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Modificazioni alle attività industriali esistenti assoggettate all'ob...

Modificazioni alle attività industriali esistenti assoggettate all'obbligo di notifica che comportano implicazioni per i rischi di incidenti rilevanti
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’AMBIENTEVisto il comma 2, dell’art. 12 del
decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come
modificato dall’art. 7 del decreto-legge 3 maggio 1996, n. 245, che
prevede la definizione dei criteri per l’individuazione delle
modifiche alle attività industriali che possono avere
implicazioni per i rischi di incidenti rilevanti;Visto il comma 3,
dell’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio
1988, n. 175, come modificato dall’art. 1 del decreto-legge 3 maggio
1996, n. 245, che, per le modifiche di attività esistenti che
non comportano implicazioni per i rischi di incidenti rilevanti,
prevede che il fabbricante, non è tenuto alla presentazione del
rapporto di sicurezza allegato alla notifica purché fornisca
documentata dichiarazione che la modifica non costituisce aggravio del
preesistente livello di rischio, ma deve tenere conto della suddetta
modifica in occasione dell’aggiornamento triennale del rapporto di
sicurezza;Visto il comma 1, dell’art. 13 del decreto del Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come modificato dall’art. 7
del decreto-legge 3 maggio 1996, n. 245, che disciplina l’esercizio
delle funzioni di indirizzo delle attività connesse
all’applicazione del decreto stesso;Considerato in particolare che ai
sensi del predetto articolo le norme generali di sicurezza
nonché i criteri per l’individuazione delle modifiche alle
attività industriali che possono aver implicazioni per rischi
di incidenti rilevanti, sono stabiliti dal Ministero dell’ambiente in
conformità alle proposte della conferenza di servizi di cui
all’art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio
1988, n. 175;Viste le proposte della conferenza di servizi di cui al
citato art. 14 in data 15 gennaio 1996 e in data 1° marzo
1996;Decreta:Art. 11. Le modifiche delle attività industriali
assoggettate all’obbligo di notifica ai sensi degli articoli 4 e 8,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988,
n. 175, sono individuate nell’allegato al presente decreto.Art. 21. Il
fabbricante che intende introdurre modifiche non ricomprese tra quelle
di cui all’art. 1 deve presentare all’ispettorato regionale o
interregionale e al comando provinciale del Corpo nazionale dei Vigili
del fuoco competenti per territorio una dichiarazione resa ai sensi e
per gli effetti della legge 4 gennaio 1968, n. 15, attestante che la
modifica è progettata ed eseguita a regola d’arte e che non
costituisce aggravio del preesistente livello di rischio.2. La
dichiarazione di cui al comma 1 deve in particolare indicare:a) se la
modifica comporta l’incremento della quantità di sostanze
pericolose o categorie di sostanze o preparati pericolosi inferiore al
10% nell’intero impianto o deposito, ovvero inferiore al 20% nella
singola apparecchiatura o serbatoio già evidenziata come
possibile fonte di incidente rilevante nel più recente rapporto
di sicurezza;b) se la modifica comporta il cambio di destinazione di
serbatoi di liquidi «estremamente infiammabili» o
«facilmente infiammabili» in impianti o depositi con
sostanze o preparati rientranti nella stessa categoria di
pericolosità o in categoria inferiore;c) se la modifica
comporta il cambio di destinazione di un serbatoio di stoccaggio di
sostanze pericolose o preparati pericolosi nell’ambito della stessa
classe o di classe di pericolosità inferiore;d) se la modifica
comporta l’incremento della quantità della sostanza pericolosa
o categoria di sostanze o preparati pericolosi superiore al 10% ed
inferiore al 25% sull’intero impianto o deposito.3. Il fabbricante
è tenuto a conservare ed a rendere disponibile ad ogni
richiesta dell’autorità competente la documentazione
comprovante il non aggravio di rischio conseguente alle modifiche di
cui al comma 2, lettera d).Art. 31. Le disposizioni di cui agli
articoli 1 e 2 non si applicano agli interventi di ripristino e
sostituzione di recipienti e apparecchiature (serbatoi, colonne,
vessel, reattori, forni, etc.), macchine o altri componenti, con altri
di capacità non superiore e aventi le medesime caratteristiche
di processo, strutturali e funzionali, ivi comprese le tubazioni di
collegamento, la strumentazione, i sistemi di controllo e di
sicurezza, l’accessibilità dell’area.2. Il fabbricante deve
comunque tenere conto delle modifiche delle attività in
occasione dell’aggiornamento triennale del rapporto di sicurezza ai
sensi del comma 1, dell’art. 8, del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175.ALLEGATOMODIFICAZIONI ALLE ATTIVITA’
ESISTENTI CHE COMPORTANO IMPLICAZIONI PER I RISCHI DI INCIDENTI
RILEVANTILa modifica comporta, rispetto al più recente rapporto
di sicurezza presentato:1) Incremento della quantità della
sostanza pericolosa o categoria di sostanze o preparati pericolosi,
superiore al 25%, inteso sull’intero impianto o deposito, ovvero
superiore al 20% sulla singola apparecchiatura o serbatoio già
evidenziata come possibile fonte di incidente rilevante nel più
recente rapporto di sicurezza presentato;2) Introduzione di una
sostanza pericolosa o categoria di sostanze o preparati pericolosi al
di sopra delle soglie previste negli allegati II e III del decreto del
Presidente della Repubblica n. 175/1988, e successive modificazioni;3)
Introduzione di nuove tipologie, o modalità di accadimento, di
incidenti ipotizzabili che risultino più gravose per
verosimiglianza (classe di probabilità di accadimento) e/o per
distanze di danno associate con conseguente ripercussione sulle azioni
di emergenza esterna e/o sull’informazione alla popolazione;4)
Smantellamento o riduzione della funzionalità o della
capacità di stoccaggio di apparecchiature e/o sistemi ausiliari
o di sicurezza critici.

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