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Distributori stradali di carburanti
Circolare Ministeriale...

Distributori stradali di carburanti
Circolare Ministeriale

Gli impianti di distribuzione di carburanti sono disciplinati
dalle norme di cui al D.M. 31 luglio 1934, che riguardano la
installazione dei serbatoi (capacità, profondità
d’interramento, distanze, cassa di contenimento, ecc.), le
«colonnine» distributrici e l’esercizio degli impianti
medesimi.In relazione però allo sviluppo sempre maggiore degli
impianti di distribuzione di carburanti sono state via via prospettate
nuove esigenze funzionali, scaturite dall’esercizio degli stessi, alla
soluzione delle quali si è provveduto con apposite disposizioni
integrative di quelle previste nel Decreto Ministeriale innanzi
citato, emanate con le Circolari Ministeriali che di seguito si
indicano:Circolare n. 70 dell’11 giugno 1951: «Norme suppletive
per la vendita di carburanti in aree pubbliche»;Circolare n. 60
del 23 aprile 1954: «Rifornimento, a mezzo di autocisterne, dei
distributori stradali di carburanti, esistenti lungo le vie di
comunicazione, fuori degli agglomerati urbani»;Circolare n. 59
del 12 giugno 1957: «Impianti di distributori di benzina,
depositi di carburanti e stazioni di servizio nei pressi delle
carceri»;Circolare n. 26 del 13 aprile 1960:
«Attraversamenti con linee telegrafiche di aree sulle quali
sorgono depositi o distributori stradali di benzina»;Circolare
n. 68 del 24 maggio 1963: «Distributori di carburanti. Serbatoi
collegati a più colonnine e colonnine collegate a più
serbatoi»;Circolare n. 50 del 4 maggio 1964: «Vendita
petrolio agevolato per uso riscaldamento domestico in lattine presso
le stazioni per la distribuzione dei carburanti»;Circolare n. 23
del 13 marzo 1965: «Distributori automatici di carburanti con
funzionamento a gettoni»;Circolare n. 68 del 10 giugno 1967:
«Distributori di carburanti sottostanti ad
elettrodotti»;Circolare n. 55 del 27 agosto 1968:
«Distributori stradali di carburanti Potenzialità dei
serbatoi».Ciò premesso, per uniformare le disposizioni
emanate in tempi successivi a seguito di particolari e frammentarie
richieste e per tener conto del maggior grado di sicurezza raggiunto
dalle apparecchiature di distribuzione, documentato anche
dall’esperienza acquisita nell’esercizio di tali impianti, si è
manifestata la opportunità di richiamare nella presente tutte
le sopracitate circolari con gli opportuni chiarimenti ed
aggiornamenti.Articolo unico1.1 Per la vendita in aree
pubbliche, nelle stazioni di rifornimento e nelle stazioni di
servizio, di carburanti di categoria A, B e C, si debbono usare
esclusivamente mezzi costituiti da colonne di distribuzione fissate al
suolo, con serbatoi interrati per il contenimento del carburante. In
particolare si consentono:a) distributori ordinari, fissi a colonna,
con serbatoi interrati, dei tipi già contemplati dalle norme
vigenti (D.M. 31 luglio 1934 e 12 maggio 1937);b)
distributori-miscelatori fissi a colonna, con serbatoio interrato per
la benzina e serbatoio fuori terra per l’olio, incorporato nella
colonna, di tipo finora non contemplato e di cui al successivo punto
6°.1 e seguenti;si tollerano, con carattere di impiego occasionale
o contingente e con le speciali limitazioni di cui al successivo punto
3°.1 e seguenti:c) distributori ordinari mobili, con serbatoio
fuori terra stabilmente fissato ad un carrello, di tipo già
contemplato;d) distributori ordinari mobili, a portafusti, di tipo
già contemplato;e) distributori-miscelatori mobili con
serbatoi, per l’olio e per la benzina, fuori terra, stabilmente
fissati ad un carrello, di tipo finora non contemplato e di cui al
successivo punto 7°.1 e seguenti;si vietano:f) recipienti mobili
di vetro o di metallo di qualsiasi tipo e capacità, compresi
quelli considerati agli artt. 83 e 85 delle norme vigenti;g)
recipienti speciali, compresi quelli considerati all’art. 84 delle
Norme.1.2 Per la vendita di olii e grassi lubrificanti presso le
stazioni di rifornimento e le stazioni di servizio, si consente
l’impiego dei distributori mobili, di recipienti mobili di metallo ed
anche di bottiglie di vetro, purché queste siano di
capacità non superiore a 1 litro e risultino chiuse, nella
confezione originale della ditta fabbricante o venditrice.Tale
impiego, limitato a piccole quantità (25 Kg.) può anche
essere autorizzato presso i distributori fissi isolati, non facenti
parte di stazioni, a domanda del titolare della licenza: in tal caso
si consente l’uso di recipienti mobili di metallo e anche di bottiglie
di vetro, con le prescrizioni di cui sopra, ma non dei distributori
mobili.Recipienti e materiali debbono essere disposti su appositi
sostegni e in modo da non recare intralcio o pericolo alla
distribuzione del carburante.Quando il distributore non è in
servizio, recipienti e materiali debbono essere asportati e ricoverati
in locale idoneo.2.1 Per l’installazione e l’esercizio dei
distributori-miscelatori fissi, si applicano le stesse prescrizioni e
le stesse modalità di autorizzazione volute per i distributori
fissi ordinari.2.2 Presso ogni distributore fisso ordinario di
benzina può essere autorizzata la installazione di una colonna
miscelatrice fissa, ausiliaria, collegata allo stesso serbatoio
interrato della benzina del distributore esistente.La colonna deve
essere disposta a non meno di 1 m. dalla colonna ordinaria e deve
essere collegata al serbatoio comune mediante un tubo di aspirazione
indipendente.Per i sistemi di sicurezza e di carico, come per il tubo
di equilibrio e di sfogo dei vapori del serbatoio, valgono i
dispositivi già esistenti del distributore ordinario.2.3 I
serbatoi interrati per i carburanti di cat. A e B dei distributori
fissi debbono essere muniti di sistema di sicurezza di 1° grado a
saturazione, di sistema di caricamento a ciclo chiuso e di tubazione
di equilibrio della pressione e di sfogo dei vapori; quelli per
carburanti di cat. C, di sistema di sicurezza di 2° grado, con
semplice tubo di equilibrio.Per la tubazione di equilibrio e di sfogo
si consente:a) che il tubo di allacciamento a detta tubazione sia
disposto nella colonna come già prescritto all’art. 70, lettere
f) e b) delle Norme vigenti;b) oppure, che detto tubo sia
collocato all’interno della colonna, anche se questa abbia un’altezza
inferiore a m. 2,40. La bocca libera del tubo deve essere munita di un
dispositivo tagliafiamma a nido d’ape o a tubi capillari o ghiaia,
corredato all’interno e all’esterno di fitte reticelle metalliche;
inoltre, deve essere disposta nel punto interno più alto della
colonna, il cui fasciame esterno non deve presentare, in
corrispondenza di essa, aperture o fori, il dispositivo deve risultare
accessibile, aprendo la colonna, per la sua regolare ispezione e il
suo eventuale ricambio;c) oppure, che detto tubo sia collocato fuori
della colonna, convenientemente sostenuto e protetto (ad es. in un
palo di illuminazione o simili), ad una distanza da essa non superiore
a 1 m.; la bocca del tubo deve essere munita di un dispositivo
tagliafiamma formato da più reticelle metalliche e disposta, ad
un’altezza da terra, non inferiore a m. 2,40, in posizione tale che
sia sempre possibile l’ispezione e l’eventuale ricambio delle
reticelle.In ogni caso il tubo o la tubazione stessa devono essere
muniti, in un punto facilmente accessibile, di una valvola di
intercettazione per la realizzazione effettiva del circuito chiuso di
caricamento: al meglio, questa valvola può essere abbinata a
quella di intercettazione della presa di aria satura del serbatoio
collocata nel pozzetto di carico, in modo che con una sola manovra si
possa aprire la presa e chiudere il tubo e viceversa.Per i serbatoi di
carburanti di cat. C, il dispositivo tagliafiamma del tubo di
equilibrio che può essere disposto in tutti e tre i modi
indicati può essere sempre costituito da semplici reticelle
tagliafiamma.Per i distributori eccezionalmente installati in locale
chiuso, l’estremità del tubo deve essere portata all’aperto,
fuori dalla colonna e dal locale, munita del voluto dispositivo
tagliafiamma ad una altezza da terra di almeno m. 2,40.2.4 Presso i
distributori fissi isolati, non facenti parte di stazioni, può
anche essere autorizzata l’installazione di pompe per il gonfiamento
dei pneumatici.Se l’installazione è mobile, all’aperto, il
motore della pompa deve essere di tipo chiuso antideflagrante e
collegato ad una presa di corrente, disposta sulla colonna mediante
cavo gommato armato con la copertura metallica collegabile e collegata
elettricamente a terra; l’interruttore, di tipo stagno, deve trovarsi
sul corpo del gruppo pompa-motore.Se l’installazione è fissa ed
il gruppo pompa-motore è collocato in un pozzetto, questo deve
essere in mattoni con le pareti rese impermeabili con malta
cementizia: il pozzetto deve trovarsi a non meno di 1 m. dal pozzetto
di carico del più vicino serbatoio e dai serbatoi stessi ed
essere munito di chiusino metallico.Il motore deve essere di tipo
chiuso antideflagrante con interruttore stagno e comando a distanza:
le condutture elettriche debbono essere chiuse in tubi metallici
raccordati a vite e premitreccia in modo da risultare stagni: tutte le
parti metalliche debbono essere collegate elettricamente ad una buona
terra.2.5 Tutte le autorizzazioni supplementari, di cui ai precedenti
punti 1.2, 2.2, 2.3, b) e c), possono essere concesse, sempre che
l’ubicazione dei distributori lo consenta e debbono essere annotate
sulla autorizzazione principale.2.6 Il vano dei pozzetti di carico
dei serbatoi interrati e dei pozzetti delle pompe non deve ma…

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