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Decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494 concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili: prime direttive per l'applicazione.
Circolare Ministeriale

L’art. 25 del decreto legislativo n. 494/96 dispone
l’entrata in vigore delle relative prescrizioni dopo sei mesi
dalla pubblicazione in gazzetta del decreto stesso, per tener conto
dei tempi necessari alla preparazione delle nuove figure professionali
introdotte dal provvedimento.Considerata l’imminente entrata in
vigore del decreto in questione (24 marzo 1997) ed i quesiti sinora
formulati al riguardo, si danno di seguito le direttive utili ad una
sua uniforme applicazione.1. Applicazione inizialeIn virtù del
principio generale della irretroattività e tassatività
della legge penale, le disposizioni del decreto legislativo n. 494/96
si applicano ai cantieri per i quali l’incarico di progettazione
sia stato affidato formalmente a partire dal 24 marzo 1997, data di
entrata in vigore del decreto stesso.Nell’ipotesi di affidamento
della progettazione mediante procedura concorsuale, si deve fare
riferimento alla data di pubblicazione del relativo bando.2. Campo di
applicazioneIl campo di applicazione è definito dagli articoli
1 e 2, comma 1 lett. a) integrati dagli elenchi degli allegati I e
II.In particolare l’art. 3 comma 1 lett. a) stabilisce che la
nuova normativa trova applicazione nei cantieri temporanei o mobili,
intesi come ”luoghi in cui si effettuano lavori edili o di genio
civile il cui elenco è riportato nell’allegato
I“.Tale elenco è da intendersi come tassativo e non
meramente esemplificativo, tenuto conto del fatto che trattasi di
norme la cui violazione è penalmente sanzionata e pertanto non
suscettibili di applicazione analogica o estensiva.Va altresì
sottolineato che gli elenchi delle lavorazioni e dei lavori
comportanti rischi particolari contenuti rispettivamente negli
allegati I e II non sono l’unico elemento da considerare ai fini
della individuazione del campo di applicazione, il quale discende
invece da una lettura integrata fra i suddetti elenchi e i contenuti
degli artt. 1, commi 1 e 2, comma 1 lett. a).Pertanto le lavorazioni
individuate nell’allegato I e i lavori comportanti rischi
particolari di cui all’allegato I rientrano nel campo di
applicazione solo nella ipotesi in cui si svolgano all’interno
di un cantiere edile o di genio civile ovvero comportino lavori di tal
genere.A titolo esemplificativo, l’attività di
manutenzione di un impianto, che di norma non rientra nella ordinaria
tipologia dei lavori edili o di genio civile, è assoggettata
alle disposizioni del decreto legislativo n. 494/96 solo qualora venga
svolta all’interno di un cantiere edile o di genio civile,
così come i lavori di bonifica e sistemazione forestale o di
sterro e quelli svolti negli studi televisivi e nei teatri o in tutti
i luoghi di ripresa cinematografica e televisiva.3. Destinataria) Il
committenteIl committente è ”il soggetto per conto del
quale l’intera opera viene realizzata, indipendentemente da
eventuali frazionamenti della sua realizzazione“, secondo quanto
dispone l’art. 2 lett. b).Questa definizione in primo luogo fa
escludere che possano essere considerati ”committenti“ gli
eventuali appaltatori di tutta l’opera (ad es. raggruppamenti
temporanei di imprese).In secondo luogo, va precisato che il
”committente“ deve essere una persona fisica, in quanto
titolare di obblighi penalmente sanzionabili. Pertanto,
nell’ambito delle persone giuridiche pubbliche o private, tale
persona deve essere individuata nel soggetto legittimato alla firma
dei contratti di appalto per l’esecuzione dei lavori.a) Il
responsabile dei lavoriIl decreto, in conformità ad analoga
disposizione della direttiva CEE 92/57 ha previsto che il Committente
possa, a sua descrizione, designare un responsabile dei lavori cui
affidare uno o più dei seguenti incarichi: progettazione,
esecuzione, controllo dell’esecuzione dell’opera,
nonché assolvimento degli altri compiti a carico del
committente dagli artt. 3 e 11.Si tratta, come evidente, di una
facoltà e non di un obbligo, poiché gli adempimenti di
cui agli articoli 3 e 11 vengono posti indifferentemente a carico del
committente o del responsabile dei lavori.Nell’ipotesi in cui il
committente designi un responsabile dei lavori per l’adempimento
degli obblighi sopra richiamati, il relativo incarico può
essere affidato sia ad un lavoratore subordinato, sia ad un lavoratore
autonomo con contratto di tipo professionale. In entrambi i casi, come
si evince dall’art. 6, comma 1, il committente rimane comunque,
responsabile per ”culpa in eligendo o in vigilando“.4.
Coordinamento del decreto 494/96 con altre norme
dell’ordinamento giuridicoNon si pongono problemi di
incompatibilità con la legge 11/2/94 n. 109 e successive
modifiche, per un duplice ordine di considerazioni sia perché
il regolamento previsto dall’art. 31 di detta legge non è
stato ancora emanato sia in quanto il citato articolo dispone
espressamente che detto regolamento dovrà comunque conformarsi
alla direttiva quadro 89/391 ed alla direttiva particolare 92/57 e
quindi alle relative normative nazionali di recepimento.Con
riferimento, poi, all’articolo 18 punto 8 delle legge n. 55/90,
che stabilisce tra l’altro, l’obbligo di presentazione al
committente del piano di sicurezza da parte degli appaltatori, va
detto che tale articolo deve ritenersi non più applicabile,
poiché le disposizioni del D.Lgs. 494/96 regolamentano in
maniera diversa la stessa materia.5. Art. 19I quattro anni di
effettivo svolgimento di attività qualificata in materia di
sicurezza sul lavoro nelle costruzioni, o di direttore tecnico di
cantiere, devono essere trascorsi entro la data di entrata in vigore
del decreto in questione.La trasmissione all’organo di vigilanza
degli attestati comprovanti l’effettivo svolgimento della
attività sopra richiamata può avvenire anche
successivamente alla data di entrata in vigore ma, comunque, prima
dell’accettazione di incarichi di coordinatore per la
progettazione o per l’esecuzione dei lavori.L’organo
competente a ricevere dette attestazioni è quello nel
territorio del domicilio dell’interessato.

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