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Legge 13 luglio 1966, n. 615, contro l'inquinamento atmosferico e rego...

Legge 13 luglio 1966, n. 615, contro l'inquinamento atmosferico e regolamento 24 ottobre 1967, n. 1288, di esecuzione. Prima parte: impianti termici
Circolare Ministeriale

Tra gli enti ed organi chiamati ad attuare la legge 13 luglio
1966, n. 615, contro l’inquinamento atmosferico, figurano anche i
Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco, e più precisamente
quei Comandi che ricadono nelle zone A e B nelle quali è stato
suddiviso il territorio nazionale ai fini dalla legge stessa
perseguita (art. 2).I compiti affidati ai Comandi dei Vigili del Fuoco
sono considerati negli artt. 9, 10 e 19 della legge e riguardano:a)
l’approvazione dei progetti e i collaudi degl’impianti termici;b) la
vigilanza sugli stessi.Con la pubblicazione (nella Gazzetta
Ufficiale del 9 corrente) del regolamento di esecuzione (D.P.R. 24
ottobre 1967, n. 1288), la legge è diventata operante per la
parte relativa alle materie disciplinate ai Capi: II (impianti
termici-installazioni), III (combustibili) e IV (conduzione –
vigilanza); mentre il regolamento relativo entrerà in vigore il
9 luglio prossimo, essendo prevista una vacatio di sei mesi
alla data della sua pubblicazione sulla G.U.Ciò
premesso, nel richiamare l’attenzione dei Comandi interessati sui due
provvedimenti, questo Ministero ritiene opportuno di illustrarli
brevemente nelle parti che contemplano i compiti loro affidati e sopra
messi in evidenza.Preliminarmente occorre tener presente il campo di
applicazione delle norme regolamentari.Esso è definito all’art.
1 del regolamento e comprende fondamentalmente «tutti
gl’impianti termici di potenzialità superiore alle 30.000
kcal/h», i quali:a) siano installati nelle zone A e B del
territorio nazionale previste dall’art. 2 della legge;b) non
siano inseriti in un ciclo di produzione industriale (per quelli
inseriti in un ciclo di produzione industriale, seguiranno altre norme
regolamentari).Preliminarmente ancora si pone in evidenza che
l’inquinamento atmosferico è problema di natura sanitaria e
pertanto la competenza primaria in materia appartiene all’Amm.ne della
Sanità. E’ a questa infatti che fanno capo i principali organi
chiamati ad attuare la legge: Commissione centrale contro
l’inquinamento atmosferico (art. 3), Istituto superiore di
sanità (art. 19, penultimo comma), Comitato regionale contro
l’inquinamento atmosferico (art. 5), i medici provinciali ed ufficiali
sanitari (art. 19, 4°, 5°, 6° ed ultimo comma); mentre
importanti compiti sono affidati anche agli Enti locali ed ai loro
organi sanitari e tecnici: Amm.ni provinciali, cui è fatto
obbligo di istituire «servizi di rilevamento dell’inquinamento
atmosferico (art. 7); Laboratori di igiene e profilassi, cui è
demandato il compito delle analisi dei campioni prelevati (art. 19,
3° comma); Amministrazioni comunali, ai cui uffici tecnici i
Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco possono chiedere la
collaborazione nella loro attività di vigilanza (art. 19,
2° comma), e cui è fatto obbligo di integrare i regolamenti
locali d’igiene con le norme contro l’inquinamento
atmosferico.Delimitato il campo di applicazione, si passa ad
illustrare i compiti affidati ai Comandi. Come accennato, questi
concernono: progetti e i collaudi da una parte, la vigilanza
dall’altra.1) Progetti e collaudi. L’approvazione dei progetti
e i collaudi, previsti dagli artt. 9 e 10 della legge 615, formano
oggetto delle norme regolamentari di cui all’art. 9. Al riguardo,
particolare rilievo assumono i termini previsti negli ultimi due
commi: 60 giorni per l’approvazione dei progetti, 30 giorni per
l’effettuazione dei collaudi. Non trattasi di termini perentori, ma
l’esigenza di rispettarli è ovvia.2) Vigilanza. La
vigilanza, prevista dall’art. 19 della legge, ha per oggetto:a)
la conduzione degl’impianti;b) i combustibili;c) le
emissioni.La vigilanza sulla conduzione degl’impianti è
disciplinata dall’art. 2 del regolamento e comporta per i
Comandi dei Vigili del Fuoco l’obbligo di comunicare agl’Ispettorati
provinciali del lavoro i casi di recidiva nella cattiva conduzione, ai
fini dell’eventuale revoca dei patentini previsti dallo stesso
articolo.La vigilanza sui combustibili è disciplinata
dall’art. 15 del regolamento e comporta per i Comandi VV.F. il
prelievo di campioni secondo modalità ivi descritte, tra le
quali particolare rilievo giuridico assume la redazione del verbale
delle operazioni (2° comma cit. e appendice n. 2).Si fa
presente al riguardo: a) che per le operazioni di prelievo i
Comandi possono richiedere la collaborazione degli uffici tecnici
comunali (art. 19, 2° comma legge); b) che i compiti dei
Comandi si esauriscono con il prelievo e l’invio del campione
prelevato, insieme con un esemplare del verbale, al Laboratorio di
igiene e profilassi o ad altro laboratorio autorizzato dal Ministero
della Sanità (art. 15, commi 10 e 17).La vigilanza sulle
emissioni è disciplinata dall’art. 13 del regolamento e
comporta per i Comandi VV.F.:a) in sede di collaudo
dell’impianto, «l’accertamento del contenuto di particelle
solide e di composti dello zolfo», previsto al comma 9
dell’articolo;b) per gl’impianti già installati,
«il rilevamento visivo dell’indice dei fumi», previsto al
successivo comma 10 dello stesso articolo.Si richiama infine
l’attenzione sulle norme transitorie e finali previste nell’art.
17.Queste norme recano:a) la durata della
«vacatio» del regolamento (che, come s’è visto,
è di sei mesi);b) la tabella dei termini entro i quali
gl’impianti termici dovranno essere resi rispondenti alle norme
regolamentari;c) le modalità di prelievo dei combustibili
liquidi dagli attuali serbatoi.La vigilanza sui combustibili e sulle
emissioni comporta l’esigenza di dotare i Comandi delle attrezzature
necessarie per l’assolvimento dei compiti connessi e cioè:
a) per eseguire i rilievi dei combustibili; b) per
effettuare il rilevamento visivo dell’indice dei fumi.A questo
riguardo si fa riserva di ulteriori istruzioni.Parimenti ulteriori
istruzioni saranno diramate per l’attuazione del censimento degli
impianti termici e degli stabilimenti industriali previsto dall’art.
27 della legge, che dovrà essere attuato entro sei mesi
dall’entrata in vigore del regolamento, e quindi nel periodo: 9 luglio
1968 – 9 gennaio 1969.

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