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Norme di sicurezza per l'immissione nei bacini di carenaggio di navi c...

Norme di sicurezza per l'immissione nei bacini di carenaggio di navi cisterna
Lettera Circolare

Per opportuna conoscenza si riporta in allegato il parere
espresso dalla Commissione Consultiva per le sostanze esplosive ed
infiammabili nella seduta del 12 dicembre 1974, in ordine ad un
quesito avanzato dalla Capitaneria di Porto di Livorno riguardante le
condizioni di sicurezza per l’immissione nei bacini di carenaggio
delle navi cisterna.AllegatoCommissione consultiva per le sostanze
esplosive ed infiammabiliEstratto dal verbale n. 33/1702 della
seduta del 12 dicembre 1974Norme di sicurezza per l’immissione in
bacino di navi cisterna. Porto di Livorno – Cantiere Navale Luigi
Orlando.Il relatore legge la seguente relazione:Il Ministero della
Marina Mercantile ha richiesto il parere della Commissione Consultiva
sul quesito che gli è stato posto dalla Capitaneria di Porto di
Livorno circa le condizioni di sicurezza che devono essere osservate
perché navi cisterne «inertizzate» siano ammesse
nel bacino di carenaggio recentemente affidato in gestione al Cantiere
Navale Luigi Orlando di Livorno.Il Ministero predetto ha trasmesso in
visione i seguenti allegati:1) nota n. 5891 del 21 ottobre 1974 del
Cantiere Orlando con allegata una relazione della SNAM sull’Impiego
del Gas Inerte sulle Petroliere;2) nota n. 6483 del 26 ottobre 1974
del Comando Provinciale VV.F. di Livorno;3) relazione del 6 novembre
1974 del Consulente Chimico di Porto Prof. Piazzi;4) verbale di una
riunione tenutasi il 23 agosto 1974 presso la Capitaneria di Porto di
Livorno per esame problemi entrata in esercizio nuovo bacino di
carenaggio;5) nota n. 18712 del 30 agosto 1974 del Consorzio Livornese
Bacini di carenaggio;6) un appunto del 3 settembre 1974 di un
ufficiale della Capitaneria di Porto di Livorno relativo ad una
verifica compiuta a bordo della M/C AGIP-Sicilia per acquisire
elementi di valutazione in ordine al previsto ingresso in bacino della
M/C AGIP-Sardegna.Dalla relazione della SNAM si rileva che
l’immissione di gas inerte nelle cisterne della nave appare oggi come
l’unico sistema in grado di prevenire la formazione di miscele
esplosive e deve essere mantenuta in ogni fase operativa della nave
(in discarica, in caricazione, durante il viaggio, durante il lavaggio
ecc.) ma, ovviamente, una cisterna inertizzata non è
accessibile al personale.Dall’appunto del 3 settembre 1974 della
Capitaneria di Porto (all. p.to 6) si apprende che le M/C AGIP tipi
Sicilia e Sardegna sono provviste a bordo di impianto di
inertizzazione, collaudato dal RINA, e sono in grado di fornire un gas
inerte avente la seguente composizione media: anidride carbonica (CO2)
14-16%; anidride solforosa (SO2) 2-3%; ossigeno (O2) 5%; azoto N.Le
apparecchiature non sono omologate.L’inertizzazione può essere
mantenuta in navigazione per un periodo di 7-10 giorni.Il Cantiere
Navale L. Orlando, con lettera del 21 ottobre 1974 diretta alla
Capitaneria di Porto, ha comunicato di avere in corso l’ordine di
acquisto di un generatore portatile di gas inerte avente le seguenti
caratteristiche: capacità oraria di erogazione mc. 1.000;
natura del gas: azoto consumato 0,5% di ossigeno; pressione all’uscita
dell’impianto 0,14 Kg./cmq.La consegna dell’impianto avverrebbe entro
7 mesi dal perfezionamento dell’ordine.Il Cantiere precisa che
l’impianto servirà a sopperire alle eventuali perdite per lunga
permanenza in bacino di navi che fossero entrate inertizzate. Prima
dell’entrata in esercizio del cantiere e prima dell’arrivo del
generatore di gas inerte, il Cantiere Orlando avrebbe avuto
assicurazione da parte della Soc. Gas Tecnici di Pisa di poter contare
su una fornitura giornaliera di 8000-12000 mc. di Azoto.Particolare
importanza riveste la relazione del Consulente Chimico della
Capitaneria di Porto di Livorno, Prof. M. Piazzi il quale ha esaminato
la questione della sicurezza delle navi in bacino anche alla luce
delle norme che attualmente regolano il rilascio dei certificati di
”non pericolosità“. La valutazione del grado di
sicurezza viene espressa in base ai seguenti criteri:a) Nave
pericolosa: N/C con le cisterne, tutte o in parte, non bonificate
e non degasificate da destinare ad un «ormeggio di
sicurezza» (ormeggio decentrato e/o corredato da particolari
installazioni antincendio).I lavori in tali casi sono limitati e
sottoposti a prescrizioni particolari;b) Nave non pericolosa:
N/C con tutte le cisterne, nonché le intercapedini di
separazione di esse dalle strutture non destinate al carico,
bonificate da destinare ad un ormeggio anche non di
sicurezza.Possibilità di eseguire lavori con fonti termiche in
ogni parte della nave col solo rispetto delle norme antincendio.L’art.
26 delle istruzioni ministeriali (Marina Mercantile) di cui alla
circolare n. 545290 del 24 ottobre 1969 prevede l’immissione in bacino
anche di N/C non bonificate e non degasificate solo per lavori
«fuori bordo» purché essi non comportino emissione
di calore e produzione di scintille.Deroga a questa norma è
prevista solo in caso di «estrema urgenza e
necessità» mantenendo sempre il divieto di generare
calore o produrre scintille.L’art. 87 dell’ordinanza n. 4/73 della
Capitaneria di Porto proibisce l’immissione in bacino delle N/C non
bonificate e non degasificate con la sola deroga ammessa dal citato
art. 26, quindi la norma è ancora più restrittiva di
quella della circolare ministeriale.Il problema nuovo si presenta per
le navi cisterna provviste di impianti di inertizzazione che non
possono considerarsi appartenenti alla categoria B) navi non
pericolose e non è giustificato considerarle pericolose secondo
la definizione A) quando esse non sono inertizzate in modo regolare e
completo.Afferma il Prof. Piazzi che i bacini e le loro banchine sono
oggi considerati «ormeggi non di sicurezza» e per renderli
idonei a ricevere la N/C inertizzate, dovrebbero essere corredati,
oltre che d’impianto per la fornitura di gas inerte appropriato, anche
da installazioni antincendio adeguate.Le conclusioni cui perviene il
Consulente Chimico sono le seguenti:«La N/C inertizzata
può essere immessa in bacino solo per lavori da eseguire
«fuori bordo», su N/C inertizzata possono essere
autorizzati lavori «a bordo» anche con impiego di fonti
termiche, sotto particolari prescrizioni ed in zone ben delimitate
dalla nave, purché la N/C si trovi in un «ormeggio di
sicurezza» munito, oltre alle installazioni antincendio, anche
d’impianto per la fornitura supplementare di gas
inerte».Premesso quanto sopra il relatore ritiene di poter
concordare col parere espresso dal Consulente Chimico del Porto Prof.
Piazzi osservando che per ogni N/C deve essere sempre possibile
rilevare il grado di inertizzazione, le caratteristiche del gas
inertizzante e la disponibilità di gas inerte per integrarne le
perdite.Dovrà in via preventiva, essere comunicato
all’Autorità Marittima il programma dei lavori che si intendono
fare con fonti di calore e senza le modalità di esecuzione
perché possano essere fissate particolari prescrizioni di
lavoro.Tenuto conto della insufficiente attrezzatura antincendio del
bacino e delle banchine, come risulta anche dalla descrizione fatta
nel verbale 23 agosto 1974 (all. 4), occorre provvedere perché
venga realizzato un «ormeggio di sicurezza» potenziando la
difesa antincendio con monitori su colonna per acqua e schiuma e con
eventuali altre installazioni secondo un progetto che sarà
studiato d’intesa col Comando Provinciale VV.F. di Livorno.La
Commissione all’unanimità esprime parere favorevole.

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