferiore a REI 30 e classe di reazione
al fuoco zero; detti locali dovranno essere permanentemente aerati con
afflusso di aria per il ricambio (ventilazione) attraverso aperture
ricavate su pareti esterne di superficie minima dedotta con
l’applicazione della formula:S > Q/1000dove S è espresso in
cmq e Q in KCal/h;3.3 Nel caso di moduli stagni verso l’ambiente la
tubazione dell’aria per la combustione deve assicurare una portata di
1,1 m3/h per ogni 1,163 Kw (1.000 KCal/h) di potenza totale;3.4 La
distanza minima tra le pareti del locale e qualsiasi punto esterno del
modulo deve essere non inferiore a 0,60 m;3.5 La distanza fra la
superficie esterna del modulo ed eventuali materiali combustibili in
deposito deve essere tale da impedire il raggiungimento di temperature
pericolose. Inoltre le temperature di esercizio del modulo non devono
costituire pericolo per gli utenti e per i materiali costituenti il
modulo stesso. Si considerano tali le temperature che, rispetto a
quella dell’aria ambiente, siano superiori di:100 °K per le parti
suscettibili di contatti accidentali;60 °K per le materie
plastiche o equivalenti del modulo;50 °K per le pareti ed il
pavimento;45 °K per le porcellane o materiali equivalenti del
modulo;35 °K per le altre parti metalliche o materiali equivalenti
del modulo.4 – Impianto di adduzione del gas:Oltre al rispetto
delle specifiche prescrizioni impartite dalla citata circolare n. 68
del 25 novembre 1969 si dovrà provvedere a che gli eventuali
fori di ingresso per le prese dell’aria di combustione siano situati a
quota inferiore delle condotte di alimentazione dei bruciatori.
Inoltre, per le attività indicate al precedente paragrafo 2),
dovranno essere verificate le disposizioni indicate al punto 3) della
lettera circolare M.I. 26 luglio 1988 n. 14795/4101.5 – Apparecchi
e bruciatori:5.1 Ove sia prevista la presenza di persone
nell’ambiente i moduli dovranno essere di tipo stagno verso l’ambiente
stesso;5.2 Lo scarico dei prodotti della combustione deve avvenire
direttamente all’esterno del fabbricato ed a temperature superiori a
quella del punto di rugiada dell’acqua;5.3 Ove il modulo sia di tipo
stagno verso l’ambiente, i tubi di raccordo al modulo per l’immissione
dell’aria di combustione dovranno essere di classe di reazione al
fuoco 0 e tali da assicurare la tenuta verso l’ambiente servito, ivi
comprese le varie connessioni. Tale requisito deve essere dimostrato
mediante pressione di prova non inferiore a 0,5 mbar, ottenuto
mediante gruppo di compressione di aria standard;5.4 I bruciatori
devono essere muniti di dispositivi automatici di sicurezza totale che
interrompano il flusso del gas qualora per qualsiasi motivo venga a
spegnersi la fiamma;5.5 I moduli devono essere dotati di dispositivi
limitatori di temperatura che interrompano il flusso del gas al
raggiungimento di temperature pericolose;5.6 La pressione dell’aria
nel circuito di scambio termico all’interno del modulo deve essere
superiore a quella dei prodotti della combustione; il modulo deve
essere dotato di pressostato di sicurezza che in caso di penetrazione
dei fumi interrompa il flusso del gas combustibile;5.7 I moduli a
convenzione forzata devono essere dotati di dispositivo automatico di
sicurezza che interrompa il flusso del gas quando non funzionino i
ventilatori di movimentazione dell’aria;5.8 È obbligatorio il
prelavaggio del modulo e delle diverse parti del circuito di
evacuazione dei prodotti della combustione per ogni operazione di
accensione e di riaccensione del bruciatore: il volume minimo
dell’aria di prelavaggio deve essere di quattro volte il volume
interno della camera di combustione del modulo e del circuito di
evacuazione dei fumi;5.9 Gli apparecchi utilizzatori devono essere
alimentati con gas a pressione non superiore a 0,04 mbar;
l’allacciamento dell’apparecchio alla tubazione deve essere eseguito
conformemente al punto 5.9 della circolare n. 68 del 25 novembre
1969.II – Moduli generatori di aria calda a scambio diretto alimentati
con gas combustibili aventi densità superiore a 0,8Valgono le
stesse prescrizioni impartite per i moduli alimentati a gas
combustibili aventi densità inferiore a 0,8 ed inoltre:6 –
Caratteristiche dei locali:6.1 Gli impianti a moduli generatori di
aria calda a scambio diretto alimentati a gas combustibili aventi
densità rispetto all’aria superiore a 0,8 devono essere
installati esclusivamente in locali fuori terra non aventi alcuna
comunicazione con piani sottostanti o cavedi;6.2 I locali di cui al
punto precedente devono essere permanentemente aerati con afflusso di
aria, sia per la combustione che per il ricambio di aria
(ventilazione), mediante aperture con superficie complessiva non
inferiore ad 1/15 della superficie in pianta del locale, con un minimo
di 0,50 m2; almeno un terzo di tale superficie deve essere costituito
da aperture, protette con grigliature metalliche tagliafiamma, situate
nella parte inferiore delle pareti esterne e poste a filo
pavimento;6.3 Nel caso di modulo stagno verso l’ambiente, la tubazione
dell’aria per la combustione deve assicurare una portata di 1,1 mc/h
per ogni 1,163 kw (1.000 kcal/h).7 – Impianto di adduzione del
gasGli eventuali fori per le prese d’aria della combustione devono
essere situati a quota superiore alle condotte di alimentazione;8 –
Apparecchi e bruciatoriGli apparecchi utilizzatori devono essere
alimentati a pressione non superiore a 0,03 mbar.9 – Disposizioni
generaliI moduli generatori di aria calda a scambio diretto devono
essere di tipo approvato dal Ministero dell’Interno a seguito di prove
eseguite presso il Centro Studi ed Esperienze antincendio per
l’utilizzazione negli ambienti consentiti.In occasione delle visite e
dei controlli di prevenzione incendi i Comandanti provinciali potranno
avvalersi delle certificazioni rilasciate da professionisti iscritti
negli albi professionali, secondo quanto indicato nel D.P.R. n. 577
del 29 luglio 1982 all’art. 18.

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