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Decreto-legge 6 maggio 1997, n. 117, coordinato con la legge di conver...

Decreto-legge 6 maggio 1997, n. 117, coordinato con la legge di conversione 1° luglio 1997, n. 203 recante interventi straordinari del potenziamento degli impianti di prevenzione e sicurezza a tutela del patrimonio culturale.
Decreto Legge

Nota:
Decreto-legge 6 maggio 1997, n. 117, coordinato con la legge di
conversione 1° luglio 1997, n. 203.  Art. 1
1. Il Ministro per i beni culturali e ambientali, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adotta un
piano straordinario inteso all’installazione, all’adeguamento ed alla
modernizzazione degli impianti di prevenzione e di sicurezza a tutela
del patrimonio architettonico, archeologico, artistico-storico,
bibliografico e archivistico pubblico e privato, anche mediante
l’utilizzo di sistemi antitaccheggio prioritariamente rivolti alla
tutela del patrimonio bibliografico, nonché per la predisposizione
degli strumenti programmatici intesi all’individuazione dei rischi
afferenti i beni culturali. Il piano indica le quote di finanziamento
da assegnare a ciascuna soprintendenza, o altro istituto dipendente.
2. Per la predisposizione del piano di cui al comma 1, gli organi del
Ministero per i beni culturali e ambientali propongono ai rispettivi
uffici centrali il programma degli interventi da realizzare. Le
proposte hanno riferimento ad interventi per l’installazione,
l’integrazione e l’adeguamento di impianti di prevenzione e di
sicurezza anche dei beni appartenenti agli enti pubblici, ai privati,
previa dimostrazione della impossibilità a provvedervi a proprie spese
e con assunzione degli oneri di manutenzione e gestione degli
impianti, nonché agli enti ed istituzioni ecclesiastiche in conformità
all’intesa tra il Ministro per i beni culturali e ambientali e il
Presidente della Conferenza episcopale italiana, relativa alla tutela
dei beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed
istituzioni ecclesiastiche di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26 settembre 1996, n. 571.
3. Le proposte di cui al comma 2 possono riguardare anche interventi
non diretti dello Stato sui beni culturali non statali, per i quali
sono concessi contributi fino all’importo massimo del settanta per
cento della spesa riconosciuta. Gli oneri di manutenzione e gestione
degli impianti sono a carico del beneficiario del contributo.
4. Agli interventi del piano di cui al comma 1 si applicano le
disposizioni previste dall’articolo 7 del decreto-legge 20 maggio
1993, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio
1993, n. 237, della legge 1° marzo 1975, n. 44 e del decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1978, n. 509, e successive
modificazioni.
5. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Ministero per i beni culturali e ambientali organizza
corsi di formazione per il personale tecnico e di vigilanza con
particolare riferimento alla sicurezza del lavoro anche nei cantieri
mobili.
6. In attesa della riorganizzazione del Ministero per i beni culturali
e ambientali e ferme restando le attuali dotazioni organiche, è
istituito, alle dirette dipendenze del Ministro, il Servizio tecnico
per la sicurezza con compiti di coordinamento, consulenza ed ispettivi
inerenti la sicurezza del patrimonio culturale cui è preposto il
dirigente di cui all’articolo 49 del decreto del Presidente della
Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805.
7. Per l’attuazione del piano di cui al comma 1 ed al fine di
assicurare la migliore funzionalità degli uffici periferici, il
Ministro per i beni culturali e ambientali individua, con proprio
decreto, venti soprintendenze, o altri istituti, presso i quali
collocare altrettante unità di personale amministrativo, di qualifica
funzionale non inferiore alla ottava o equiparati, nel triennio dal
1997 al 1999.
8. Le unità di personale, appartenenti ad amministrazioni pubbliche
statali e non statali esistenti nelle regioni interessate, sono
collocate in posizione di comando presso le soprintendenze o gli
istituti di cui al comma 7, previo consenso del personale e sulla base
delle comunicazioni di disponibilità che le amministrazioni
interpellate dovranno fornire al Ministero per i beni culturali e
ambientali entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
9. Per la realizzazione del piano i soprintendenti e i direttori degli
altri istituti interessati effettuano operazioni finanziarie, secondo
criteri di uniformità, a carico delle entrate di cui alla legge 25
marzo 1997, n. 78, nei limiti di una spesa massima di lire 20 miliardi
annui per un periodo massimo di dieci anni, per rimborso delle quote
di capitale e interessi. Per le finalità di cui al presente articolo è
altresì autorizzata la spesa di lire 20 miliardi per il 1997 mediante
utilizzo dell’autorizzazione di spesa relativa alla quota dello Stato
dell’otto per mille dell’Irpef, iscritta nello stato di previsione del
Ministero del tesoro per l’anno 1997, ai sensi dell’articolo 48 della
legge 20 maggio 1985, n. 222. Agli oneri derivanti dai commi 5, 6, 7 e
8, valutati complessivamente in lire 2 miliardi per il 1997 e 1
miliardo annuo a decorrere dal 1998, si provvede con parte delle
entrate derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso ai musei
statali di cui alla legge 25 marzo 1997, n. 78.
9-bis. Per l’attuazione degli interventi di cui al comma 1 è
autorizzata l’apertura di contabilità speciali di cui al comma 8,
dell’articolo 3 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135.
———— Note all’art. 1: – Il D.P.R. n. 571/1996 reca:
”Esecuzione dell’intesa fra il Ministro per i beni culturali e
ambientali ed il Presidente della Conferenza episcopale italiana,
firmata il 13 settembre 1996, relativa alla tutela dei beni culturali
di interesse religioso appartenenti ad enti e istituzioni
ecclesiastiche“.
– Il D.L. n. 149/1993 reca: ”Interventi urgenti in favore
dell’economia“. Si trascrive il testo del relativo art. 7:
”Art. 7 (Piano per la realizzazione di interventi nel settore dei beni
culturali). – 1. Il Ministro per i beni culturali e ambientali, sulla
base delle proposte degli organi centrali e periferici, coordinate dai
competenti uffici centrali, sentito il Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali, approva, entro il mese di agosto dell’anno che
precede quello di riferimento, il piano annuale per la realizzazione
degli interventi e delle spese ordinarie e straordinarie da effettuare
da parte degli organi centrali e periferici. Ai fini della formazione
del piano possono essere presentati progetti ai sensi dell’art. 1,
comma 5, della legge 10 febbraio 1992, n. 145. Il parere del Consiglio
nazionale per i beni culturali e ambientali sostituisce quelli
previsti dalla legge 21 dicembre 1961, n. 1552, ed ogni altro
prescritto parere di organi consultivi dello Stato. Il piano può
essere aggiornato nell’ambito delle assegnazioni di fondi di ciascun
ufficio, sentito il competente comitato di settore del Consiglio
nazionale per i beni culturali e ambientali, in caso di necessità, con
decreto motivato del Ministro. Per l’esercizio 1993 valgono le
proposte già avanzate e coordinate dagli uffici centrali ed il parere
già espresso dal Consiglio nazionale per i beni culturali e
ambientali.
2. I fondi necessari per effettuare le spese previste nel piano, da
parte degli organi periferici e degli istituti centrali, sono messi a
disposizione dei funzionari delegati, mediante ordini di
accreditamento emessi soltanto sulla base del piano e in deroga al
limite di cui all’art. 56 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440,
e successive modificazioni. I predetti funzionari assumono, a valere
sui fondi messi a loro disposizione, in deroga ai limiti previsti
dalla legislazione vigente, le relative obbligazioni giuridiche che
sono sottoposte al controllo successivo in sede di rendiconto.
3. I progetti per la realizzazione degli interventi sui beni statali e
sui beni non statali per i quali lo Stato interviene direttamente,
sono predisposti, con l’indicazione dei tempi di esecuzione, dagli
organi del Ministero per i beni culturali e ambientali. In caso di
motivata impossibilità la predisposizione dei progetti può essere
affidata, con apposita convenzione, ad istituti universitari o di alta
cultura o a professionisti esterni. I compensi per gli incarichi
affidati gravano sugli stanziamenti iscritti nel piano di spesa. I
progetti degli interventi e i preventivi delle spese di cui al comma
1, nonché quelli gravanti sui fondi relativi ad esercizi precedenti il
1993 sono approvati dai competenti organi periferici del Ministero per
i beni culturali e ambientali fino ad un importo complessivo di lire
1.000 milioni e dal direttore generale del competente Ufficio centrale
per importi superiori, in deroga ai limiti di spesa previsti dalle
vigenti norme. Il predetto limite può essere modificato con decreto
del Ministro per i beni culturali e ambientali. I provvedimenti di
approvazione dei progetti, adottati dagli organi periferici e dai
direttori generali relativamente agli interventi eseguiti dai
funzionari delegati, sono sottoposti al solo controllo successivo in
sede di rendiconto.
4. I responsabili degli organi periferici del Ministero per i beni
culturali e ambientali informano il competente ufficio centrale,
facendo pervenire, entro trenta giorni dalla data di formazione, copia
degli atti adottati per la realizzazione degli interventi e ogni sei
mesi dall’inizio dei lavori, nonché non oltre un mese dalla data di
ultimazione dei lavori, una relazione tecnica inerente l’esecuzione
del progetto. L’omesso invio degli atti e delle relazioni, accertato,
previa controdeduzione scritta dell’interessato, dal competente
dirigente generale, costituisce inosservanza delle direttive generali
ai sensi dell’art. 20, comma 4, del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29.
5. Le procedure previste dal regolamento approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1978, n. 509, si applicano anche
agli interventi e alle sp…

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