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recante modifica della direttiva 2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità, riguardo ai meccanismi di progetto del Protocollo di Kyoto.
Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio CE

  G.U.U.E. del 13/11/2004 n.L 338 IL PARLAMENTO
EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE
EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l’articolo 175, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1), previa
consultazione del Comitato delle regioni, deliberando secondo la
procedura di cui all’articolo 251 del trattato (2),

considerando quanto segue:
(1) La direttiva 2003/87/CE (3) istituisce un
sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra
nella Comunità («il sistema comunitario») per favorire la riduzione
delle emissioni di tali gas all’insegna dell’efficacia dei costi e
dell’efficienza economica, partendo dal presupposto che nel lungo
termine le emissioni globali di gas serra dovranno essere ridotte del
70 % circa rispetto ai livelli del 1990. La direttiva intende
contribuire ad ottemperare agli impegni che la Comunità e gli Stati
membri hanno assunto per ridurre le emissioni di gas a effetto serra
di origine antropica nell’ambito del Protocollo di Kyoto, approvato
dalla decisione 2002/358/CE del Consiglio, del 25 aprile 2002,
riguardante l’approvazione, a nome della Comunità europea, del
Protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni
Unite sui cambiamenti climatici e l’adempimento congiunto dei relativi
impegni (4).
(2) La direttiva 2003/87/CE stabilisce che il riconoscimento dei
crediti risultanti dai meccanismi di progetto ai fini dell’adempimento
degli obblighi a partire dal 2005 migliorerà il rapporto
costi/efficacia della realizzazione di riduzioni delle emissioni di
gas a effetto serra a livello mondiale edeve essere oggetto di
disposizioni intese a collegare i meccanismi
di progetto del Protocollo di Kyoto, in particolare l’attuazione
congiunta (Joint Implementation – JI) e il meccanismo per lo sviluppo
pulito (Clean Development Mechanism – CDM), con il sistema
comunitario.
(3) Mettendo in relazione i meccanismi di progetto del Protocollo di
Kyoto con il sistema comunitario, si salvaguarda al contempo
l’integrità ambientale di quest’ultimo e si consente di utilizzare i
crediti di emissione prodotti dalle attività dei progetti ammissibili
ai sensi dell’articolo 6 e dell’articolo 12 del Protocollo di Kyoto
per ottemperare agli obblighi degli Stati membri di cui all’articolo
12, paragrafo
3, della direttiva 2003/87/CE. Ciò consentirà di disporre,
all’interno del sistema comunitario, di un maggior numero di soluzioni
diverse a basso costo per garantire la conformità agli obblighi, con
la conseguente riduzione dei costi complessivi da sostenere per
conformarsi al Protocollo di Kyoto; al contempo verrà incrementata la
liquidità del mercato comunitario delle quote di emissioni dei gas
serra. Incentivando la domanda di crediti JI le imprese comunitarie
investiranno nello sviluppo e nel trasferimento di know how e di
tecnologie avanzate che rispettino l’ambiente. Verrà incentivata anche
la domanda di crediti CDM e dunque i paesi in via di sviluppo che
ospitano i progetti CDM saranno aiutati nella realizzazione dei loro
obiettivi di sviluppo sostenibile.
(4) I meccanismi di progetto del Protocollo di Kyoto, oltre a poter
essere utilizzati dalla Comunità e dagli Stati membri, da imprese e da
privati al di fuori del sistema comunitario, dovrebbero essere
connessi al sistema comunitario in modo tale da garantirne la coerenza
con la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici (UNFCCC), con il Protocollo di Kyoto e con le decisioni
adottate successivamente a norma di tali strumenti, oltre
che con gli obiettivi e la struttura del sistema comunitario e con le
disposizioni della direttiva 2003/87/CE.
(5) Gli Stati membri possono consentire ai gestori di utilizzare nel
sistema comunitario le riduzioni delle emissioni certificate (CER) a
partire dal 2005 e le unità di riduzione delle emissioni (ERU) a
partire dal 2008. L’utilizzo di CER ed ERU da parte dei gestori a
partire dal 2008 può essere consentita fino ad una percentuale della
quota attribuita a ciascun impianto che deve essere specificata da
ciascuno Stato membro nel suo piano nazionale di assegnazione.
L’utilizzazione avverrà mediante il rilascio e l’immediata
restituzione di una quota in cambio di una CER o di una ERU. La quota
rilasciata in cambio di una CER o di una ERU corrisponderà a detta CER
o ERU.
(6) Il regolamento della Commissione relativo ad un sistema
standardizzato e sicuro di registri che deve essere adottato a norma
dell’articolo 19, paragrafo 3, della direttiva 2003/87/CE e
dell’articolo 6, paragrafo 1, della decisione n. 280/2004/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004,
relativa ad un meccanismo per monitorare le emissioni di gas a effetto
serra nella Comunità e per attuare il protocollo di Kyoto (5),
prevederà i relativi processi e le relative procedure nel sistema di
registri per l’utilizzazione delle CER nel periodo 2005-2007 e nei
periodi successivi, e per l’utilizzazione delle ERU nel periodo
2008-2012 e nei periodi successivi.
(7) Ciascuno Stato membro deciderà sul limite di utilizzazione delle
CER e delle ERU derivanti da attività di progetto, tenendo debito
conto delle pertinenti disposizioni del Protocollo di Kyoto e degli
accordi di Marrakech, al fine di
soddisfare il requisito da essi stabilito che l’utilizzazione dei
meccanismi sia supplementare rispetto all’azione nazionale.
Le misure nazionali rappresenteranno quindi un elemento importante
dello sforzo compiuto.
(8) Ai sensi della convenzione UNFCCC, del Protocollo di Kyoto e delle
successive decisioni adottate a norma di tali strumenti, gli Stati
membri devono astenersi dall’utilizzare le CER e le ERU generate da
centrali nucleari per rispettare gli obblighi di cui all’articolo 3,
paragrafo 1, del Protocollo di Kyoto e alla decisione 2002/358/CE.
(9) Le decisioni 15/CP.7 e 19/CP.7 adottate a norma della convenzione
UNFCCC e del Protocollo di Kyoto sottolineano che l’integrità
ambientale deve essere conseguita, tra le altre cose, grazie ad
efficaci modalità, regole e orientamenti per i meccanismi e grazie ad
efficaci e solidi principi e regole che disciplinino le attività di
utilizzo del territorio, variazione della destinazione d’uso del
territorio e silvicoltura, e che si deve tener conto delle questioni
della non permanenza,dell’addizionalità, delle perdite (leakage),
delle incertezze e degli impatti socioeconomici e ambientali, compresi
gli impatti sulla biodiversità e sugli ecosistemi naturali, connesse
con le attività dei progetti di afforestazione e riforestazione. Nel
suo riesame della direttiva 2003/87/CE previsto per il 2006, la
Commissione dovrebbe prendere in considerazione disposizioni tecniche
relative alla natura temporanea dei crediti e al limite
diammissibilità dell’1 % per le attività dei progetti di utilizzo del
territorio, variazione della destinazione d’uso del territorio e
silvicoltura, secondo quanto stabilisce la decisione 17/CP. 7, e
inoltre disposizioni relative al risultato della valutazione dei
rischi potenziali connessi con l’impiego di organismi geneticamente
modificati e di specie estranee potenzialmente invasive nelle attività
di progetto di afforestazione e riforestazione, al fine di consentire
ai gestori di utilizzare nel sistema comunitario a partire dal 2008 le
CER e le ERU derivanti da attività di progetto di utilizzo del
territorio, variazione delle destinazioni d’uso del territorio e
silvicoltura, in conformità delle decisioni adottate a norma della
convenzione UNFCCC o del Protocollo di Kyoto.
(10) Per evitare la doppia contabilizzazione le CER e le ERU non
dovrebbero essere rilasciate nel caso di attività di progetto avviate
all’interno della Comunità che a loro volta determinano la riduzione o
la limitazione delle emissioni di impianti disciplinati dalla
direttiva 2003/87/CE, a meno che un uguale numero di quote siano
cancellate dal registro dello Stato membro di origine delle ERU o
delle CER.
(11) In conformità dei pertinenti trattati di adesione, occorre tener
conto dell’acquis comunitario nel definire le condizioni di
riferimento per le attività di progetto intraprese nei paesi in via di
adesione all’Unione.
(12) Gli Stati membri che autorizzano entità pubbliche o private a
partecipare ad attività di progetto sono responsabili del rispetto
degli obblighi ad essi derivanti dalla convenzione UNFCCC e dal
Protocollo di Kyoto e dovrebbero pertanto garantire la coerenza di
tale partecipazione con le pertinenti linee guida, modalità e
procedure, adottate anorma della convenzione UNFCCC e del Protocollo
di Kyoto.
(13) A norma della convenzione UNFCCC, del Protocollo di Kyoto e di
altre decisioni successive adottate per l’attuazione di tali
strumenti, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero sostenere
attività per la creazione di capacità nei paesi in via di sviluppo e
nei paesi ad economia in transizione,per aiutarli a trarre il massimo
vantaggio dai meccanismi JI e CDM a sostegno delle loro strategie di
sviluppo sostenibile. La Commissione dovrebbe riesaminare e riferire
in merito agli sforzi messi in atto a tale riguardo.
(14) I criteri e le linee guida per valutare se i progetti per la
produzione di energia idroelettrica hanno un impatto ambientale o
sociale negativo sono stati stabiliti dalla World Commission on Dams
(Commissione mondiale sulle dighe) nella sua relazione del novembre
2000 «Dams and Development. A New Framework for Decision-Making»,
dall’OCSE e dalla Banca mondiale.
(15) Poiché la partecipazione alle attività dei progetti di JI e CDM è
volontaria, occorre rafforzare la responsabilità ambientale e sociale
delle imprese in conformità del paragrafo 17, del piano di attuazione
approvato al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile. In questo
contesto, le imprese do…

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