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Criteri per l'impiego dei radionuclidi e la protezione dalle radiazioni ionizzanti
Circolare Ministeriale

In conseguenza dell’intensificato impiego dei radionuclidi a
scopo diagnostico e terapeutico nonché a scopo industriale, il
Consiglio Provinciale di Sanità si è trovato,
specialmente in questi ultimi tempi, a dover esprimere il suo parere
in merito a numerose richieste di autorizzazione.Avendo assunto il
fenomeno aspetti di notevole dimensione per il progresso scientifico
del settore, nella attesa di un provvedimento legislativo che regoli
l’intera materia, il Consiglio di Sanità ha determinato di
attenersi ad una serie di criteri per la protezione della popolazione
civile e dei suoi lavoratori dalle radiazioni ionizzanti.Tali criteri
condizioneranno l’emissione del parere di competenza del Consiglio di
Sanità, ed è pertanto opportuno che vengano portati a
conoscenza delle categorie interessate, onde evitare loro il diniego
del parere e della conseguente autorizzazione e consentire così
il più sollecito disbrigo delle richieste stesse.Si invitano
pertanto le Signorie Loro a diffondere negli ambienti scientifici,
medici ed industriali il più largamente possibile, le norme di
massima pubblicate e qui di seguito allegate, contenenti le direttive
e le precauzioni cui chiunque vi abbia interesse dovrà
attenersi nella formulazione delle richieste di impiego di
radionuclidi.Il Consiglio Provinciale di SanitàVisti gli
articoli 194-198 del testo unico delle Leggi Sanitarie approvato con
regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265;Visto il regio decreto 28
gennaio 1935, n. 145, che disciplina l’impiego a scopo terapeutico del
radium e degli altri radionuclidi naturali;Viste le «Direttive
che fissano norme fondamentali relative alla protezione sanitaria
della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle
radiazioni ionizzanti» pubblicate nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee (edizione in lingua italiana) del 20
febbraio 1959;Considerato il largo impiego che sono venuti assumendo i
radionuclidi artificiali anche per usi diversi da quelli terapeutici
ed i rischi che possono derivare alla popolazione dall’uso non
regolamentato di essi;Considerato altresì che non è
stata ancora promulgata in Italia la legislazione atta a porre norme
di difesa dalle radiazioni ionizzanti;Ritenuto pertanto di dovere
fissare i criteri di massima ai quali questo stesso Consiglio
dovrà uniformarsi nell’espressione del parere richiesto per
l’autorizzazione all’impiego di radionuclidi da parte delle
Istituzioni Sanitarie pubbliche e private, dei laboratori di ricerche
e delle industrie;Fatto comunque salvo quanto già regolamentato
da disposizioni vigenti o in corso di emanazione da parte dei
Ministeri dell’Interno, dell’Industria e Commercio, della
Sanità, del Lavoro e della Previdenza Sociale, dei Trasporti e
della Marina Mercantile;StabilisceChe chiunque, a qualsiasi titolo,
intenda impiegare radionuclidi artificiali si attenga alle seguenti
norme quali condizioni indispensabili per ottenere il parere
favorevole di questo stesso Consiglio al rilascio dell’autorizzazione
da parte del competente ufficio del Medico Provinciale (nel
caso si tratti di istituzioni ove l’impiego avviene per scopi
diagnostici, terapeutici o di ricerca scientifica) o della Prefettura
(nel caso in cui l’impiego avviene per scopi industriali):1) Chiunque
intenda produrre, trattare, immagazzinare, detenere, utilizzare,
vendere, trasportare ed eliminare a qualsiasi titolo radionuclidi
artificiali deve ottenere autorizzazione della Prefettura o
dell’Ufficio del Medico Provinciale, secondo le competenze previste in
premessa, i quali la concedono dopo aver sentito il parere del
Consiglio Provinciale di Sanità.2) L’autorizzazione non
è richiesta:per le sostanze radioattive la cui attività
totale è inferiore a 0,1 microcurie;per le sostanze radioattive
la cui concentrazione è inferiore a 0,002 microcurie per grammo
e, per quanto riguarda le sostanze radioattive solide naturali, per
quelle la cui concentrazione è inferiore a 0,001 microcurie per
grammo;per gli apparecchi radiogeni la cui sorgente è
costituita da sostanze radioattive, a condizione che questa sia
efficacemente protetta da ogni contatto e da ogni perdita e che
l’intensità di dose, in qualsiasi momento e in qualsiasi punto
esterno, ad una distanza di 0,1 metri dalla superficie
dell’apparecchio, non risulti superiore al valore di 0,1
milliremora.3) Per ottenere l’autorizzazione di cui all’art. 1 occorre
presentarne, tramite i Comuni competenti per territorio, domanda in
carta legale alla Prefettura o all’Ufficio del Medico Provinciale,
secondo che si tratti di impiego industriale o di impiego
medico-scientifico dei radionuclidi. Nella domanda devono essere
indicati:a) le generalità e il domicilio del richiedente;b) le
generalità e il domicilio di chi rappresenta legalmente l’ente
che intende svolgere le attività di cui all’art. 1;c) le
generalità e il domicilio di chi assume la direzione tecnica e
ogni responsabilità circa lo svolgimento delle attività
di cui all’art. 1;d) gli scopi per i quali si intende svolgere le
attività suddette;e) la planimetria in scala 1:50, firmata dal
richiedente e dal progettista, degli ambienti nei quali si intenda
svolgere le attività di cui all’art. 1 con descrizione
particolareggiata dei mezzi di custodia e di protezione;f) lo schema
del regolamento interno che detta le norme di conservazione e di
impiego dei radionuclei al fine di garantire che non vengano superate
le dosi massime ammissibili per i lavoratori addetti, siano evitate le
contaminazioni e gli scarichi siano mantenuti nei limiti atti a non
recare danno diretto o indiretto alla popolazione.4) La comunicazione
al richiedente della concessione o della non-concessione della
autorizzazione richiesta avviene entro 60 giorni dalla data di
presentazione della domanda.5) Chiunque svolga le attività di
cui all’art. 1 deve conservare e tenere a disposizione
dell’Autorità competente per i dovuti controlli un registro di
carico e scarico dei radionuclidi, con indicazione della loro
qualità e quantità.Nel registro deve essere indicato lo
scopo per il quale sono state utilizzate le singole qualità e
quantità di radioattività ed il loro destino.6)
Chiunque, essendo autorizzato dalla Prefettura o dal Medico
Provinciale, venda, rivenda, o comunque ceda radionuclidi a qualsiasi
titolo aventi attività oltre i limiti indicati nell’art. 2 deve
notificare all’Amministrazione concedente al termine di ogni mese, ed
entro i primi cinque giorni del mese successivo, le generalità
e il domicilio dell’acquirente.7) Presso gli enti in cui si svolgono
le attività di cui all’art. 1 devono essere garantiti il
controllo fisico della protezione contro le radiazioni e il controllo
medico dei lavoratori in conformità con le norme emanate dal
Consiglio della Comunità Europea dell’Energia Atomica,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee
(edizione in lingua italiana) del 20 febbraio 1959 e con le
disposizioni del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.Il
controllo fisico della protezione deve essere assicurato da esperti
qualificati la cui qualificazione, per l’attività da essi
svolta o per gli studi da essi compiuti, è riconosciuta dal
Prefetto, sentito l’ufficio del Medico Provinciale e l’Ispettorato del
Lavoro.Il controllo medico dei lavoratori é assicurato da
medici provvisti di un titolo post-laurea il quale attesta la
specifica preparazione nel campo della protezione contro le radiazioni
ionizzanti.8) Allorché radionuclidi artificiali vengano
impiegati a scopo terapeutico o in modo tale da poter avere effetti
anche terapeutici valgono le disposizioni contenute nel regio decreto
27 luglio 1934, n. 1265, e nel regio decreto 28 gennaio 1935, n. 145.
In tal caso, in particolare, la direzione tecnica ed ogni
responsabilità circa l’impiego dei radionuclidi devono essere
assunte da un laureato in medicina e chirurgia, specialista in
radiologia.9) Il responsabile tecnico di cui al comma c) dell’art. 3
deve porre in atto tutti i mezzi di rilevamento e di misura della
radioattività dei liquidi, gas, polveri, fumi, nebbie, ecc. di
scarico e tutti i mezzi di sicurezza atti a garantire che non vengano
mai superate le concentrazioni massime ammissibili per evitare che
possa derivarne danno diretto o indiretto alla popolazione. I
risultati delle misure compiute ed i provvedimenti adottati devono
essere registrati e comunicati, se richiesti, al Prefetto e al Medico
Provinciale.10) Il Medico Provinciale, assistito dall’ Ispettore
Medico del Lavoro, da un radiologo e da un fisico di riconosciuta
competenza (designati dal Consiglio Provinciale di Sanità),
può in qualsiasi momento ispezionare gli enti in cui si
svolgono le attività di cui all’art. 1 al fine di constatare se
siano rispettate le norme di conservazione e utilizzazione dei
radionuclidi e di accertare che gli impianti siano eseguiti a regola
d’arte e mantenuti in perfetta efficienza in modo da non presentare
pericoli per la popolazione e per il personale addetto.

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