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Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio di impianti sporti...

Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio di impianti sportivi
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DELL’INTERNOVista la legge 27 dicembre 1941, n.
1570;Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469, art.1;Vista la legge 26
luglio 1965, n. 966, art.2;Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n.
773, e relativo regolamento di esecuzione;Viste le norme di sicurezza
per la costruzione, l’esercizio e la vigilanza dei teatri,
cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo o trattenimento
contenute nella circolare del Ministero dell’interno n. 16 del 15
febbraio 1951;Visto il decreto ministeriale 10 settembre 1986, come
integrato dal successivo decreto ministeriale 22 gennaio 1987;Rilevata
la necessità di apportare al predetto decreto modificazioni ed
integrazioni specificamente in ordine alla sicurezza degli spettatori
durante lo svolgimento di manifestazioni sportive;Ravvisata
l’opportunità di emanare un testo coordinato delle norme di
sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti
sportivi;Decreta:————Note alla premessa:- Il D.M. 10
settembre 1986 (Nuove norme di sicurezza per la costruzione e
l’esercizio di impianti sportivi) è stato pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 215 del 16 settembre 1986.-
Il D.M. 22 gennaio 1987 (Integrazione al D.M. 10 settembre 1986
concernente nuove norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio
di impianti sportivi) è stato pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 23 del 29 gennaio
1987.Articolo unicoE’ approvato l’allegato testo contenente
”norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti
sportivi“.Il presente decreto sarà pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.AllegatoNorme
di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti
sportiviArt. 1Campo di applicazioneGli impianti soggetti
alle presenti norme, nel seguito indicati ”impianti“, sono
gli impianti sportivi ove è prevista la presenza di spettatori,
praticanti, addetti, in numero complessivo superiore a 100; per gli
impianti ove è prevista la presenza non superiore a 100 persone
valgono norme specifiche di cui al successivo art. 19.Art.
2DefinizioniPer impianto sportivo si intende lo spazio al
chiuso o all’aperto, ”impianto al chiuso o all’aperto“,
nel quale si praticano discipline sportive, regolate da norme,
approvate dalle Federazioni sportive nazionali riconosciute dal
CONI.Viene considerato impianto all’aperto anche l’impianto provvisto
di copertura sulle tribune purché completamente privo di
chiusure verso le zone ove si svolge l’attività sportiva.Si fa
riferimento ai termini e alle definizioni generali di cui al decreto
ministeriale 30 novembre 1983.Art. 3UbicazioneL’ubicazione
dell’impianto deve essere tale da consentire l’avvicinamento e la
manovra dei mezzi di soccorso e la possibilità di sfollamento
verso aree adiacenti.In particolare, gli accessi e gli spazi riservati
alle manovre dei mezzi di soccorso devono avere i seguenti
requisiti:altezza libera: non inferiore a 4 m;larghezza: non inferiore
a 3,50 m;pendenza: non superiore a 10%resistenza al carico: per
automezzi di peso complessivo non inferiore a 20 t.Le strade per
l’allontanamento del pubblico devono avere una larghezza globale pari
alla metà della larghezza complessiva delle uscite
dell’impianto se l’allontanamento è possibile in due sensi, o
pari alla larghezza complessiva delle uscite, se l’allontanamento
è possibile in un solo senso.In caso contrario, devono essere
previsti spazi scoperti di superficie tale da poter contenere il
pubblico, entro un raggio di 50 m dalle uscite dell’impianto,
presupponendo una densità di affollamento di 1 persona/mq.Gli
impianti al chiuso possono essere ubicati nel volume di altri edifici
ove si svolgano attività soggette ai controlli antincendi di
cui ai punti 64, 83, 84, 85, 86, 87, 89, 90, 91, 92, 94 e 95 del
decreto ministeriale 16 febbraio 1982 mentre non possono essere
ubicati in edifici ove si svolgono le attività di cui ai
rimanenti punti del decreto ministeriale citato.La separazione con
gli ambienti ove si svolgono le attività di cui ai suddetti
punti del decreto ministeriale 16 febbraio 1982 deve essere realizzata
con strutture REI 90; eventuali comunicazioni sono ammesse tramite
filtri a prova di fumo come definiti dal decreto ministeriale 30
novembre 1983.Resta valido quanto previsto dalle norme vigenti per le
specifiche attività di cui ai citati punti del decreto
ministeriale 16 febbraio 1982.Gli impianti al chiuso non possono
essere ubicati oltre il primo piano interrato e comunque a quota non
inferiore a 7,50 m. Art. 4Area dell’impiantoL’area per la
realizzazione di un impianto, oltre che corrispondere ai requisiti di
cui all’articolo precedente, deve essere scelta in modo che la
viabilità garantisca, ai fini della sicurezza, il rapido
sfollamento; in particolare l’area dovrà consentire la
sistemazione, in prossimità o a confine dell’impianto, di uno o
più parcheggi calcolati in base ai regolamenti esistenti e alla
capienza globale dell’impianto.L’area minima complessiva del
parcheggio dovrà essere conforme al regolamento edilizio
vigente e comunque non inferiore ad un mq per ogni spettatore.Non
vanno computati nell’area di parcheggio gli automezzi di servizio
muniti di apposita autorizzazione.Art. 5Strutture e
materialiPer quanto riguarda le caratteristiche di comportamento
al fuoco delle strutture, dei materiali e degli arredi si rimanda alle
specifiche norme del Ministero dell’interno sui locali di pubblico
spettacolo.Non è consentito l’uso di coperture pressostatiche
salvo quanto previsto all’art. 19.Per quanto concerne il
dimensionamento delle strutture si rimanda alle specifiche norme
emanate dal Ministero dei lavori pubblici.Art. 6Impianti elettrici
e tecnologiciGli impianti elettrici devono essere eseguiti secondo
la legge 1° marzo 1968, n. 186.Per gli impianti tecnologici
(produzione e utilizzazione del calore, condizionamento, ecc.) si
rimanda alle specifiche norme del Ministero dell’interno.Art.
7CapienzaA) Zona spettatori.La capienza (massimo affollamento
ipotizzabile) della zona spettatori è ottenuta dividendo lo
sviluppo in metri lineari dei gradoni per 0,48.Per gli impianti
all’aperto, con capienza superiore a 10.000 spettatori, in occasione
di manifestazioni calcistiche, e per quelli al chiuso con capienza
superiore a 4.000 spettatori non sono consentiti posti in piedi; i
suddetti impianti devono avere solo posti a sedere numerati e di
larghezza non inferiore a 0,45 m.La capienza, determinata secondo
quanto sopra indicato, è comprensiva di coloro che entrano
nell’impianto, in quanto vi abbiano diritto, per i quali devono essere
riservate apposite zone con posti a sedere.B) Zona attività
sportive.La capienza della zona delle attività sportive
è in funzione delle attività previste ed è
costituita dal numero dei praticanti e degli addetti.Art.
8SettoriGli impianti all’aperto con un numero di spettatori
superiore a 10.000 e quelli al chiuso con un numero di spettatori
superiore a 4.000 devono avere la zona destinata agli spettatori
suddivisi in settori.La capienza di ciascun settore non può
essere superiore a 20.000 spettatori per impianto all’aperto e a 4.000
per quelli al chiuso (vedi fig. 12).Per gli impianti all’aperto deve
essere previsto, in occasione di manifestazioni calcistiche, almeno un
settore opportunamente dimensionato, destinato ai tifosi della squadra
ospite.Ogni settore deve avere servizi e sistemi di vie di uscita
indipendenti chiaramente identificabili con segnaletica conforme al
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 524, e deve
essere separato da quello adiacente con setti di materiale non
combustibile di altezza non inferiore a 2,20 m in grado di sopportare
una spinta orizzontale non inferiore a 80 Kg/m applicata a 2,20 m;
è consentita la comunicazione tra i settori attraverso vani
provvisti di porte realizzate con materiali non combustibili.Per i
predetti impianti all’aperto la zona spettatori deve essere separata
dalla zona attività sportive con fossato, di almeno 2,50 m di
profondità e di larghezza, ovvero con setti realizzati come
previsto al comma precedente.La separazione suddetta deve avere almeno
due varchi per ogni settore muniti di serramenti che in caso di
necessità possano essere aperti su disposizione
dell’autorità di pubblica sicurezza verso la zona
attività sportive. Ogni varco deve avere larghezza minima di
2,40 m.In presenza di fossati potranno essere previste soluzioni
tecniche che comportano l’impiego di meccanismi di semplice
funzionamento atti a consentire il superamento dei fossati stessi solo
in caso di necessità.Art. 9Sistema di vie d’uscitaIl
sistema di vie d’uscita per la zona destinata agli spettatori deve
essere indipendente da quello della zona destinata alle
attività sportive. La separazione deve essere realizzata in
conformità a quanto previsto nel precedente art. 8. È’
consentita la comunicazione tra i suddetti sistemi di vie d’uscita
attraverso porte metalliche.La larghezza complessiva delle uscite deve
essere dimensionata per una capacità di deflusso non superiore
a 250 per gli impianti all’aperto ed a 50 per gli impianti al chiuso
indipendentemente dalle quote.La larghezza di ogni uscita deve essere
non inferiore a 2 moduli.Le scale e le rampe per il deflusso degli
spettatori dalle tribune devono avere la stessa larghezza complessiva
delle uscite.Nella determinazione della larghezza delle vie di uscita
vanno computati i vani di ingresso purché dotati di serramenti
apribili anche verso l’esterno.Per quanto riguarda i …

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